Pallacanestro. La Virtus a fianco dei gay

Pallacanestro. La Virtus a fianco dei gaySe in alcuni sport si fa fatica a parlare di omosessualità, in altri la questione viene affrontata senza ipocrisia, ricordando che lo sport resta nobile sia che venga praticato da gay che da etero o transessuali. È il caso di due squadre appassionate della palla a spicchi: la Virtus Pallacanestro Bologna, una delle più importanti società di pallacanestro apprezzata in Italia e in Europa, e Boga Basket, club nato meno di un anno fa, ma già medagliato all'ottava edizione dei Gay Games di quest'anno. Ieri la Virtus ha deciso di stringere un'alleanza con Boga Basket sostenendo un progetto i cui contenuti saranno illustrati oggi dal patron Claudio Sabatini, l'uomo che nel 2003 scongiurò il fallimento societario della Virtus, Diego Dolcini e Alessandro Cecchi Paone che farà da padrino a questa liason sportiva. Intanto la prima squadra di basket gay, anche se a loro piace pensare che “esistono soltanto ragazzi e ragazze gay che si riuniscono per fare sport”, hanno come campo da gioco ufficiale il Cierrebì di Bologna, ovvero una delle «case Virtus» sparse per la città di Bologna, e tifano per i propri idoli.

“Ultimamente ci ha fatto molto piacere - spiegano ai giornali - apprendere del coming out di Gareth Thomas, ex capitano della squadra di rugby del Galles, un grande esempio da seguire, soprattutto per gli sportivi italiani di alto livello che ancora vivono con difficoltà il proprio orientamento sessuale nei confronti del pubblico. Chi continua a negare l’esistenza di sportivi gay, fa un po’ ridere.”

Intanto si pensa a un roster tutto al femminile e alla formazione di un gruppo di ragazzi appassionati della pallavolo, desiderosi di partecipare ai tornei gay organizzati in tutta Europa, tranne in Italia dove non esistono al momento altre realtà simili. Ma non è finita qui. La polisportiva Boga ha annunciato ai primi di settembre la nascita di una squadra di calcetto a cinque. Insomma, lo sport come aggregazione e non come divisione. Fa anche piacere che sia Bologna, città da sempre attenta alle persone lgbtq, sede nazionale di Arcigay, a sdoganare una cultura sportiva aperta a tutti e che una storica squadra come la Virtus dia un esemplare segnale di accoglienza.

“Bologna negli ultimi anni è cambiata — dicono i ragazzi del Boga — e se prima era un susseguirsi di serate a cadenza settimanale, ora ci sembra molto meno festaiola e attiva. Ma certo, è evidente che si sono abbattuti i muri del "ghetto", che essere gay o etero non è più così discriminante.”

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