L’attualità delle ultime settimane ci ha permesso, in più occasioni, di ragionare sul rapporto che esiste tra Chiesa Cattolica e comunità omosessuale. Dopo aver provato a fare una serie di approfondimenti abbiamo deciso di cominciare a confrontarci chi quotidianamente con questo tipo di tematiche ha a che fare.
Generalizzare, soprattutto quando si ragiona di qualcosa di intimo come la fede, è sbagliato. Meglio approfondire le storie. Meglio capire attraverso delle storie una realtà su cui sembra sempre molto facile scriverci. Di seguito, per tanto, trovate l’interessante intervista che Gianni Geraci (gay e credente) ci ha rilasciato.
Pensando ad una serie di interviste sul rapporto tra comunità glbtq e Chiesa Cattolica il suo nome è stato scelto quasi in automatico. Come ci si sente ad essere uno dei pochi omosessuali che viene intervistato per la propria fede?
Qualche anno fa ho scritto un articolo per Pride che mi ha attirato diverse critiche da parte degli omosessuali credenti italiani. Sostenevo che gli omosessuali credenti sono in parte responsabili di certe uscite intempestive e inopportune del magistero cattolico e argomentavo questa tesi osservando che, fino a quando le lesbiche e i gay cattolici continueranno a nascondere il loro orientamento sessuale nelle comunità di cui fanno parte si rendono complici dei pregiudizi che circolano in quelle stesse comunità.
Essere uno dei pochi omosessuali che rilascia interviste per testimoniare il suo percorso di riconciliazione tra esperienza di fede e orientamento omosessuale, da un lato mi mette di fronte alla responsabilità grande di interpretare anche i percorsi di chi non ha la possibilità di esprimersi liberamente, d’altro canto mi fa sentire l’urgenza di dire a quanti sono omosessuali credenti come me che è arrivato di far capire alle nostre chiese che, quando attaccano le persone omosessuali, attaccano innanzi tutto noi.
Per fortuna, negli ultimi anni, gli omosessuali credenti che hanno fatto una scelta di visibilità sono aumentati e adesso, direi che ci sono almeno una decina di persone che potrebbero tranquillamente rispondere a queste sue domande.
Il problema è che siamo ancora troppo pochi: dovrebbero essere migliaia gli omosessuali credenti che, finalmente, trovano il coraggio di dire nelle parrocchie e nelle comunità in cui lavorano: «Ecco. Noi che siamo i catechisti dei vostri figli. Noi che cantiamo e che dirigiamo i cori delle nostre parrocchie. Noi che svolgiamo nella chiesa il ruolo di lettori, di accoliti, di presbiteri, di educatori e di animatori. Ecco. Noi siamo omosessuali».
Durante ogni Gay Pride sfilano dei carri, o delle singole persone, contrarie alle ingerenze vaticane nella vita pubblica italiana. Lei ha partecipato a dei Pride? Cosa ne pensa, da credente, di chi contesta pubblicamente la chiesa?
Direi di distinguere due piani: quello della libertà d’espressione e quello dell’opportunità. Il fatto che ci siano stato, ai Pride a cui ho partecipato, delle persone che contestavano pubblicamente la Chiesa mi sembrava non soltanto una cosa accettabile, ma anche una cosa comprensibile, vista la rabbia e la delusione che molti membri della comunità LGBT vivono nei confronti della Chiesa stessa.
Purtroppo, molte di queste contestazioni non hanno l’ironia e il buon gusto che le renderebbe davvero efficaci, ma non è certo alla parata che si deve sottilizzare sul modo in cui le persone si esprimono. Purtroppo, insieme a queste forme assolutamente comprensibili di contestazione della Chiesa, ai Pride se ne affacciano altre che si capiscono molto meno.
La prima é la presenza massiccia di gruppi di atei e di anticlericali che usano il Pride solo come una vetrina per portare avanti un discorso che non ha niente a che fare con l’orgoglio omosessuale: non sono gli unici, intendiamoci e il problema va posto per tutte le presenze che, in qualche modo, più che vivere il Pride, tendono a strumentalizzarlo: da alcuni anni, tanto per fare un esempio, alla Christopher Street Parade di Milano è presente un gruppo di fontamenalisti evangelicali che distribuisce volantini in cui si propongono le terapie riparative dell’orientamento sessuale.
La seconda forma non condivisibile di contestazione della Chiesa si ha quando sono gli stessi organizzatori a proporre questi momenti, senza tener conto della sensibilità di quanti, all’interno del movimento LGBT, lavorano per cambiare l’atteggiamento della Chiesa nei confronti dell’omosessualità.
Quest’anno, proprio perché non condividevamo un momento di questo tipo, siamo stati costretti ad uscire, come Gruppo del Guado, dal comitato organizzatore del Pride. Naturalmente, se gli omosessuali credenti fossero più visibili e fossero più attivi all’interno del
movimento LGBT, certe scelte peserebbero di più e certe forme di contestazioni sterili verrebbero abbandonate.
Al momento le cose non stanno così e quello che si può fare é osservare come in alcuni contesti, dei Pride ben organizzati, sono stato il punto di partenza per un cammino di ripensamento da parte della chiesa locale: penso a quello che é successo a Padova nel 2002, quando la chiesa ha preso pubblicamente le distanze dalle polemiche che certi settori della Destra avevano alimentato nei confronti del Pride nazionale; o penso a Torino, dove nel 2006, il tavolo di lavoro congiunto tra i rappresentanti della Curia e il gruppo delle associazioni promotrici del Pride ha prodotto un testo che può aiutare molti ecclesiastici ad affrontare in maniera un po’ più corretta il tema dell’omosessualità (cfr. Valter Danna, «Fede e omosessualità», Effatà, 2009).
Quest’anno, proprio perché non condividevamo un momento di questo tipo, siamo stati costretti ad uscire, come Gruppo del Guado, dal comitato organizzatore del Pride. Naturalmente, se gli omosessuali credenti fossero più visibili e fossero più attivi all’interno del movimento LGBT, certe scelte peserebbero di più e certe forme di contestazioni sterili verrebbero abbandonate.
Al momento le cose non stanno così e quello che si può fare é osservare come in alcuni contesti, dei Pride ben organizzati, sono stato il punto di partenza per un cammino di ripensamento da parte della chiesa locale: penso a quello che é successo a Padova nel 2002, quando la chiesa ha preso pubblicamente le distanze dalle polemiche che certi settori della Destra avevano alimentato nei confronti del Pride nazionale; o penso a Torino, dove nel 2006, il tavolo di lavoro congiunto tra i rappresentanti della Curia e il gruppo delle associazioni promotrici del Pride ha prodotto un testo che può aiutare molti ecclesiastici ad affrontare in maniera un po’ più corretta il tema dell’omosessualità (cfr. Valter Danna, «Fede e omosessualità», Effatà, 2009).
La principale accusa che gli omosessuali atei muovono nei confronti di quelli credenti come lei è relativa all’apparenza alla Chiesa Cattolica. Lei con chi professa la propria fede? Perché?
Io sono nato cattolico e conto di morire cattolico. Poi siamo nelle mani di Dio e quello che succederà non lo sappiamo. La risposta potrebbe esaurirsi qui, ma forse si può fare una riflessione ulteriore.
Lei ha ragione quando dice che l’appartenenza alla Chiesa cattolica viene spesso contestata agli omosessuali credenti. Si tratta di un atteggiamento che non tiene conto di due elementi importanti.
Il primo é legato al fatto che, così come non scegliamo l’orientamento sessuale, allo stesso modo non scegliamo le nostre convinzioni religiose profonde: uno non sceglie di essere cattolico, uno si ritrova cattolico, per la sua storia, per il percorso che ha fatto e, soprattutto, per le esperienze di cui si è innamorato, così come uno non sceglie di essere omosessuale, ma si scopre omosessuale quando si innamora di una persona del suo stesso sesso.
Non ci si rende conto che, nella nostra cultura, la dimensione della Fede é profondamente legata alla nostra affettività: non è un caso che il termine «Credere» e il termine «Cuore» (inteso come la sede degli affetti) si siano sviluppati partendo dalla stessa radice indoeuropea.
Si tratta di un errore di valutazione che nasce dalla scarsa conoscenza della Fede che c’è in giro, complice in questo anche un certo atteggiamento della Chiesa stessa. Ed é a questa scarsa conoscenza che è dovuto il secondo elemento di cui non si tiene conto quando si afferma in maniera perentoria che non si può essere nello stesso tempo omosessuali e cattolici.
C’è infatti un’idea sbagliata di cattolicesimo che può essere riassunta in questa affermazione: «Essere cattolici significa obbedire al papa e ai vescovi, soprattutto quando parlano di Fede e di morale». Non nego che molti cattolici osservanti sottoscriverebbero questa affermazione, ma questo non toglie la sua strutturale inesattezza.
Essere cattolici significa essere convinti che Cristo Gesù è davvero risorto e basare questa fede su una storia (quella che i teologi chiamano la Tradizione) che ci ha portato la memoria di questa notizia fondamentale della nostra vita di Fede. Ma proprio all’interno di questa Tradizione io trovo voci molto autorevoli che ci ricordano che il cattolico deve obbedire innanzi tutto alla propria coscienza.
Nel «De veritate» San Tommaso d’Aquino, quando si pone il problema se si debba obbedire prima al Magistero o prima alla propria coscienza non lascia dubbi e dice: «Il Magistero è voce di uomini, la coscienza è invece la voce di Dio che parla nel nostro cuore».
