Tiziano Ferro a Vanity Fair: "Sono gay, ma non ho mai mentito, ho semplicemente omesso"

tiziano ferro gay

Ieri avevo scritto un pezzo in merito all'anteprima dell'uscita del nuovo numero di Vanity Fair. Parlavo delle sensazioni a caldo dopo la dichiarazione rilasciata da Tiziano Ferro a mezzo stampa. E mi congratulavo con lui, per il coraggio avuto nel dire di essere gay. Ma ero 'prevenuto', temevo il solito gioco pubblicitario. Magari il titolo fuorviante 'Mi voglio innamorare di un uomo' per poi leggere all'interno, nel servizio, una sorta di 'paraculata', in cui Ferro ammetteva di essere semplicemente bisessuale e di amare le donne e gli uomini allo stesso modo.

Poi, questa mattina, ho comprato Vanity Fair e ho letto le dichiarazioni rilasciate a Repubblica. Così, mi sono rasserenato. Penserete: 'Rasserenato di cosa? Che cavolo te ne frega se avesse anche detto di essere bisex?'. Beh, impulsivamente temevo un gioco-forza simile e mi avrebbe deluso, indipendentemente dalla verità sulla sua duplice attrazione. Invece, con gioia, ho letto le sue parole e ho capito che stava parlando a cuore aperto e non aveva paura di rendersi vulnerabile agli altri.

Ferro racconta la sua adolescenza di ragazzo obeso (i 'mitici' 111 chili che tornano sempre a galla) e di come la sua insicurezza abbia sempre condizionato la sua vita. Parla del confronto con il padre, dal quale, forse, sperava di essere rimproverato o ostacolato nel momento in cui aveva accettato finalmente di essere gay. Ma così non è stato e le parole del suo manager l'hanno spiazzato:

"E' giusto che tu ossa essere te stesso, e se qualcuno ha qualcosa da ridire mandalo a fanculo. Ma se per farlo accantoni la musica, fai un errore ancora più grande di quello che hai fatto finora tacendo la tua parte omosessuale"

E dopo le parole del padre, anche quelle del discografico Fabrizio Giannini non sono state diverse:

"Ti meriti di avere la vita che vuoi, perchè così non sei felice. Da otto anni vivi all'estero (prima in Messico, poi a Londra), lontano dalle persone che ti vogliono bene, e non è giusto. Io sono al tuo fianco ma se pensi di chiudere con la musica, stai sbagliando di nuovo"

vanity fair tiziano ferro Sembra quasi una favola, non trovate? Il padre moderno che accetta il figlio famoso e non ha paura delle malelingue. La casa discografica che non teme l'abbandono dei fan e spinge il proprio artista a dire la verità, indipendentemente da tutto e da tutti. Ma, favola o meno, il risultato è agli occhi di tutti, nobile e fiero. Ecco le parole di Tiziano, cosciente di essersi negato come persona fino ad ora, ed incapace anche lui di capirne il motivo più profondo:

"Non lo so. Forse quando stai male vedi la realtà in modo distorto. Nessuno mi ha mai messo nella condizione di credere che fosse un problema, ho fatto tutto da solo. Ci si chiede sempre che impatto abbia l'omosessualità a livello sociale e mai rispetto all'individuo, ai problemi, alle fragilità di ciascuno. A volte le punizioni che le infliggiamo da soli. (...) E' difficile avere una relazione con un'altra persona se non ti piaci e non ti vuoi bene. A questo poi si sono aggiunte le mie difficoltà nell'affrontare il successo: per dieci anni tutto ciò che non c'entrava con la musica l'ho parcheggiato"

La sua autoaccettazione non è stata semplice, si è prolungata nel tempo e ha sempre dovuto scontrarsi con il senso di dolore e sacrificio che l'ha accompagnato da sempre, nella sua vita:

"Per molto tempo ho fatto di tutto per posticipare la possibilità di vivere serenamente. Forse perchè sono cresciuto con l'idea che chi soffre ha più dignità, che essere felici significhi essere meno buoni. (...) Credo che lo pensino molti: se sei felice, sei superficiale. Un'idea falsa, eppure sradicarla è stata difficile. Finchè un giorno mi son detto 'Perchè non potrei semplicemente godermi la mia vita'?"

