I Giuristi per la Vita lanciano un appello contro la legge sull'omofobia e la transfobia

L'associazione “Giuristi per la Vita” lancia un appello per fermare la proposta di legge contro l’omofobia che violerebbe la libertà di espressione e di pensiero dei singoli cittadini.

omofobia-liceo-Nuoro

La legge sull’omofobia e transfobia non fa nemmeno in tempo a compiere i primi passi in Italia, che partono le crociate per boicottarla. L’associazione Giuristi per la Vita ha, infatti, pubblicato un comunicato, a firma del presidente Gianfranco Amato, in cui si invitano i parlamentari italiani e “tutti gli uomini di buona volontà, affinché venga scongiurato il rischio dell’introduzione di una simile normativa nel nostro ordinamento giuridico”. Il testo andrà all’esame dell’Aula il prossimo 22 luglio.

Secondo i Giuristi per la Vita, infatti, questa iniziativa legislativa,

rischia seriamente di avere gravi ripercussioni sui diritti fondamentali dell’uomo riconosciuti dalla nostra Costituzione, tra cui il diritto alla libertà di pensiero (art.21) e alla libertà religiosa (art.19).

Secondo il comunicato, ci sono almeno sei pericoli pratici dietro tale norma. L’approvazione di una siffatta legge potrebbe determinare l’incriminazione di (cito dal loro sito):


  1. coloro che sollecitassero i parlamentari della Repubblica a non introdurre nella legislazione il “matrimonio” gay;

  2. coloro che proponessero di escludere la facoltà di adottare un bambino a coppie omosessuali, atteso che, secondo l’approccio ideologico appena recepito dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, non ammettere una coppia gay al matrimonio costituirebbe discriminazione motivata dall’identità sessuale;

  3. coloro che pensassero di organizzare una campagna di opinione per contrastare l’approvazione di una legge sul “matrimonio” gay;

  4. coloro che pubblicamente affermassero che l’omosessualità rappresenta una «grave depravazione», citando le Sacre Scritture (Gn 19,1-29; Rm 1,24-27; 1 Cor 6,9-10; 1 Tm 1,10.);

  5. coloro che pubblicamente dichiarassero che gli atti compiuti dagli omosessuali «sono intrinsecamente disordinati», in virtù del proprio credo religioso (Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Persona humana);

  6. coloro che pubblicamente sostenessero che gli atti compiuti dagli omosessuali sono «contrari alla legge naturale», poiché «precludono all’atto sessuale il dono della vita e non costituiscono il frutto di una vera complementarietà affettiva e sessuale» (art. 2357 del Catechismo della Chiesa Cattolica)

Secondo tali giuristi, si tratta di una legge semplicemente ideologica che “non merita di entrare nel nostro ordinamento”. E concludono:

Opporvisi non è una battaglia di retroguardia, tesa a garantire chissà quale privilegio o quale ingiustificata impunità, ma significa battersi contro il rischio di una pericolosa violazione della libertà di espressione del pensiero e del credo religioso, fondamento di tutte le libertà civili nel quadro costituzionale vigente.

Vedremo quello che diranno i politici, soprattutto quelli come Fabrizio Cicchitto che recentemente ha invocato una “seria e reale autonomia dello Stato dalla Chiesa”: varrà in tutti i campi o solo in alcuni?

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