Ian McKellen ritiene che molti attori siano costretti a non fare coming out

Ian McKellen ritiene che molti attori sono costretti a non fare coming outIan McKellen continua la sua battaglia a favore del coming out dei personaggi famosi. McKellen ha recentemente sostenuto che molte attrici lesbiche e molti attori gay non fanno coming out per via delle pressioni dei loro agenti, i quali temono che il dire pubblicamente di essere gay va di pari passi con una diminuzione delle offerte di lavoro.

Non credo che una persona omosessuale sia felice o possa portare felicità ad altri se non è onesta sulla propria sessualità. E se agli altri non piace l'onestà, è un problema loro e non di chi vuole essere onesto.

Ian McKellen ritiene, poi, che sia un errore il pensare che sapere dell'omosessualità di un attore significhi concedere un lasciapassare per intromettersi nella sua vita privata:

C'è una sostanziale differenza tra il difendere la tua privacy e non fare coming out. Essere “velato” significa mentire sulla tua stessa vita e fare coming out non suppone che tu debba rendere pubblica ognuna delle tue relazioni. Non devi dire con chi sei stato a letto così come non c'è da dire nulla su quello che hai mangiato.

Concordo pienamente con Ian McKellen (che, per inciso, ha fatto coming out oltre vent'anni fa e ha avuto una brillante carriera): perché l'orientamento sessuale etero deve darsi sempre per scontato e reso pubblico a ogni piè sospinto, mentre quello omosessuale deve essere “qualcosa di privato”?

Foto | ONTD

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