Walter Siti, il Premio Strega 2013, l'omosessualità e le nozze tra persone dello stesso sesso

Con “Resistere non serve a niente” Walter Siti si aggiudica il Premio Strega 2013. L'autore non ha mai fatto mistero della propria omosessualità.

Walter Siti, Premio Strega 2013

Walter Siti ha vinto il Premio Strega 2013 con il romanzo Resistere non serve a niente pubblicato da Rizzoli. Il più prestigioso premio letterario italiano è stato vinto, quindi, da uno scrittore che non ha mai nascosto la propria omosessualità:

Sono omosessuale, però nei miei romanzi non ho fatto un discorso sull’omosessualità, ma sul desiderio di un oggetto portatore sano di Assoluto, verso l’alto o verso il basso.

In Resistere non serve a niente Walter Siti mette sul piatto l’intero guazzabuglio delle relazioni umane, politiche, economiche, che soggiacciono all’attuale crisi. Siti narra il mondo di oggi con originalità e un certo disfattismo: alla fine ci lascia con un sapore amaro e una consapevolezza che non guasta. Forse, in alcuni passaggi, c’è troppa carne al fuoco, specialmente nello stile usato. La semplicità non avrebbe reso questo romanzo meno importante o significativo, ma qui si entra nel campo dei gusti personali.

Cultura omosessuale

Un esponente della cultura omosessuale, quindi, è ritenuto il migliore scrittore in Italia al momento. Ma esiste la cultura omosessuale? Afferma Siti in un’intervista di qualche tempo fa:

C’era una sottocultura omosessuale, una specie di gergo fondato su interessi comuni per certi tipi di arte, musica, abbigliamento. Ci si sentiva un gruppo discriminato, oggi è diverso: omo ed etero non sono fiumi paralleli, c’è osmosi, e la bisessualità si diffonde. La questione culturale è quindi più ampia. Quando Pasolini fu attaccato per le sue parole sull’aborto rispose che quando uno scrive da omosessuale ha una tinta particolare, che deriva dalla sua esperienza. Questa “tinta” c’è ancora nell’affrontare i problemi culturali.

Ricordiamo che Walter Siti è il curatore dell’opera completa di Pier Paolo Pasolini.

Il matrimonio gay

Siti si è schierato a favore del matrimonio ugualitario. In una recente intervista a L’Huffington Post ha detto:

Credo che sia giusto che venga introdotto il matrimonio tra persone dello stesso sesso e anche che venga data loro la possibilità di adottare dei bambini, ovviamente questo sposta i confini tradizionali della famiglia. La famiglia tradizionale è in ogni caso destinata ad un tramonto piuttosto rapido e il fatto che nascano nuovi tipi di famiglia lo trovo decisamente positivo. Penso che le divisioni di barricate politiche davanti a questioni del genere siano destinate a cadere: ognuno, al di là del partito d’appartenenza, ha delle sue storie private nelle quali magari si incontra con questi problemi e ragiona con la sua testa.

E Pasolini cosa avrebbe pensato del matrimonio tra persone dello stesso sesso?

Credo che ne abbia anche parlato in uno scritto del ’74, in cui si parlava di un libro che affrontava il tema del matrimonio omosessuale, e ha detto di non essere favorevole nemmeno al matrimonio eterosessuale, figuriamoci a quello omosessuale.

E poi chiosa:

Ci sono due culture che s’incrociano adesso: io sono omosessuale da tanto di quel tempo, che a volte mi dimentico di esserlo perché penso che parlare di omosessualità al singolare non abbia davvero senso. Il parallelo che si faceva un tempo tra omosessualità, trasgressività e rivoluzione – in cui sembrava che bastasse essere gay per essere rivoluzionari – era parte di un periodo che definirei eroico dell’omosessualità. Comunque penso che quando le cose vengono integrate si fa un passo in avanti. Certo bisogna sapere che non si possono avere tutte e due le cose: o sei un trasgressivo o sei uno che vuole vivere la propria vita in tranquillità. Io preferisco la seconda ipotesi, non credo che basti voler andare a letto con un uomo invece che con una donna per essere dei rivoluzionari trasgressivi.

Infine il vincitore del Premio Strega 2013 ha un saluto per tutte le persone che si battono per i diritti di tutti, specialmente nei Pride:

Tanti auguri e battere il ferro finché è caldo: visto che sembra aprirsi qualche spiraglio, bisogna darci dentro.

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