Anatema di Ruini su Fli e i gay: mai l'Udc con Fini


Come direbbe Alessandro Manzoni "questo matrimonio non s'ha da fare". Non si tratta più di Renzo e Lucia, ma di Gianfranco e Pierferdinando o meglio dei loro partiti, Futuro e libertà e Udc. La chiesa cattolica italiana vede come il fumo negli occhi questa accoppiata e sta facendo di tutto per sventarla.

Ma perché i vescovi sono così preoccupati da rimettere in campo niente di meno che Ruini? La paura più grande riguarda i diritti civili, sia le coppie omosessuali sia le questioni come la fine della vita e la fecondazione assistita. La Cei teme che, in un centrodestra alternativo a Berlusconi, prevalga una linea laica e repubblicana, incarnata da Fini, con un orientamento non clericale e aperto sui diritti. Insomma: niente diktat della chiesa cattolica.

Si è visto già qualche settimana fa come l'Avvenire abbia attaccato Fini sulle unioni civili e il riconoscimento delle coppie gay. Se però a chiesa è tanto preoccupata da schierare un pezzo da novanta, ancorché in pensione, come Ruini, vuol dire che la prospettiva di una destra laica non è così remota. C'è da sperare?

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina: