A Palermo, le prime coppie firmano il registro delle Unioni civili

In mattinata la città di Palermo ha inaugurato il Registro per le unioni civili, con grande soddisfazione del sindaco Leoluca Orlando.

Leoluca Orlando

Come recita il comunicato stampa prontamente lanciato in rete dalla Giunta Orlando, è trascorso solo un mese dall’approvazione della proposta di delibera di Giunta da parte del Consiglio comunale, e già stamane nell’aula Rostagno di Palazzo delle Aquile si inaugura il Registro delle Unioni civili. Uno step in più nel percorso di uguaglianza dei diritti civili arriva proprio dal capoluogo siciliano.

Tutto questo davanti al Sindaco Leoluca Orlando, che ha apposto la prima firma sul registro in presenza della prima coppia: Maritza Coppa e Gabriele Longo. Hanno condiviso il momento, il presidente del Consiglio comunale Salvatore Orlando, l’Assessore alla Partecipazione Giusto Catania e il Segretario generale Fabrizio Dall'Acqua.

Leoluca Orlando non ha nascosto la sua soddisfazione:

Sono molto emozionato nel presentare il Registro, e ringrazio il Consiglio Comunale per averlo approvato a larghissima maggioranza. È importante per Palermo incassare un nuovo significativo passo che grida con forza la voglia di essere diversi ma uguali a tutti gli altri. Oggi abbiamo sciolto un altro nodo ai pregiudizi.

Nell'ordine, sono state registrate altre tre unioni civili.

Ha fatto eco al primo cittadino, l'assessore alle Partecipazione Giusto Catania

Palermo è una città di pace e oggi si concretizza un passo di uguaglianza e di civiltà per tutti coloro che vogliono vivere insieme per amore e per assistenza.

Ha espresso grande soddisfazione in merito, anche l'associazione omosessuale Articolo 3 - che nel nome fa specifico riferimento all'articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana in materia di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge - che ha diramato un comunicato:

Riteniamo quello di oggi un passo importante verso il pieno riconoscimento dei diritti delle persone LGBTI nel Paese, infatti tra le cinque città più grandi d'Italia ora solo Roma si deve ancora dotare di questo strumento, che rappresenta l'unico provvedimento che i comuni possono varare per riconoscere alle relazioni tra persone dello stesso sesso dei diritti.

Sembrano buone, sempre secondo l'associazione, le prospettive per il futuro, grazie a un gesto semplice ma in grado di riassumere scenari di cambiamento:

Siamo certi che questo funzionerà da stimolo, affinché le istituzioni a livello regionale e nazionale finalmente legiferino in materia di diritti e doveri delle persone LGBTI e in materia di contrasto all'omofobia e transfobia. Ricordiamo inoltre che all'Assemblea Regionale Siciliana da mesi sono fermi ben tre DDL su questi temi e ci sembra paradossale che non si proceda all'approvazione di nessuno dei tre testi, proprio quando per la prima volta l'Isola ha alla sua guida un Presidente dichiaratamente omosessuale.

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