Il suo dubbio se parlarne pubblicamente ha sempre avuto a che fare con il rischio di essere al centro di un possibile fuoco incrociato e di avere a che fare con bisbiglii fastidiosi:

"Vivere in modo aperto la tua dimensione sentimentale significa consentire alla gente di conoscerti a un livello più profondo. E questo una persona schermata come me fa fatica ad accettarlo. Ho sempre pensato che la consapevolezza da parte degli altri mi avrebbe reso più debole, attaccabile. E probabilmente, dover fare i conti con l'omosessualità ha 'aggravato' le cose. Ma non posso puntare il dito contro nessuno, solo contro me stesso. Tuttora non so spiegarmi perchè considerassi l'omosessualità una specie di 'malattia'"

ferro gay vanity I primi pensieri sull'omosessualità arrivano quando Tiziano era fidanzato. Con una ragazza.

"C'è un elemento che, si fa per dire, non ha giocato a mio favore: a me le donne piacevano. Forse il fatto di aver avuto fidanzate, di aver fatto esperienze con le ragazze, non mi ha aiutato a capire che il sentimento, il cuore, andavano da un'altra parte. Come tutti, ho cominciato a pormi domande nell'adolescenza. Ma in quegli anni ero fidanzato"

E la ragazza in questione, Sara, gli rise teneramente in faccia quando lui le manifestò i suoi dubbi, non dando il giusto peso alla sua confessione. Poi arrivo il successo per Tiziano, i due si erano già lasciati due mesi prima e divenne concentrato esclusivamente sul lavoro. Poi, capitava di incontrare un uomo che lo affascinava...

"Io sono un sentimental-mentale. Non mi importa l'involucro di una persona. Lo so che suona come la solita stronzata, ma è vero: conta il modo in cui parli, se riesci a raccontarmi qualcosa che non so, se hai fatto scelte che mi colpiscono. Quando conoscevo un uomo capace di colpirmi, andavo in crisi. Da un lato non potevo più far finta di niente, dall'altro cercavo lo stesso di fuggire a una realtà ormai evidente"

E così passarono quei dieci anni, tra un tour, una promozione, una città e l'altra, con lo stesso senso di spaesamento. E le voci, quelle voci chiedavano per scontato lui fosse gay, quell'outing spesso dichiarato e quel coming out quasi preteso:

"Dicevano che vivevo una doppia vita e che stavo felicemente con un uomo. Mi facevano una tale rabbia. Non perchè non volessi passare per gay, ma perchè la verità è che un fidanzato avrei voluto avercelo. E, invece, non avevo nessuno. In più stavo male perchè non riuscivo a chiarirmi con me stesso. E c'è un'altra cosa che vorrei dire: non ho mai negato pubblicamente di essere gay. Sarebbe stato semplice depistare le voci uscendo con una modella. Ma io non ho mai mentito. Piuttosto, ho omesso"

Come dargli torto? Ride lui stesso del video di "Raffaella è mia", ammettendo che era come un segnale, un messaggio che voleva mandare a tutti quanti, come a dire 'Non mi scoprirete mai', un modo di dirlo senza però compromettersi apertamente. E, dopo il suo album "Alla mia età", Ferro ha toccato in prima persona la depressione:

"E' stato allora che ho toccato il fondo e che ho cominciato a fare analisi. Due anni fa , l'idea di stare seduto qui a parlare con lei di queste cose sarebbe stato inconcepibile"

Infine, Tiziano ammette di sentire di aver perso tempo, anni e anni, per accettare un qualcosa che doveva vivere prima e accettare con maggiore facilità:

"Avrei voluto vivere una doppia vita e io non ne sono capace. Mi dà fastidio quando si parla di accettazione dell'omosessualità. Io, semmai, sogno la condivisione. Una famiglia che accetti le mie scelte, non mi basta, voglio che le viva insieme a me. E lo stesso vale per i miei amici. Mi dispiace aver buttato via dieci anni, tanto. Che vuole che le dica? Tanto, tanto, tanto, tanto"

Nell'intervista, anche una speranza dell'artista. L'augurio a chiunque legga e stia vivendo quello che lui ha passato, di uscire fuori a testa alta e di non vivere quella condizione come fosse un incubo o 'una malattia' da nascondere.

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