Sarebbe lungo ricordare qui tutti i testi in cui la Tradizione cattolica ribadisce questa verità, sta di fatto che quella che è una delle convinzioni più diffuse sul cattolicesimo non è esatta e provoca continuamente equivoci molto gravi. Compito degli omosessuali cattolici sarebbe proprio quello di uscire allo scoperto e di testimoniare, con la loro vita, il fatto che è la coscienza il criterio ultimo di giudizio a cui appellarsi quando si fanno le scelte morali. Si tratta non solo di aiutare tanti omosessuali a conservare la Fede, ma si tratta anche di difendere la fede cattolica dalle derive integraliste che spesso la travolgono.
Il servizio di Panorama riguardante alcuni preti gay ha fatto discutere molto. Lei ha avuto occasione di leggerlo? Cosa ne pensa?
Il servizio di Panorama ha dei pregi e dei difetti. I pregi riguardano il fatto che porta alla luce un fenomeno che esiste e che è più diffuso di quel che si pensi. Sono infatti molti gli omosessuali credenti che si sentono chiamati alla vita religiosa e che, alla fine, scelgono di entrare in qualche comunità o diventano preti.
Dietro a questa predisposizione c’è il fatto che, durante l’adolescenza, quando vivono con disagio l’esuberanza verso l’altro sesso che caratterizza i loro coetanei eterosessuali, trovano nella chiesa uno dei pochi ambienti in cui questo disagio non sono viene tollerato, ma viene addirittura valorizzato come elemento di maturità affettiva. Si tratta di un equivoco, naturalmente, ma si tratta di un equivoco che, per l’omosessuale adolescente ha molti elementi consolatori.
I difetti sono legati al fatto che, come inchiesta giornalistica, quella di Panorama, è abbastanza superficiale e si limita a proporre il fatto di cronaca senza cercare di approfondire le cause e le implicazioni degli episodi che vengono raccontati.
In realtà non é la prima volta che dei giornalisti affrontano il tema dell’omosessualità del clero e, in alcuni casi, il lavoro che hanno fatto ha una profondità e una lucidità che mancano nel servizio di Panorama. Anche qui non credo che ci sia lo spazio per ricordare tutti questi contributi, ma almeno il libro intervista che il vaticanista Marco Politi ha fatto con un prete omosessuale va segnalato, perché darebbe a chi vuole approfondire l’argomento, molti elementi di riflessione che mancano nell’inchiesta di Panorama (cfr. Marco Politi, «Io prete gay», Mondadori, 2006).
Chi si occupa di omosessuali riconducibili alla Chiesa è solito porre l’accento su chi ha un ruolo istituzionale. Quali sono le altre realtà gay cattoliche di cui non si discute?
Chi riduce l’esperienza degli omosessuali credenti a quella dei sacerdoti e dei religiosi gay non solo non tiene conto del fatto che la maggior parte degli omosessuali credenti sono dei laici, ma corre il rischio di farsi un’idea molto distorta del fenomeno.
I preti e i religiosi omosessuali vivono infatti dinamiche molto diverse da quelle che invece vive la maggior parte dei credenti: quando decidono di vivere la loro omosessualità, avendo una cultura teologica più solida, sono senz’altro più attrezzati per capire che un problema morale non potrà mai compromettere in maniera definitiva l’adesione al cattolicesimo; avendo però preso da adulti un impegno che implica la rinuncia a una vita di relazione dovrebbero avere più remore (anche se poi, alla luce di quello che mi capita di vedere, posso dire che le cose non stanno esattamente così).
La condizione clericale, in genere, è caratterizzata da una oggettiva minore libertà rispetto alla scelta di fare quella scelta di visibilità di cui abbiamo parlato prima: oltre a superare la paura e la vergogna queste persone si giocano la sicurezza economica e rischiano di ritrovarsi senza un lavoro a causa delle condizioni di privilegio economico di cui gode la Chiesa cattolica italiana.
Diverso è il discorso per la maggior parte dei laici, che non corrono nessun rischio di ordine economico e che dovrebbero avere un po’ di coraggio in più, aiutando magari, quei sacerdoti che finalmente scelgono di non nascondersi più, a trovare delle soluzioni professionali alternative che permettano loro di superare il ricatto economico a cui sono sottoposti.
Per chi, al termine della lettura di questa intervista, volesse (da omosessuale) percorrere un proprio cammino di fede a chi si può rivolgere? In Italia esiste un’associazione che raggruppa i gruppi credenti presenti sul territorio?
Tra il 1994 e il 2003 la maggior parte dei gruppi di omosessuali credenti attivi in Italia aveva dato vita a un coordinamento nazionale che, tra gli altri obiettivi, aveva quella di favorire una presenza più articolata sul territorio.
