Fini ad Avvenire: no al matrimonio, ma diritti alle coppie gay


Gianfranco Fini è e rimane un uomo di destra - le sue parole e le sue idee lo confermano - ma di una destra più civile e laica, che potrà solo fare del bene anche alla sinistra e all'intera società. Lo conferma replicando agli attacchi di Avvenire, che lo aveva bacchettato per le sue aperture sulle coppie gay.

Il presidente della Camera dei deputati ha scritto una lettera per rispondere a Marco Tarquini, direttore del quotidiano dei vescovi: no al matrimonio, ma sì a un riconoscimento pubblico delle unioni gay.

Da uomo politico e delle istituzioni ho sempre riconosciuto il valore fondante della famiglia, così come garantita dall'articolo 29 della Costituzione, e mi sono sempre opposto a ogni ipotesi di parificazione di trattamento tra matrimonio e unioni di fatto, specie di quelle omosessuali. Ma non per questo ritengo giusto, di fronte all'insufficienza di forme ed istituti giuridici, ignorare alcune legittime esigenze che meritano di essere prese in considerazione dal nostro ordinamento

Questo è un discorso limpidamente di destra, così come lo ritroviamo in tanti altri paese europei e di altri continenti; serve a smontare gli attacchi continui del Vaticano e può aiutare anche i gay (che lottano per i loro pieni diritti) e la stessa sinistra. Sì, perché se Fini e il suo partito - che si collocano a destra - si schierano esplicitamente a favore di un riconoscimento pubblico di serie B per le unioni omosessuali (in pratica i Dico o i Pacs), allora la sinistra non si può accontentare e deve andare oltre.

Di fronte a una destra laica e civile, anche la sinistra dovrà diventare più laica e più coraggiosa e abbandonare la timidezza che finora ha mostrato di fronte alle gerarchie religiose e al conservatorismo (non dimentichiamocelo) di una parte non piccola della società italiana. Il discorso di Fini - che non mi sembra opportunistico, visto che dei gay non importa molto a nessuno - può contribuire davvero a riportare un minimo comun denominatore di civiltà nel dibattito pubblico, almeno sui temi che ci stanno a cuore.

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