Il Perù non inserisce l’orientamento sessuale e l’identità di genere nella legge sui crimini d’odio

Il Congresso del Perù, su iniziativa dei parlamentari evangelici, ha deciso di stralciare l’orientamento sessuale e l’identità di genere dalla legge sui crimini d’odio.

Il Perù non inserisce l’orientamento sessuale e l’identità di genere nella legge sui crimini d’odio

La settimana scorsa il Congresso del Perù ha votato favorevolmente per l’esclusione dalla legge sui crimini d’odio l’orientamento sessuale e l’identità di genere. Emblematicamente qualche giorno dopo c’è stato il Gay Pride a Lima, il cui slogan è stato “Quanti altri ancora dovranno morire?”, che denunciava proprio una tale esclusione, sottolineando come per i politici del Perù la vita delle persone LGBT non ha lo stesso valore delle altre.

Alle spalle di tale decisione c’è quella della Commissione Giustizia e Diritti Umani del Parlamento per la quale la parte della legge che riguardava la protezione delle persone omosessuali e transessuali doveva essere stralciata. La Commissione era giunta a tale richiesta a seguito della campagna del parlamentare Julio Rosas, di fede evangelica. Il Parlamento avrebbe potuto non tenere conto della decisione della Commissione per i Diritti Umani e l’onorevole Carlos Bruce, che ha presentato la legge nella sua versione originale, l’ha difesa con forza portando a sostegno dell’inclusione delle persone LGBT anche molti trattati internazionali. Ma la discussione in aula ha fatto uscire anche l’animo intollerante e omofobo dei parlamentari evangelici e, al momento del voto, orientamento sessuale e identità di genere sono stati defenestrati. A votare contro tali aggravanti nella legge sono stati 56 parlamentari, mentre 27 si sono detti a favore e 17 si sono astenuti.

Secondo molti deputati evangelici, infatti, è sufficiente educare le persone per prevenire i crimini di odio basati sull’orientamento sessuale e l’identità di genere e non c’è bisogno di una legge. Il principale oppositore di tali norme, Julio Rosas, ha affermato:

La difesa dei diritti umani non avviene in base all’attrazione sessuale. Domani avranno un altro gusto, un’attrazione per la droga o per mangiare chissà cosa… Dobbiamo rispettare i diritti umani ma non includere alcune categorie che distorcono il nostro ordinamento politico e influenzano la nostra legge.

Dura la reazione del movimento LGBT che, in un comunicato, ha affermato di ritenere complice il Congresso

degli omicidi per omofobia che ogni settimana tolgono la vita a una lesbica, a una persona transessuale, a un gay o a un bisessuale e la cui morte viene nascosta e rimane senza giustizia.

Via | Dos Manzanas

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