
Il Parlamento Europeo ha approvato nei giorni scorsi la relazione Berlinguer elaborata dalla commissione giuridica che chiede alle autorità dell’Unione Europea e agli Stati membri di attuare il reciproco riconoscimento degli effetti degli atti dei registri civili. Misura che, se raggiunta, rappresenterà un importante traguardo per le coppie dello stesso sesso e la loro libera circolazione negli Stati dell’Unione Europea. Il testo approvato – Aspetti relativi al diritto civile, al diritto commerciale, al diritto di famiglia e al diritto internazionale privato del Piano d’azione per l’attuazione del programma di Stoccolma – dice al numero 40:
[Il Parlamento Europeo] sottolinea l’esigenza di garantire il riconoscimento reciproco dei documenti ufficiali delle pubbliche amministrazioni nazionali; accoglie con favore lo sforzo della Commissione di mettere in grado i cittadini di esercitare i loro diritti di libera circolazione e appoggia con vigore i piani volti a permettere il riconoscimento reciproco degli effetti degli atti di stato civile; chiede che vengano compiuti ulteriori sforzi per ridurre gli ostacoli incontrati dai cittadini che di fatto esercitano i propri diritti di libera circolazione, in particolare per quanto riguarda l’accesso alle prestazioni sociali a cui hanno diritto e il diritto di voto alle elezioni municipali.
La risoluzione intende accelerare lo sviluppo del programma di Stoccolma (Il programma di Stoccolma – Un’Europa aperta e sicura al servizio e a tutela dei cittadini) che stabilisce le priorità dell’Unione Europea per i prossimi anni in materi di libertà, sicurezza e giustizia e adotta come precedenti un’altra risoluzione dello stesso Parlamento Europeo del novembre 2009 (Risoluzione del Parlamento europeo del 25 novembre 2009 sulla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio dal titolo “Uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia al servizio dei cittadini” – Programma di Stoccolma) che invita gli Stati membri
a garantire la libera circolazione dei cittadini dell’Unione e delle loro famiglie, comprese le unioni registrate e i matrimoni, in conformità degli articoli 2 e 3 della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, nonché ad evitare ogni forma di discriminazione per qualsivoglia motivo, compreso l’orientamento sessuale.
L’approvazione del testo è stata salutata come un passo avanti da Ulrike Lunacek e Michael Cashman, copresidenti dell’Intergruppo LGBT del Parlamento Europeo. Martin Callaman, leader dei conservatori britannici nel Parlamento Europeo, insieme ai rappresentanti del partito ultraconservatore polacco Legge e Giustizia, si è opposto alla misura affermando che “viola la sovranità nazionale”.
Commenta l’associazione radicale Certi Diritti:
Certi Diritti si felicita per questa ulteriore promozione dei diritti delle persone, senza discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, che arriva dall’Europa: ancora una volta, cittadini in Europa, fantasmi in Italia!
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laura suarez
27 nov 2010 - 12:56 - #1Sara` interessante vedere le reazioni dell’ Italia. Sempre che ci siano, e che ancora una volta i nostri illustri rappresentanti non facciano finta di nulla dato che si tratta solo di un “invito”
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