L'argentino "En el Futuro" si aggiudica il Queer Lion a Venezia

Sicuramente è l'anno dell'Argentina. Almeno sul versante lgbtq. Così, alla fine, a salire sul podio del Queer Lion, oramai importante riconoscimento del Festival del Cinema di Venezia, è stato En el Futuro, il mediometraggio sperimentale del trentenne argentino Mauro Andrizzi, presentato nella sezione Orizzonti. Un riconoscimento, per il cinema argentino a tematica lgbtq, che si va a sommare a quelli conquistati al Togay di Torino con una bella tripletta.

Pare ci sia stata parecchia discussione tra i giurati, e non tutti d'accordo ad assegnare il premio ad Andrizzi. Lo afferma il regista Roberto Cuzzillo, uno dei giurati.

Comunque è stata una bella esperienza, con un confronto costruttivo. Purtroppo il festival era povero di film a tematica lgbt e si è rivelato difficile trovare la quadra. È vero che molti film accennavano alla questione queer, ma solo in maniera non diretta e marginale. Quello che mi è cresciuto di più dentro è stato il francese "Happy Few" perché andava fuori dagli schermi non incasellando la sessualità ma inneggiando al libero amore indipendentemente dal genere.

Il film di Mauro Andrizzi, spiegano i giurati nella loro motivazione, è stato premiato:

Per aver trattato con onesta semplicità l’universo dei sentimenti, mostrandone le singolari peculiarità e per aver restituito, in brevi episodi, il senso di naturalità e solidità dell’amore indipendentemente si tratti di coppia gay o eterosessuale.

La pellicola, ora andrà nei circuiti alternativi e in altri festival, fregiandosi di questo riconoscimento veneziano, ma non disperiamo di vederla in qualche sala generalista.

Il film dura 52 minuti. Ci sono baci, tanti baci, minuti di baci, interrotti da un fantasma curioso di vivere la sessualità del presente. C'è un ragazzo che grazie alla visione di film porno scopre che la sua ragazza è un'attrice erotica; il protagonista alla ricerca di espedienti per raccontare una straordinaria sessualità.

Il film risulta geniale anche per il bianco e nero e fa ancora scoprire, caso mai ce ne fosse ulteriore bisogno, di quanto bacchettonismo c'è nella nostra società che spesso sentiamo più libertaria di quello che è.

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