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Usa: circa il 90% degli studenti è vittima di bullismo e il 18% è aggredito fisicamente

Pubblicato: 17 set 2010 da Desperate Gay Guy

gay scuola

Un sondaggio effettuato su più i 7000 studenti Lgbt ha rivelato che la maggior parte di loro sono molestati per la loro sessualità o identità sessuale. L’84% circa vengono verbalmente aggrediti mentre il 18% assaliti fisicamente per essere gay, lesbiche e bisessuali.

I dati, resi pubblici dalla National School Climate Survey by the Gay, Lesbian and Straight Education Network, ha come soggetti ragazzi tra i 13 e i 21 anni. Inoltre, il 61% non si sente al sicuro a scuola, mentre ben il 62% non riferisce gli atti di bullismo subiti perchè preoccupati che possano solo peggiorare o che nessuno possa intervenire per fermarli.

Anche io, a scuola, al liceo, ricordo che non brillavo esattamente per la popolarità. A volte mi sbeffeggiavano o semplicemente si divertivano a fare battute a doppio senso sui miei gusti sessuali. E, difficilmente, ne parlavo con i professori. E probabilmente sbagliavo. Il 12,5% viene aggredito per non essere abbastanza virile o femminile (se donna).

Conseguentemente, le assenze degli studenti Lgbt da corsi o lezioni aumenta con l’insicurezza personale: ben 3 volte in più in confronto ad altri studenti. Da qui, la maggiore titubanza a pensare di iscriversi in università, temendo di dover rivivere le stesse esperienze, magari amplificate.

La depressione e la bassa autostima sono i risultati di questi attacchi di bullismo e molto comuni verso coloro che vengono discriminati e assaliti per il proprio orientamento sessuale. Proprio la National School Climate Survey by the Gay, Lesbian and Straight Education Network ha tenuto dei corsi e degli incontri di supporto dichiarando la necessità di limitare e annullare una volta del tutto queste discriminazioni:

“Mentre il nostro Paese sembra finalmente prendere in considerazione seriamente il problema del bullismo, è fondamentale che gli studenti Lgbt non siano più lasciati soli ad affrontare queste situazioni spiacevoli”

E lo ribadisco. Questa è civiltà. Da noi viene anche vietato di tenere un corso sull’omosessualità perchè ritenuto scandaloso e inopportuno…

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di lella17

    lella17

    17 set 2010 - 15:30 - #1
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    non ricordo se il progetto sia già partito o meno ma mi pare che in canada volessero fare una scuola apposta per gli studenti glbt…la proposta era partita dalle associazioni glbt quindi non aveva un’intenzione di ghetto per appestati ma per salvaguardare la vita di chi si trova a vivere ancora più l’inferno della scuola per la propria sessualità. Onestamente se da una parte mi pare un passo indietro verso l’integrazione e la convivenza tra gay e non a sto punto se la società è tanto idiota stupida e ignorante da insegnare ai propri figli il disprezzo, beh allora sono a favore…almeno i gay continueranno ad andare a scuola e ad essere più intelligenti e brillanti degli etero (cosa che sono già)

    A me facevano costantemente il cu*o per l’abbigliamento e perchè non avevo mai il tipo…ho perso il conto di quante volte mi hanno chiusa nel cesso e pigliata per il c*lo davanti a tutta la classe/scuola in modo veramente pesante. Dopo anni così ho imparato a difendermi e a menare..e a quel punto nessun prof credeva ai bulli che andavano a frignare che io li avevo picchiati perchè ero la tipica studentessa modello che non ha mai causato guai mentre bhe i bulli si sa che hanno la fama da bulli anche se i prof non alzano mai un dito contro di loro.

  • Mauriccio

    17 set 2010 - 18:59 - #2
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    L’altro giorno ho visto uno spot - se così di può chiamare - volto a combattere la piaga dei suicidi giovanili, che a quanto pare sono la seconda causa di morte tra gli adolescenti. Ora se su google inserite le parole “adolescenti suicidio omosessualità”, non troverete niente, se inserite i corrispettivi inglesi “teen suicide homosexuality” troverete una serie impressionante di notizie dove emerge che la stragrande maggioranza dei suicidi non sono dovuti alla depressione giovanile o paura di non essere all’altezza, ma alla disperazione derivante dal bullismo, bullismo che oggigiorno non è più verso il “grassoccio” o il “quattrocchi”, ma è di stampo xenofobo e omofobo.

    Questo per capire quanto contro i suicidi giovanili non servano gli spot ma innanzitutto un cambio culturale, cosa che difficilmente si potrà ottenere nella scuola italiana dove è già difficile parlare di rispetto e di multiculturalità, figuriamoci di omosessualità. Parlare di adolescenti omosessuali è praticamente impossibile in Italia

  • Profilo di claroscuro

    claroscuro

    17 set 2010 - 21:03 - #3
    1 punto
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    il problema è che spesso la vittima viene vista come colpevole,grazie al machismo di fondo della nostra cultura(??)! tipo “ti ha molestata?è perchè avevi la gonna troppo corta!”"ti ha picchiato e insultato?è perchè ostentavi la tua omosessualità!”
    è ovvio che una persona che non abbia nè un carattere di roccia nè un appoggio consistente tenda a chiudersi nel suo dolore e a continuare a colpevolizzarsi credendo di essere sbagliata!
    per questo bisogna reagire! e ognuno deve reagire nel modo che ritiene più idoneo alla sua natura(dal fare a botte a denunciare a quant’altro), ma questi atti non vanno lasciati cadere nel silenzio!
    certo mi rendo conto che al di là delle semplici belle parole non è facile, visto che specialmente in italietta l’omofobia ha la stessa importanza delle doppie punte di belen…ah no, in effetti, ne ha meno!

