Il Giornale attacca:" Nessuno vuole un figlio gay e gli organi genitali sono fatti per la riproduzione!"

melania rizzoli

Melania Rizzoli (medico e deputato Pdl) è riuscita a far parlare di sè grazie ad un articolo apparso sulla testata per la quale scrive:"Il giornale". L'argomento era la frase infelice di Silvio Berlusconi sulla preferenza di guardare le belle donne piuttosto che essere gay. E mentre da tutto il mondo piovono critiche concordi sulla frase del Premier, qui, ovviamente, viene difeso a spada tratta, dipinto quasi come un eroe impavido e senza paura. Ecco alcuni stralci dell'articolo:

"E immediate sono arrivate le risposte indi­gnate degli omosessuali famosi, delle associa­zioni di categoria, prima di tutte quella dell’Ar­cigay che chiede le scuse pubbliche del pre­mier per la frase a loro parere offensiva, fino al commento della segreteria del governatore pu­gl­iese che invita Berlusconi a sfidare Nichi Ven­dola in una competizione (elettorale?) nella quale troverebbe sicuramente e addirittura la morte, non specificando sedi morte si intende quella politica o fisica"

Dubito fortemente si intenda morte fisica, difficilmente loro scherzano e creano "battute" così di cattivo gusto. Lasciano l'onore ad altri, ben più esperti in materia. Ma non è che l'inizio quello che avete appena letto:

"Ma il senso fortemente critico è evidente, e tutti gli altri commenti sde­gnati provengono solo dalla minoranza omo­sessuale italiana. Una minoranza ipocrita. Chi di noi genitori non sarebbe d’accordo nell’augurarsi di avere un figlio maschio appas­sionato di belle ragazze invece che di gay? Chi di voi madri in gravidanza si augura di partorire un figlio omosessuale o chi di voi ha mai sentito una donna in attesa dire «speriamo che sia gay»?E quale figlio o figlia gay non ha prima pro­vato con dolore, con disagio e con vergogna ad essere eterosessuale come tutti gli altri? E quan­ti dei suic­idi tra gli adolescenti sono da imputa­re alla scoperta traumatica e spesso non accet­tata o rifiutata della propria omosessualità? La stessa natura d’altronde ci ha plasmati fisiologi­camente e fisicamente con gli organi genitali attivi e compatibili con un’unione eterosessua­le, finalizzata alla riproduzione della specie"

E ancora via di luoghi comuni e certezze spacciate per scientifiche realtà, come ci fosse stata un'indagine porta a porta verso tutti i gay italiani. Forse quando è accaduto io ero in bagno:

"L’omosessualità infatti non genera la vita e sarebbe quindi, senza la scienza moderna, una minoranza destinata all’estinzione. (...) Gli stessi omosessuali ad un certo punto della loro vita avvertono l’istinto e il desiderio di avere un figlio, di riprodursi, di non avere una vita sterile, e quasi mai riescono a realizzare il loro sogno. E la maggior parte di loro non sono perciò mai totalmente soddisfatti e appagati, per­ché sanno che la loro condizione li costrin­ge a dover rinunciare a qualcosa di impor­tante e di naturale, un figlio proprio, da con­dividere per sempre con la persona amata"

Ecco a voi la sensibilità con cui si affrontano certi argomenti privati e personali (proprio da coloro che gridano allo scandalo quando si tocca il privato e il personale di qualcun altro...) generalizzandoli.

"La frase del premier «meglio essere appas­sionati di belle ragazze che essere gay», che apparentemente può apparire discrimina­toria, è invece per Berlusconi una cosa nor­male e naturale da dire. Anzi per lui è un in­no alla vita. A modo suo certo, ma per uno come lui che ama la vita e la vive così tanto e non ne fa mistero, sarebbe inconcepibile preferire una esistenza sterile, senza lascia­re il segno fisico di sé. Non è nella sua natu­ra. Lo ha dimostrato in tutti i modi, lo dimo­stra ancora oggi e continuerà a farlo. (...) Lui ama le belle donne, lo dice e non lo nasconde. E non le discrimina, come non discrimina i gay. Anzi lui ripete spesso, perché ci crede davvero e questo dobbiamo riconoscerglie­lo, che il futuro è delle donne."

Qua credo dovrebbe esserci la lacrimuccia per queste parole toccanti in onore all'inno alla vita. Sforzatevi di piangere, diamine... Il discorso poi entra in ambito animale e tira in ballo cavallucci marini, meduse e partenogenesi. Ovviamente non tirato in ballo a caso ma sempre a difesa della teoria dell'amato Silvio:

"Perfetti per la riprodu­zione con o senza maschio. Il processo è chiamato partenogenesi, ed è molto studia­to ed osservato dai nostri scienziati, i quali hanno già da tempo dimostrato la sua reale applicabilità sulla specie umana. Più corret­to sarebbe dire sull’individuo donna in quanto non è applicabile sull’uomo.Ci vuo­le infatti un ovulo femminile, che viene fe­condato senza spermatozoo. È ancora teo­ria, certo, ma non così teorica. Dobbiamo cominciare ad abituarci. L’evoluzione della specie, la scienza e il futuro prevedono que­sto tipo di scenari. E nemmeno per sogno il contrario. Voglio vedere poi quanti saranno ancora quegli uomini che criticano, senza il minimo rimpianto, la «patologica» passio­ne altrui per le belle donne. "

Fine. Il tendone si abbassa e il monologo (non richiesto da molti, non voluto da tanti) si chiude. Ancora qualcuno, forse, aspetta l'applauso per queste belle parole. Unica considerazione: peccato tutto questo non sia solo l'ennesima battuta.

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