Federazione della sinistra: sì al matrimonio gay

Sono passate ère geologiche da quegli anni Settanta, in cui "il Gandi" (interpretato da un Renato Pozzetto in stato di grazia) scandalizzava i compagni comunisti ballando con un Massimo Ranieri in versione gay - uno dei rari gay non macchiette del nostro cinema, dopo il grandissimo Nino Manfredi - nel film "La patata bollente".

Molta acqua è passata davvero sotto i ponti se adesso la Federazione della sinistra - che ha riunito Rifondazione comunista, il Pdci e Socialismo 2000 - nel proprio manifesto condanna l'omofobia e sostiene il matrimonio fra persone dello stesso sesso

Vanno protetti i diritti di coloro che sono discriminati a causa della loro origine etnica, orientamento sessuale ed identità di genere, religione, ideologia, disabilità, età.
L’effettivo superamento delle discriminazioni derivanti dall’orientamento sessuale e dell’omofobia richiede che l’ordinamento giuridico italiano riconosca il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Non è ammissibile che l’Italia sia uno dei pochissimi paesi europei che rifiuta il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali.

La persecuzione degli omosessuali a Cuba e sotto lo stalinismo sono affare del passato e la sinistra post-comunista in Italia si schiera apertamente per la laicità dello stato, contro le discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale e sul genere e per i diritti delle donne.

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