  • Profilo di Alexpf

    Alexpf

    17 set 2010 - 22:42 - #4
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    bè si, avete già detto tutto. Io aggiungo - polemicamente e non solo - che a fare i bulletti contro quel 12,5% ci sono anche molti gay che da grandi poi si vantano di essere gay maschili.

  • Profilo di n-u-t-i-ni

    n-u-t-i-ni

    17 set 2010 - 23:18 - #5
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    Lella 17 sei grande!

  • Closet

    21 set 2010 - 11:57 - #6
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    Converebbe leggere altri studi in proposito, uno che consiglio è questo qui: http://www.culturagay.it/cg/saggio.php?id=313 . Da cui traggo questo:

    “I ricercatori, tuttavia, partendo dal presupposto che le sofferenze degli omosessuali siano da attribuire esclusivamente alla discriminazione e all’intolleranza della “società omofoba”, hanno investigato le correlazioni di questi elementi con gli atti di bullismo subiti dai soggetti, omosessuali ed eterosessuali, e sulle loro cause percepite. I risultati sono stati che i gay e gli eterosessuali hanno riferito di aver subito atti di bullismo a scuola o episodi di violenza negli ultimi cinque anni in percentuali molto simili, statisticamente non significative. Ciò che distingueva i due gruppi di soggetti è stato, invece, l’attribuzione dei motivi degli attacchi subiti: gay e lesbiche hanno spesso attribuito le molestie o le violenze alla loro sessualità. Ossia: il motivo delle aggressioni subite (in numero pressoché uguale a quelle subite dagli eterosessuali) è stata un’estrema intransigenza nei confronti del loro orientamento sessuale. Ma è corretto, scientificamente valido, sostenere che l’intolleranza in questione è una fobia?”

    Ovvero i gay che subiscono atti di bullismo tendono a considerare questi atti come una manifestazione di intolleranza nei loro confronti. I gay si considerano vittime di atti di bullismo in quanto “gay” e non perchè magari sono timidi, hanno un aspetto fragile, sono grassi, hanno qualche patologia manifesta. E gli etero come si spiegano gli atti di bullismo che hanno subìto? Non in quanto “etero”, certo. In poche parole questi studi di tipo “associativo”, fatti all’interno del gruppo sociale a cui si appartiene, hanno come obiettivo l’autocommiserazione e il cementificare i rapporti tra i vari elementi del gruppo sociale, in poche parole se la si canta e se la si suona. Se questi dati non vengono confrontati con quelli dell’alta controparte (atti di bullismo subiti dagli etero) si finisce per avere una visione della realtà limitata e limitativa e soprattutto si rinuncia a capirsi, crogiolandosi in dati che ci dicono esattamente quello che volevamo sentire.

  • Closet

    21 set 2010 - 12:17 - #7
    0 punti
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    @ lella 17
    Per quel che vale la mia opinione, se è vero che la comunità glbt ha pensato a scuole glbt apposite vuol dire che ammettere, nemmeno tanto tacitamente, il proprio fallimento. Rinuncia in pratica all’integrazione dei membri della comunità glbt all’interno della società di cui tutti fanno parte offrendo loro un ambiente ad hoc. Nemmeno io sento di chiamarlo ghetto, vista così sembra più un apartheid indotto. Il che è anche peggio. Scusatemi da quel che ho letto qui sembra che gli etero non abbiano mai subìto episodi di bullismo ma che casomai siano i carnefici (più per volere assecondare la propria idea di mondo che altro). E’ un falso anche gratuito, spero che ne siate consapevoli. Anche gli etero subiscono atti di bullismo quindi che facciamo? Creiamo una scuola appositamente per loro? Una riserva naturale dove sono liberi di pascolare come pecore e dove non affronteranno mai le problematiche della crescita, condannandoli così ad una immaturità perenne? La comunità glbt ha sempre in bocca la parola omofobia ma se agisce così, se vuol creare queste riserve, vuol dire che ha un complesso sociofobico che se non affrontato diventa cronico.

    I gay non sono più brillanti o intelligenti degli etero, penso che tu sappia la differenza che intercorre tra “sesso” e “genere” che sono due concetti diversi. La partita di chi ce l’ha più lungo si gioca tra uomo e donna di cui si analizzano e mettono in relazione la corteccia cerebrale, amigdala, materia bianca e materia grigia. Però comprendo che è molto più accomodante costruirsi il mondo a propria immagine e somiglianza piuttosto che affrontare la società per quel che è. Meglio rinchiudersi in 4 mura e farsele bastare per l’eternità…

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