Anche se quel tipo di esperienza si è concluso le esigenze che avevano portato alla sua costituzione sono rimaste intatte e, nel 2007, hanno favorito la nascita del portale www.gionata.org. All’interno di questo portale c’è una sezione dedicata ai gruppi di omosessuali cristiani presenti in Italia: si tratta di una sezione che è sempre in aggiornamento, anche perché i ventisette gruppi attualmente censiti sono solo la punta di un iceberg che troppo spesso, purtroppo, sceglie di non venire allo scoperto.
lella17
06 set 2010 - 09:18 - #1Non mi pare che siano solo gli atei a muovere quell’accusa ai cattolici…ancora una volta avete fatto un meraviglioso buco nell’acqua dimostrando quanto l’idea italica di Credi=Cattolico vs Non Credi (in Dio)=Ateo sia ben radicata… avanti Savoia.
breather
06 set 2010 - 11:17 - #2E’ un bene che ci siano gruppi di omosessuali di fede cattolica.
Ed è un bene che si pubblicizzi che un’autentica fede nel cristianesimo e anche nel cristianesimo cattolico non comporta necessariamente posizioni antigay.
Secondo me però è altamente utopico, ai limiti dell’assurdo, il tentativo di ‘cambiare l’atteggiamento della Chiesa nei confronti dell’omosessualità’… come se la testimonianza di vita di queste persone, sicuramente molto per bene, o qualche collaborazione con qualche prete o vescovo un po’ meno antigay rispetto agli altri potesse trasformare la Chiesa da struttura che sfrutta la fede cristiana delle persone e gioca sulla pelle degli omosessuali per trarne magari vantaggi di natura economica e di potere in una semplice organizzazione religiosa di tipo cristiano.
wiser
06 set 2010 - 14:44 - #3Soliti equivoci .. Anzitutto quelli che ha sottolineato lella17. Quelle che fanno i “non cattolici” (e non dico atei perché, appunto, non sono solo loro), non sono accuse, bensì osservazioni, critiche. Non ho capito perché una critica dev’essere scambiata per un’accusa, che siete Berlusconi?
Io credo che la critica che muove la maggior parte dei non cattolici sia ben fondata: essere cattolici significa riconoscere l’autorità del Papa e dei vescovi, in ogni materia. Se poi volete inventarvi un cattolicesimo fai da te siete liberissimi di farlo, ma dovete accettare il fatto che state uscendo dal dogma. Altrimenti è troppo facile. Della serie “sono vegetariano ma mangio il pesce”, ecco, mi viene da fare questo paragone.
Non starei nemmeno troppo a sottilizzare sulle provocazioni che si possono fare al Gay Pride contro la Chiesa Cattolica: non mi pare che loro siano così carini e gentili con noi, visto che ci vorrebbero vedere impiccati o, se ci va bene, torturati in qualche terapia riparativa. Oltre ad ostacolare la nostra emancipazione e i nostri diritti in Italia. Direi che abbiamo un sacco di motivi per essere inca**ati con il Vaticano no? Quindi direi che le frasi forti contro il Vaticano a mio parere hanno un senso, senza scadere nel volgare e nella pura provocazione estetica. Quel che si contesta, e lo ripeterò fino allo sfinimento, non è la fede, ma l’istituzione secolare vaticana.
Non sono inoltre convinto che la fede (o non fede) religiosa non si scelga: io ho scelto di essere ateo dopo un percorso personale. Non confondiamo i piani dell’orientamento sessuale e della fede, perché facciamo solo un cattivo servizio a tutta la comunità omosessuale. L’orientamento sessuale è qualcosa che attiene, almeno in parte, anche alla genetica. La religione è un fenomeno culturale che riguarda le scelte personali.
Detto questo, mi permetto una considerazione del tutto personale: ognuno è libero di fare quel che vuole, ma onestamente io non mi capacito come si possa credere in una religione apertamente omofoba e misogina, oltre che razzista. Contenti voi…
fabio nolli
06 set 2010 - 16:57 - #4“Non ho capito perché una critica dev’essere scambiata per un’accusa, che siete Berlusconi?”
come direbbero le bimbeminkia: WISER, TI LOVVOOOOO!! (anche per tutto il resto del commento, of course)
xpt
06 set 2010 - 18:05 - #5Caro Geraci si tenga stretta la sua fede che evidentemente la autorizza a decidere chi puo’ manifestare il proprio orgoglio gay (o la simpatia per esso)…
Tipico oscurantismo cattolico.
claroscuro
06 set 2010 - 18:46 - #6cambiare la chiesa cattolica.. ahahahah!
capisco credere in Dio, nel Grande Spirito o in qualsiasi altra cosa… ma bisogna mettersi in testa che il V.A.T.I.K.A.N non cambierà mai le sua posizioni: troppo comodo restare così come stanno ora! per tenere unito un gruppo traballante bisogna far blocco contro il nemico comune: i gay! e come si fa? ci si basa su un testo scritto migliaia di anni fa, snaturandolo e interpretandolo arbitrariamente!tanto nessun fedele legge la Bibbia(per la storia di credere ciecamente)nessuno si accorge di quanto siano infondate e loro posizioni!
