Le scuole cattoliche australiane non potranno più espellere studenti gay?

La battaglia del senatore Alex Greenwich per impedire alle scuole cattoliche di discriminare studenti e studentesse lgbt.

Il senatore australiano Alex Greenwich, gay dichiarato

È già tanto difficile fare i conti con la propria sessualità e se gli studenti cercano aiuto in un professore, un preside, un consigliere o un cappellano della scuola, possono rischiare l'espulsione.

Afferma così il senatore indipendente australiano Alex Greenwich in merito al fatto che nelle scuole religiose del sud dell’Australia è permesso espellere gli studenti sulla base del loro orientamento sessuale. La norma anti discriminazione in vigore, infatti, esclude espressamente gli istituti religiosi dalla sua applicazione. Per questo motivo Greenwich (che a maggio dell'anno scorso ha sposato il proprio compagno in Argentina) ha presentato un progetto di legge per impedire alle scuole religiose di espellere gli studenti perché gay, lesbiche, bisessuali o transessuali.

Naturalmente le scuole religiose non accettano una tale proposta, anzi, si barricano dietro la “libertà di religione” per continuare a espellere studenti lgbt. Secondo loro, infatti, tali espulsioni

Non sono un modo per punire qualcuno ma per difendere tutti gli altri. Non potremmo accettare la rimozione della nostra esenzione dal rispetto della legge se non saremo certi che ci sarà fornito un modo alternativo di garantire la nostra libertà di religione.

Non è d’accordo con la posizione delle scuole nemmeno il Consiglio australiano dei diritti umani, per il quale è “ragionevole che lo stato chieda che i finanziamenti pubblici siano erogati solo a chi è conforme ai principi di non discriminazione previsti dalla legge”.

Via | Gayburg
Foto | Alex Greenwich web site

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