Film gay: quando il regista gay vede nell'attrice la sua musa del cuore

Film gay: quando il regista gay vede nell'attrice la sua musa del cuore

Ci sono attrici che si prestano volentieri a interpretare personaggi ricchi di sfumature e di introspezione. Non hanno paura di entrare in un territorio delicato, anzi, ne sembrano addirittura onorate. E ci sono, allo stesso tempo, registi gay che decidono di raccontare storie non semplici, delicate o forti, impegnati a cercare un attore o un'attrice che possano rispecchiare al massimo il carattere creato. Quando questi due si trovano, molte volte si reincontrano, entrambi intenzionati a dare vita a un qualcosa di nuovo e stimolante.

Un primo esempio potrebbe essere dato da Julianne Moore che viene diretta da Todd Haynes nel film [Safe], pellicola che può essere letta come una critica al femminismo ma anche una difesa strenua dello stesso. Acclamata e amata da pubblico e critica, Haynes decide di richiamare la Moore per farle interpretare nuovamente il ruolo della casalinga nel film Lontano dal paradiso. Nell'opera, lei si avvicina al suo giardiniere di colore dopo aver scoperto il marito mentre ha rapporti omosessuali con un suo collega. Tutto questo negli anni '50. In un'intervista, la stessa attrice aveva parlato della sua sintonia con il regista:

"La meraviglia nel lavorare con Todd è che in entrambi i film c'è questa sua forte visione, così sicura e così evidente da rendermi assolutamente rilassata nei suoi set. Mi sembra quasi, ogni volta, che l'unica cosa che io debba fare sia quella di portare me stessa nel film e che lui si prenderà cura di tutto il resto. Per cui lui mi da questa responsabilità e questo peso nel sopportare la storia e pensa alle altre cose: il dialogo, il look, l'emozione, il ritmo sono lì per me"

Come poi non ricordare Pedro Almodovar? Una delle sue muse è sicuramente Penelope Cruz. Dopo un primo ruolo nel 1997 in Carne tremula, il regista sceglie quell'attrice per Tutto su mia madre, Volver e Gli abbracci spezzati. E, questa volta, a parlare del forte legame simbiotico con la Cruz, è lo stesso Pedro:

"So che Penelope è versatile e io sono interessato all'idea di lavorare con lei anche fra 10 anni quando sarà 45enne e avrà un carattere del tutto differente. Penso che quando incontri qualcuno così sano, questo ti dia un senso di sicurezza e di speranza su quanto sarai in grado di ottenere nel futuro"

Derek Jarman è un regista gay morto nel 1994, a soli 52 anni, per Aids. E ha lasciato alle sue spalle una interessante filmografia che evidenza la sua simbiosi con l'attrice Tilda Swinton. L'ha conosciuta quando lei aveva 25 anni e il suo aspetto androgino lo convinse ad affidarle un ruolo importante in Caravaggio. Lei stessa, in un documentario sul regista, confessò

"Mi sembrava quasi fosse famigliare. Sembrava come se avessimo ripreso alcuni discorsi che avevamo lasciato da parte. Abbiamo iniziato a parlare e così abbiamo seguitato a fare"

Edie Sedgwick è invece apparsa in diverse opere di Andy Warhol. I due si conobbero nel 1965 e lui la scelse per Vinyl, Kitchen, and Beauty No. 2 e nella serie di film The Poor Little Rich Girl Saga. Lo stesso artista, nel suo libro A to B And Back Again: The Philosophy of Andy Warhol, descrisse così il suo rapporto con la Sedgwick:

"Una persona che mi ha affascinato più di chiunque altro abbia mai conosciuto. E questa magia che ho provato mi era così intima da poterla certamente definire come amore"

John Waters, invece, è conosciutissimo sopratutto per il suo ruolo di Divine. Ma lui era anche regista e aveva un particolare feeling con Mink Stole che descrisse così il suo regista:

"È una delle persone più intelligenti che io abbia mai incontrato. E lo dico letteralmente. Inoltre, anche uno dei più sicuri di sè e motivati che abbia mai conosciuto. Ha sempre saputo in tutta la sua vita ciò che voleva fare e si è spinto implacabilmente per ottenerlo"

François Ozon, nella sua carriera, ha lavorato con grandissime attrici, come Charlotte Rampling, Catherine Deneuve e Isabelle Huppert. Ma è stata la giovanissima Ludivine Sagnier ad essere indicata come la sua musa preferita che ha, spesso, scelto per i suoi film.

"Ludivine ha sofferto un po' durante le riprese di '8 Women' perché ho dato maggiore attenzione alle altre attrici. Ma, ad esclusione di lei, non avevo mai lavorato con le altre, prima di allora. Siccome lei interpretava il ruolo di un maschiaccio, ho voluto viziarla con un nuovo ruolo sexy nel film Swimming Pool"

Ultimo esempio potrebbe essere dato da Colin Higgins, morto anche lui giovane nel 1988 per Aids. La sua attrice più amata era Dolly Parton e con lei aveva creato un rapporto intimo e speciale, di cuore e testa.

Via | FlavorWire

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