Tim Hardaway: da omofobo a sostenitore dei diritti civili

Dopo alcune affermazioni decisamente omofobe, l'ex cestista dell'NBA Tim Hardaway difende il diritto delle persone lgbt a unirsi in matrimonio.

Tim Hardaway: da omofobo a sostenitore dei diritti civili

Sembrano lontani i tempi in cui l'ex cestista dell'NBA Tim Hardaway, intervistato alla radio, dichiarò:

Odio i gay. Voglio che si sappia. Non mi piacciono le persone gay. Non mi piace essere intorno a persone gay. Sono omofobico.

La dichiarazione venne in risposta al coming out di John Amaechi, cestista che ha dichiarato la propria omosessualità nell’autobiografia Man in the middle, uscita il 13 febbraio del 2007. La questione mise alla ribalta la difficoltà di dichiararsi in ambienti sportivi e rese evidente una forma di pregiudizio aprioristico.

A distanza di sei anni sorprende positivamente il gesto di Tim Hardaway, che firma, per primo in Florida, una petizione pubblica a sostegno del matrimonio gay lanciata dal gruppo Equal Marriage Florida.

Un emendamento costituzionale è stato approvato nello stato Usa nel 2008, vietando i matrimoni omosessuali, perché si arrivi alla scheda elettorale, la petizione deve raccogliere almeno 680mila firme. Ma come ha notato l'atleta:

Se ti sei sposato, sei sposato.

Per rivalutare la sua immagine, pesantemente compromessa dalle dichiarazione omofobe, Hardaway si è dedicato a diversi progetti di volontariato e conosciuto da vicino la causa dei diritti civili gay.  Ha raccolto fondi per una linea telefonica di supporto e prevenzione suicidio per i giovani gay nel 2009. Ha anche mostrato solidarietà per Jason Collins, il primo giocatore NBA in attività fare coming out, all'inizio di quest'anno.

In Italia niente cambi di rotte. Non solo le dichiarazioni omofobiche di personaggi o politici lasciano pressoché lo stato di cose che trovano, ma nessuno si interroga sulle proprie posizioni in maniera costruttiva, magari stimolato dall'insorgere dell'opinione pubblica. Tim Hardaway, ha quasi pagato una sanzione morale ed economica, la NBA gli vietò i festeggiamenti per la  All-Star quell'anno, senza dimenticare che perse il suo lavoro come consulente di basket presso il Trinity Sports.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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