basta dare un’occhiata alla Bibbia per capire che il Dio degli ebrei non è quello dei cristiani e basta avere un minimo di cervello per capire che il Dio dei cristiani non è quello del V.A.T.I.K.A.N!
concludendo, si può essere cristiani NON cattolici, perchè nel secondo caso (a meno che non si voglia fare il cattolicesimo-fai-da-te descritto da wiser) si deve andare contro la propria natura!
slostday
06 set 2010 - 19:36 - #7io credo che ognuno sia libero di essere cattolico/credente/spirituale/agnostico/ateo/musulmano senza per questo essere contestato.
Le osservazioni, anche se non sono accuse, non sono giustifabili perchè alla fine la fede è un fattore privato…siamo tutti incoerenti al mondo dopotutto. E menomale che è così!
ognuno ha una sua spiritualità e si dimensiona come crede verso la religione…quindi non deve dare spiegazioni nè a wiser nè a chicchèsia :D
wiser
06 set 2010 - 20:25 - #8Lui si è esposto e io ho detto la mia, non ci vedo nulla di strano. E ho anche portato alcune precisazioni su cose che a mio parere non erano esatte. E continuo a chiedermi il motivo di ostinarsi a rimanere ancorati al vaticano, quando si puà liberamente essere fedeli, credere in cristo ed essere cristiani senza essere cattolici e quindi appoggiare le gerarchie vaticane, che non sono altro che l’espressione di un potere politico assoluto, altamente omofobo, misogino e razzista, che di spirituale non ha davvero nulla.
Alexpf
06 set 2010 - 20:37 - #9Grazie per l’intervista davvero interessante e piena di spunti di riflessione. A freddo mi ha colpito il riferimento alle “esperienze di cui si è innamorato”. E’ una cosa molto vera, che - secondo me - presuppone libertà ma anche una tensione che non scegliamo (mentre scegliamo di non… sceglierla). E se certamente è una bella immagine per la vita spirituale vera (indipendentemente da quale credo si professi) credo che possa valere per molte cose che facciamo nella vita e che solitamente sono quelle che danno più felicità e purtroppo anche dolori, ma che in ogni caso ci fanno sentire più vivi.
lella17
06 set 2010 - 20:45 - #10Fede e cattolicesimo sono due cose ben distinte: la prima si basa sulla spiritualità la seconda si basa sui soldi e sul tenere ancorato un gregge di pecoroni belanti in coro che si beva qualunque oscenità misogina e intollerante venga loro propinata.
Se uno ha realmente fede in Cristo, la prima cosa che dovrebbe fare sarebbe correre nella direzione opposta rispetto alla chiesa cattolica che snatura completamente il suo messaggio.
Fabio78b
07 set 2010 - 01:38 - #11non capisco la domanda “come fa un gay a essere cattolico?”. Pensate che nelle famiglie cattoliche nascano tutti etero?
risottonero
07 set 2010 - 08:43 - #12Pienamente d’accordo con il primo commento di WIser. Comoda la religione fai da te! Non c’è nulla di male ad essere gay ed essere cristiani, ma è aberrante, a mio avviso, essere gay e definirsi cattolici. Cavoli, è come dire di essere ebrei e nazisti o peggio ancora è come uno in provincia di Enna che vota Lega. A me pare che purtroppo questi gruppi di gay cattolici non abbiano ben chiaro il fatto che la chiesa non tratterà mai su certi temi. Non l’ha mai fatto, neanche su temi che ormai godono di un forte sostegno popolare come divorzio e aborto, perchè mai dovrebbe scendere a compromessi sul tema dei diritti agli omosessuali?
lìììììì
07 set 2010 - 09:16 - #13Beh caro Wiser, è una questione di intelligenza, tu puoi essere incavolato col vaticano qunato ti pare e avere tutti imotivi dell’universo, ma reagendo in maniera isterica e dicattivo gusto ti dai la zappa sui piedi, ma lo capite questo o no?
E qui mi arrabbio, sono lesbica e voglio i miei diritti e voglio azioni efficaci, no rivendicazioni provocatorie al limite dell’isterismo che non fanno altro che ritardare il moemtno in cui potrò sposare la mia compagna.
Se ils ignore dell’intervista vuole conciliare fede e omosessualtià può farlo, che tu ci creda o no, ha ragione lui qunado dice che la Chiesa sono lòe perosne, non è solo il Papa, leggi Franco Barbero, leggi il teologo Kung, studia cacchio e poi parla.
