Gay e belle ragazze contro Silvio Berlusconi


Scrivere che un omosessuale non si riconosca nelle parole di Berlusconi, secondo il quale è meglio guardare una bella donna che essere gay, è un dato di fatto. Nessuna persona sana di mente dovrebbe sostenere individui che chiaramente ledono la propria dignità.

Per questo motivo, per una volta, proviamo a ragionare di un episodio omofobo prendendo in considerazione chi avrebbe potuto fregarsene di Berlusconi. Oggi più che mai dovrebbe passare l’idea che il riconoscimento dei cittadini gay non può e non deve essere una battaglia solo di una parte della popolazione.

Julianne Moore, protagonista dell’esordio cinematografico di Tom Ford, è stata la prima a prendere le distanze dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio. L’attrice, in Italia, proprio per promuovere un film sulle famiglie omosessuali ha fatto sapere di non condividere le idee di Berlusconi.

“Penso che sia un commento arcaico, infelice, idiota. Credo che questo atteggiamento sia imbarazzante”, ha dichiarato Julianne Moore parlando di quando detto da Silvio Berlusconi.

Il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna ha provato, inutilmente, a giustificare il presidente del Consiglio sostenendo che quanto detto alla fine di un discorso non dovrebbe essere preso con la stessa attenzione prestata fino a pochi minuti prima.

“Questo governo”, ha dichiarato l’esponente politico, “ha il merito di essersi impegnato, come nessuno prima, contro le discriminazioni nei loro confronti. Proprio per non oscurare tutto questo lavoro sarebbe opportuno che ciascuno di noi si astenesse dal fare battute”.

Mara Carfagna, oltre a non essere riuscita a contenere le polemiche contro Silvio Berlusconi, è riuscita con il suo intervento ad essere persino più sfacciata. Se davvero questo Governo avesse fatto qualcosa per gay e lesbiche oggi Berlusconi non si permetterebbe certe uscite.

Di parere analogo si è detto anche Daniele Capezzone, bisex dichiarato e portavoce del Popolo della Libertà, che a proposito della battuta di Silvio Berlusconi ha dichiarato:

“Silvio Berlusconi come un uomo profondamente, intimamente rispettoso di ogni persona, e quindi di ogni identità, orientamento e preferenza affettiva e sessuale”.

Meno giustificazionista è stato invece l’intervento di FareFuturo, la fondazione di Gianfranco Fini. Federico Brusadelli scrive per il sito:

“C'è una destra diversa. Una destra che non ci sta, a usare pregiudizi e oscenità di varia natura per stuzzicare i bassi istinti di un paese. Una destra che esige dal capo del governo decenza, sobrietà, impegno per il paese, rispetto.

Rispetto per la carica che ricopre. E soprattutto rispetto per tutti i cittadini, che ha l'onore e il dovere di rappresentare: dai credenti agli ebrei, dalle donne "non disponibili" ai gay. Ecco, quest'ultima triste uscita, volgare e banale, non fa che rendere sempre più evidente quel solco culturale, non fa che acuire l'insofferenza per uno "stile" sempre più indigesto, sempre più sconfortante”.

Il presidente della Camera, oltre che con FareFuturo, si è fatto sentire anche attraverso il gruppo parlamentare che lo rappresenta dopo l’uscita dal Popolo della Libertà, risalente all’estate scorsa.

“Le parole di Silvio Berlusconi”, ha dichiarato Chiara Moroni, “sono inaccettabili, volgari e offensive, e rischiano di alimentare un pregiudizio ancora oggi troppo diffuso nei confronti delle persone omosessuali. Ci aspettiamo da Berlusconi un comportamento e, soprattutto, delle dichiarazioni più consone al ruolo che ricopre”.

Parole di condanna sono state dette anche da altri esponenti dell’opposizione che prima dell’attuale Governo avevano avuto l’opportunità di fare qualcosa per gay e lesbiche. Condannare Silvio Berlusconi oggi non è più sufficiente. C’è bisogno di fatti non più solo di parole.

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