Famiglia o famiglie? Cronaca di una giornata milanese sulle coppie di fatto omo e la Conferenza governativa

“Noi siamo in pochi, ma loro non riempiranno la sala”.

A profetizzare fuori dalla sede del Milano Convention Centre, dove intorno alle 10.00 di stamattina si è aperta la conferenza governativa sulla famiglia, Sergio Rovasio, segretario nazionale di Certi Diritti, costola radicale sui diritti delle coppie di fatto. Di fatto, più tardi, c'è chi racconta di una sala piena a tre quarti. In compenso, tra bancarelle che vendono gadget, foto in bianco e nero di famigliole stile anni '50 con nostalgici sottofondi musicali da suorine imbiancate, è stato allestito un sontuoso tavolo dove i congressisti possono sfamarsi con prelibatezze culinarie e ottime bevande.

Alle 9.30, dalla parte opposta della strada, i Radicali urlano al megafono slogan contro una conferenza costata all'erario milioni di euro che, nonostante i furbi inviti della sottosegretaria Roccella, non darà il microfono a chi intendeva parlare di nuove famiglie. Non parla Franco Grillini; vietato anche a Giuseppina La Delfa, rappresentante delle Famiglie Arcobaleno e a Rita De Santis dell'Agedo. Forse lo faranno nei prossimi giorni, oggi no. Vengono persino tenuti sotto controllo perché qualcuno si accorge che danno in giro volantini che recitano “Le famiglie non sono né di 'papi', né dei papi”, firmato da otto associazioni lgbtq nazionali.


In strada le telecamere e i fotografi riprendono quello sparuto gruppetto di Radicali. Arrivano alcuni militanti di Arcigay; c'è il presidente nazionale Paolo Patanè; Arcilesbica con Cristina Gramolini, Marco Cappato, Emma Bonino. Piccola conferenza stampa per ricordare che nella palude culturale e politica di questo paese ci si arrende al concetto ammuffito di “tradizione”; che la realtà sulla famiglia va coniugata al plurale, per illustrare le proposte di Riforma del Diritto di Famiglia totalmente escluse dalla Conferenza.

La comunità omosessuale chiede alla società, alle istituzioni, al governo, il riconoscimento seppur tardivo di un nuovo concetto di famiglia, più moderno perché inesorabilmente evoluto.

Gli ospiti “illustri” entrano in fretta dentro il palazzo della convention. Ci sono quasi tutti, quelli che da single o da separati, son qui a parlare di concetti di famiglia; di aiuti e sostegno a chi non ne ha mai visti e forse mai ne vedrà. Si palesa persino la presidente Pd, Rosy Bindi che poco più tardi se la prenderà con Giovanardi e Sacconi che “hanno fatto discorsi violenti da campagna elettorale". Si parla di risorse, ma anche di arretratezza culturale che fa dire al sottosegretario Giovanardi:

“La legge 40 viene contestata da chi in nome del desiderio di genitorialità ritiene lecito e possibile ricorrere all'acquisto dei fattori della riproduzione procurandosi sul mercato materiale genetico in vendita e trovando terze persone che si prestano o a dare l'utero in affitto o donatori che possano dar vita all'embrione. Scienza e biotecnologie - aggiunge - possono togliere ai figli il diritto di nascere all'interno di una comunità d'amore con identità certa paterna e materna”.

Roba da restare basiti. Il capolavoro lo sforna però il ministro Sacconi:

“Ho sentito ieri dai cosiddetti futuristi - dice - mettere in discussione il primato pubblico della famiglia naturale. Senza nulla togliere al rispetto che meritano tutte le relazioni affettive che però riguardano una dimensione privatistica, le politiche pubbliche che si realizzano con benefici fiscali sono tarate sulla famiglia naturale”.

Poi si corregge e ci mette dentro anche le famiglie di fatto. Forse!

Qualcuno tra le nostre fila vorrebbe entrare a contestare, ma a pochi passi dal centro, all'Università degli Studi di Milano, Facoltà di Scienze Politiche, è indetta una diversa Conferenza: “Le famiglie italiane, tra politica, società, diritto ed economia”, alla quale parteciperanno parlamentari, giuristi, esperti della materia. Si trasloca.

Domani vi riferirò sulla conferenza con una intervista alla professoressa Paola Ronfani ordinario di Sociologia giuridica della Devianza e Mutamento sociale.

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