IO non sono andata al Gay pride eprché mi vergogno, sissignore, mi vergogno di essere assimilata a un etodo di pensare anacronistico e miope, non siamo a NEw York degli anni 80. NOn siamo a San Francisco, siamo a Roma e se vuoi ottenere qualcosa devi ragionare non per ideali sommi ma per fatti concreti. Se poi vuoi continuare a sfogare la tua frustrazione facendo caricature al papa fai, pure, io non sono cattolica, non mi tange, ma è fondamentalmente profondamente stupido, a parere mio, ovvio.
lella17
07 set 2010 - 09:49 - #14Don Barbero è scomunicato ergo non è parte della chiesa cattolica. Andate avanti ad auto-contraddirvi cercando di sostenere una S.p.A. che non vuole altro che le vostre teste. Va bene essere gay, ma prenderla in quel posto a questi livelli mi pare eccessivo…
lìììììì
07 set 2010 - 10:02 - #15ma non è scomunicato! è stato ridotto allo stato laicale, non è più prete, non è scomunicato!
Ma vedete come fate? NOn è più un prete ma è parte della chiesa come lo sono tutti i battezzati….ok?
lella17
07 set 2010 - 10:05 - #16sì sì certo… come preferite… fate pure il fai da te ma sappiate che quella non è chiesa cattolica…ah e un prete ridotto allo stato laicale non è più un prete quindi non è voluto dalla chiesa cattolica… ma pare che abbiano dei buoni salumieri in vaticano per cui andate avanti con le fette di salame sugli occhi che andate bene per loro!
lìììììì
07 set 2010 - 10:21 - #17e poi capite la differenza tra VAticano e Cattolicesimo? Insomma, io sono agnostica, ma sono cresciuta in contesto cattolico, e non si può generalizzare.
Il pride dovrebbe essere espressione di tutti, no solo di anticlericali atei rancorosi…che poi hanno ragione ad essere anticlericali e atei e rancorosi sono d’accorod, ma il principio in base al quale agiscono è sbagliato, è antidemocratico.
Se il pride nasce per rivendicare il diritto di dire ad alta voce di essere gay senza vergogna, questo vale epr tutti, per tutti i gay. E chi siete voi per dire ad un gay di nonc redere cattolicamente? Che cosa da diritto agli organizzatori del pride di andare contro i gay stessi? Chi da diritto di decidere cosa è gay e cosa no? Che cos è il pride? gay e cattolcii o meno sempre gay sono, e la politica dell’odio e dell’avversione non ha dato frutti mi sembra…la rpincipale accusa che ci fanno è essere immorali, libertini e pervertiti e noi che facciamo? Ci mascheriamo provocatoriamente…ma che è, un gioco? PEr me non è un gioco, è la mia vita che è in ballo. E come mi faccio il mazzo tutti i giorni nella società per non nasocndermi, così come sono stata cacciata di casa, allora pretendoche un movimento nato epr rappresentare le mie esigenze sia corretto e democratico, civile e rispettoso delle regole del buoncostume e della decenza che valgono per tutti, gay, lesbiche, trans, etero.
Il papa fa politica, ve contestato politicamente. Ma va fatto con un po’di lungimiranza, che cosa vogliamo diritti o manifestazioni volgari?
E mis embra che le manifestazioni, soprattutto provocatorie non funzionano, non raggiungono l’obiettivo, vengono strumentalizzate utilizzate per creare scandalo, non hos celto io di vivere in una società bigotta e ipocrita , ma ci vivo, se voglio cambiarla però vorrei trovare soluzioni. E la soluzione, per me è prorio il coraggio di tutti i giorni, coming out a casa coming out a lavoro coming out in parrocchia, sbalordire non per le provocazioni ma per la nostra normalità, per il nostro dimostrare di essere nei fatti integrati in questa società e quindi al pari di tutti.
Lo capite che ad ogni gay pride mio padre non fa altro che riconfermare i suoi pregiudizi sui gay? Facciamo il loro gioco! MA tanto dirlo a che serve, se ne riparla l’anno prossimoe sarà sempre las tessa cosa, illudiamoci tutti di essere harvey milk, andiamo al muccassassina coniamo slogan antichi e morti e fa niente, tanto è tutta colpa del vaticano.
lìììììì
07 set 2010 - 10:25 - #18E ridagli, lo rispiego, tutti i battezzati sono chiesa. Sei chiesa in quanto battezzato.
Ci sono le gerarchie ecclesiastiche e ci sono le eprsone. tutti sono la chiesa.
I cambiamenti storici della chiesa, vi informo, non sono mai partiti dall’alto, ma sempre dal basso, sempre dai credenti…al contrario delle restaurazioni e della divisione tr aortodossia e eresia.
Quindi don Francoe chiunque altro, ha tutto il diritto di entrare in chiesa….ah a proposito, anche il peggior pervertito sadomaso coprofago, se battezzato, è chesa…peccatore, ma chiesa, ok?
