Il Pride di Udine è l’ennesima occasione persa di Arcigay


La scorsa estate una coppia omosessuale finse di essere stata vittima di un’aggressione omofoba. Paolo Patanè, presidente di Arcigay, si schierò senza sapere i fatti dalla parte dei due ragazzi.

In una lettera pubblica io stesso invitavo Patanè a stare più attento. Al diretto interessato proponemmo una risposta ufficiale mai di fatto rilasciata. Della vicenda ritorniamo ad occuparci per capire se il presidente di Arcigay possa davvero aiutare i gay italiani.

Paolo Patanè in queste ore si è pronunciato sul possibile Pride che potrebbe essere organizzato l’anno prossimo a Udine. Secondo l’uomo la città è un laboratorio politico dove ci potrebbe essere spazio per una manifestazione glbtq.

Le considerazioni sui Pride sono tutte lecite ma non prioritarie. I prossimi appuntamenti elettorali hanno risvegliato il dibattito sulla legge contro l’omofobia e il riconoscimento delle coppie di fatto.

Arcigay non si esprime sul quanto è stato detto attorno a questi due provvedimenti. Per capirlo è sufficiente riflettere sugli ultimi accadimenti. Imma Battaglia, di Di Gay Project, come lei stessa ci ha raccontato qui, sta aiutando Paola Concia a far approvare una legge contro l’omofobia mentre Arcigay si perde nell’organizzazione del prossimo Pride.

Persino il riconoscimento delle coppie di fatto sembra non essere più di interesse dall’associazione gay più popolare. Patané non ha ancora chiesto a Giuliano Pisapia, candidato sindaco di Milano per il Pd, cosa intende fare di concreto per i gay e le lesbiche che risiedono nel capoluogo lombardo.

L’allontanamento che si registra nel Nord Italia tra Arcigay e gli omosessuali non è un caso isolato. L’associazione di Paolo Patané oltre a non lavorare sul territorio per la creazione dei registri delle coppie di fatto sembra essersi dimenticata delle altre importati città dove si voterà il prossimo anno.

I Pride sono belli, divertenti e colorati. Prima di sfilare forse bisogna avere delle motivazioni per essere orgogliosi di essere gay in Italia. Probabilmente per Arcigay queste premesse non sono necessarie. Per voi?

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