Le lettere d'amore tra la scrittrice Carmen Laforet e la tennista Lilí de Álvarez

Le lettere d'amore tra la scrittrice Carmen Laforet e la tennista Lilí de �lvarez

Ci sono stati periodi in cui gli amori proibiti venivano fatti passare per amicizie (e, a volte, accade anche oggi, a essere sinceri). Tra queste amicizie possiamo annoverare quella tra la tennista Lilí de Álvarez e la scrittrice Carmen Laforet. Alcuni sapevano della loro relazione intima, ma quasi nessuno era a conoscenza di una corrispondenza epistolare, di recente pubblicazione.

“Prima pensavo che questa fiducia spirituale si sarebbe dovuta avere solo con il proprio marito. Ora sono totalmente certa che nessun uomo la meriti, né la voglia, né sappia cosa farsene”

Così scriveva Camen Laforet all’Álvarez, pochi mesi dopo averla conosciuta. Siamo nel giugno del 1951: la scrittrice aveva ventinove anni e, dopo essersi incontrata con la Álvarez in casa del poeta Claudio de la Torre, rimase folgorata dalla tennista che di anni ne aveva quarantasei.

Carmen Laforet (1921-2004) è considerata una delle più importanti scrittrici della letteratura spagnola del XX secolo: la sua opera Nada (pubblicato in Italia da Neri Pozza) vinse il Premio Nadal nel 1945. Sposata con Manuel Cerezales, dalla loro unione nacquero cinque figli.

Lilí de Álvarez (1905-1998) fu una vera pioniera dello sport femminile spagnolo: negli anni Venti giunse a disputare per tre volte la finale del torneo femminile di Wimbledon. La sua passione sportiva era, tuttavia, il pattinaggio. Venne anche convocata per partecipare ai primi Giochi Olimpici Invernali di Chamonix, nel 1928, ma, per via di una frattura, non poté prendervi parte. Sportiva a tutto tondo praticava sci, alpinismo, equitazione, nuoto e guidava auto da corsa. Nel 1934 si sposò con un aristocratico francese, dal quale si separò pochi anni dopo per via della perdita del loro unico figlio.

Le due donne si conobbero, si scrissero lettere appassionate, si invaghirono l’una dell’altra. Ma non tutto filò liscio. Carmen Laforet, infatti, si rifugiò nel misticismo cristiano e nella religiosità che avrebbero caratterizzato non solo la sua opera di scrittrice, ma anche il suo rapporto con la Álvarez. La loro “amicizia” si ruppe definitivamente con l’ultima gravidanza della scrittrice. In una lettera di quel periodo Carmen Laforet scrisse a Lilí de Álvarez:

Sarebbe cristiano che io, ora che mi comunico tutti i giorni, limitassi la possibilità di concepire nuovi figli per paura di fronte a tutti gli inconvenienti pratici e affettivi che ne potrebbero derivare? Dimmi, mia cara, quale logica c’è nel nostro comportamento? Mi pare che devo continuare ad andare avanti così pur seguendo il cammino di Cristo, con tutti i suoi inconvenienti, le spine, i tormenti fisici e, aggiungo, spirituali.

Nel leggere lo scritto Lilí de Álvarez si disse tanto ferita da non poterle più credere e la loro relazione, sia di amicizia sia epistolare, andò lentamente logorandosi fino a quando la tennista – stanca di doversi barcamenare tra le crisi mistiche e le incombenze familiari della scrittrice – inviò una nota a Carmen Laforet nella quale le diceva:

Non mi vedrai più. Addio.

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