Che poi ma a noi che ci importa? Vogliamo diritti e vogliamo ocntestare la non divisione tra politica e religione la tanto odiata assimilazione tra peccato e reato, vogliamo laicità, vogliamo doveri vogliamo diritti, che cosa ti importa se all’interno della chiesa ci sono spinte di rinnovamento? MA che vi interessa?
lella17
07 set 2010 - 10:40 - #19non esiste differenza tra vaticano e cattolicesimo. se fai differenza non sei cattolico, oppure sei cattolico fai da te e quindi non cattolico. qui siete voi a non capire.
lìììììì
07 set 2010 - 11:05 - #20Ah ah ah, ho capito! Sei una di pontifezz sotto mentite spoglie:) Coraggio, guarda che la realtà delle persone è migliore dei proclami che ti arrivano..i cattolici non sono tutti brutti e cattivi, né tutti scemi, è motlo arrogante pensare uan cosa dl genere se ci rifletti, e anche stupido…non trovi? Il Vaticano è uno stato, e vabbè, non sto qui a spiegare, che ho capito che sei abbastanza dicotomica..:)
Se avessi ragione tu, beh allora i cattlici sarebbero tutti tolemaici ancora (ok che sono creazionisti, ma per lo meno eliocentrici:))..è che qualcosa più importante dell’essere pro o contro vaticano, ed è essere quello che loro non sono, in politica, ossia dmeocratici, ossia civili, ossia aperti.
lella17
07 set 2010 - 11:16 - #21ma quando finite gli argomenti non sapete far altro che insultare gli altri con epiteti stupidi, ignoranti e soprattutto sbagliati?
non sono dicotomica e non sono di pontifex…non ho capito come potrei esserlo visto che non sono cattolica…mah…
lìììììì
07 set 2010 - 11:50 - #22….ma chi ti ha insultato? Era ovvimaente ironico!
Non ho dato della stupida a te ma al pensare che i cattolici siano tutti stupidi, senza documentarsi, senza consocere, basandsi su sterili questioni aut aut tanto irrisolvibili quanto false e inutili.
Cmq vabbè getto la spugna:)
lella17
07 set 2010 - 12:15 - #23ma dove l’hai letto che i cattolici sono stupidi e cattivi? Ma l’ho detto forse qui? no. Ho solo detto che per essere cattolici bisogna sottostare a quello che dice la chiesa cattolica…il cattolicesimo fai da te non può esistere perchè a quel punto è cristianesimo di stampo spiritualista. essere cattolici comporta sottostare a santa romana chiesa e all’infallibità del papa ex-cathedra soprattutto.
giulia mosconi
07 set 2010 - 13:02 - #24convinzioni religiose profonde come l’orientamento sessuale de che??e la storia e i condizionamenti culturali?
se questo ignorante fosse nato in iran può affermare in tutta onestà che sarebbe stato cattolico? o forse sarebbe stato allo stesso modo omosessuale(quella si che è una cosa profonda), ma musulmano? e se fosse nato in certe valli dell’alto piemonte sarebbe stato valdese e felicemente cristiano senza contraddizioni.. purtroppo essendo sfortunato e ignorante è cattolico e conta di morire cattolico…cioè schiavo del magistero di uomini che sono così presuntuosi da sostituirsi a Gesù e Dio e che ogni giorno gli urlano in faccia il loro disprezzo… visto che è oggettivamente disordinato e che è incapace di amare. oddio poteva andargli peggio, tipo essere ebreo e nazista. fai pena, taci. a me sta gente ricorda le velate, così schiave dei condizionamenti culturali che si sposano e fanno figli con donne ignare e vittime della loro codardia e pochezza . fate una intervista anche a loro, che ci spiegano che non vanno al pride perchè è una baracconata.
claroscuro
07 set 2010 - 13:08 - #25lella di pontifex…. ahahahahahaha X’D
scusa lella, ma è troppo divertente!!!aspe’ che mo scriviamo un articolo a 4 mani e lo pubblichiamo là sopra!! X’D
lìììììì
07 set 2010 - 14:56 - #26ragazzi ma capite l’ironia o no????
IL problema di affrontare argomenti che richiedono conoscenze specifiche con i mezzi di informazioni limitati che circolano in italia è uno sbaglio che porta conseguenze.
La dicotomia, il dentro o fuori di estrazione baumaniana, direi, è tipico di un modo di ragionare per opposizioni, per estremi, un modo di ragionare che esclude l’estraneo, che non è un menico, ma è chi si pone nella linea di confine.
