Matrimoni gay, Giuliano Ferrara censurato da Facebook per "Oggi fr**i"

Giuliano Ferrara censurato da Facebook per i suoi toni forti contro i matrimoni gay.

Giuliano Ferrara Facebook

Tutti conosciamo le posizioni di Giuliano Ferrara in merito ai matrimoni gay e, se non fosse che la censura di Facebook in questo caso ci piace un sacco, non saremmo qui a parlarne: il giornalista, da sempre schierato su posizioni omofobe e palesemente anti-omosessuali, aveva scritto un editoriale dal titolo Oggi fr**i e, una volta pubblicato sul social network di Mark Zuckerberg, è stato censurato all'istante.

L'idea di Ferrara era quella di cercare consensi contro le recenti decisioni della Corte suprema americana, decisioni che - come avrete senz'altro notato - non hanno smosso per niente papa Francesco: in una recente enciclica, infatti, il pontefice ha ribadito l'importanza del matrimonio fra uomo e donna come base per la costruzione di una famiglia. Ma torniamo a Ferrara: il titolo del suo editoriale, come dicevamo, non è piaciuto affatto a Zuckerberg, che ha subito provveduto a censurarlo.

Immediata la reazione del giornalista:

"L'algoritmo può darci molto, può favorire l'intelligenza, ma in sé è totalmente cretino. È un idiot savant, uno scienziato pedante e talvolta utile che cerca nella media dei significati di guidarci tra i significati, ma manca del principio di individuazione, del tratto della personalità, che è la sede dell'intelligenza, della capacità morale degli uomini e delle donne, della loro anima individuale. [...] L'algoritmo non sa che sul Foglio una storica rubrica scritta da uno scrittore gay che si chiama Daniele Scalise aveva per titolo, appunto, «froci». E che quella rubrica era nata sul settimanale di sinistra intellettuale, l'Espresso, col titolo «gay».[...] L'algoritmo sa un sacco di cose ed è utile, ma non conosce l'ironia, quel nascondimento che disvela significati profondi delle cose: e se «gay» è ortodosso secondo la cultura contemporanea e le sue regole, «frocio» è l'emancipazione ironica da un vecchio insulto, la sua evoluzione libertaria in diritto orgoglioso di dirsi come si è. Teniamoci stretti i nostri giornali, però, che difendono la libertà con la parola démodé, i caratteri cubitali dei titoli, i testi spesso pieni di sottigliezze, i nostri giornali che riscattano dalla censura algoritmica un secolo che si annuncia e già si manifesta come pericoloso".

Su alcuni punti, purtroppo, ci troviamo d'accordo, ma vorremmo proporre a Ferrara una spiegazione tutta nostra alla censura: non è che, sotto sotto, neanche Zuckerberg ha capito il senso della sua esistenza sul social network? Che vada in vancanza e la smetta di assillarci pure in rete: a nessuno di noi mancherà.

PS. Teniamoci stretti i nostri giornali? No comment.

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