Ed è un modo di ragionare limitato, che porta a chiusure e ad una totale mancanza di dialogo, laddove dialogo è crescita ed è integrazione.
affermare che essere cattolici ed essere gay è impossibile, è appunto un ragionamento che pone dei limiti precisi, un dentro e un fuori, espressione della politica Vaticana tanto bene ideata dal papa polacco. E’ una semplificazione miope, tipica e il mio era un commento ironico, di quelli di pontifex e stava appunto a specificare che indipendentemente dal cerchio in cui cisi rinchiude, il metodo di ragionare è il medesimo e per me è un metodo di ragionamento che non porta da nessuna parte.
se si dice ai cattolici che hanno gli occhi foderati di prosciutto che si ostinano a far parte di una chiesa che non li vuole, si compie una grave inessattezza, e in qualche modo si semplifica un discorso che non va semplificato, laddove semplificazione significa,appunto regressione di 50 anni di cammino di persone che hanno cercato di evolvere e i frutti si vedono.
Poi certo in una nazione dove le nuove generazioni si rifannoa vecchie ideologie, dove si è smesso di riflettere e dove alla fine ci si riduce ad una oppsozione “sfragnamo li froci” ” no a preti e padroni”.
Poi, certo queste sono le mie idee, lungi da me offendere nessuno! Suvvia se questo epr voi è offendere….dovete vedere come si insultano sul sito dell’uaar cui sono iscritta…eppure lì si cresce.
Pietro galeoto
07 set 2010 - 15:28 - #27io sinceramete trovo allucinante dire: “la Chiesa cattolica viene spesso contestata agli omosessuali credenti” ma se è un continuo denigrare e offendere la dignità delle persone augurado che muoiano… il silenzio su laco “i Ebrahim Hamidi” ne è un ulteriore prova. un patto tacito tra le religioni monoteiste…
ECCO LA CHIESA BOIA CHE TUTTI DOBBIAMO CONDANNARE!
Fabio78b
07 set 2010 - 15:33 - #28Lella continuo a non capire il tuo punto di vista. Se tu sei gay e ti capita di nascere in una famiglia cattolica, devi per forza convertirti ad altre religioni o diventare ateo/agnostico solo perchè il Vaticano non riconosce le unioni omosessuali? Ma andiamo… si è cattolici per ben altri motivi… io condivido in coscienza il 90-95% delle regole della Chiesa, ma sfido chiunque ad arrivare in coscienza a condividere il 100%… Non mi sembra di avere al momento ragioni sufficienti per abbandonare la Chiesa cattolica, che ti ricordo non è una associazione secolare e l’appartenenza ad essa non è un fatto spiegabile con criteri rigidamente razionali. In definitiva, sono d’accordo con lììììì che non si può ragionare per dicotomie, ci sono delle sfumature.
wiser
07 set 2010 - 17:04 - #29@ Fabio78b
Mi spieghi come fai ad andare d’accordo con un’istituzione che è contro la tua dignità di persone, che ti dice che sei malato, indegno, che non ti viene a salvare se ti mettono un cappio al collo perché sei un pervertito e che devi solo curarti? Come si può dare la precedenza alla fede religiosa rispetto alla propria dignità personale? Io davvero non me ne capacito.
E cmq, lo abbiamo ripetuto 8 milioni di volte, ma a quanto pare non volete capirlo: si può essere cristiani senza essere cattolici, ovvero senza accettare l’autorità indiscussa del papa. Uscire dalla chiesa cattolica non significa ripudiare la propria fede, ma solo l’organizzazione politica e teocratica che ingiustamente ritene di essere l’unica portavoce del messaggio di Cristo solo per mantenere il proprio potere e il controllo delle coscienze delle persone. Ma per fortuna, questo ormai vale praticamente solo in Italia, nell’Europa occidentale, e i risultati si vedono.
@ lìììììììììììì
“Se il signore dell’intervista vuole conciliare fede e omosessualtià può farlo”
Se solo tu volessi imparare a leggere, puoi farlo! Dove ho scritto che non si possono conciliare fede e omosessualità? Io parlavo di chiesa cattolica.
Ma santiddio, vuoi leggere prima di riportare cose che non ho detto? Sai qual è il punto? È che nemmeno leggete! Siete così convinti del vostro punto di vista che non riuscite nemmeno a capire quello del prossimo, leggete ma non assimilate quel che c’è scritto!
claroscuro
07 set 2010 - 17:21 - #30@ lìììì: ho capito che la tua era ironia, siete voi che non volete capire il punto! tipica arroganza cattolica! il proselitismo vi ha rovinato per secoli…
è solo un consiglio, leggete la Bibbia e i Vangeli, riflettete bene su quel che c’è scritto, capirete tante cose sul Vaticano! potete rinunciare a quella macchina per fare soldi!
suvvia, se Dio esiste non può essere così stupido da mettere tutto nelle mani della zia Ratzy!
lìììììì
07 set 2010 - 17:52 - #31ma io non sono cattolica!!
MA di quale arroganza pali, arroganza dei non cattolici non cristiani nonc redenti che non la pensano coem te?
Lo cpaite che le vostre argomentazioni sono sterili, continuate a dire è così punto e basta.
La fede cattolica è fede, come quella luterana, o chessò evangelcia, tutte cristiane.
Voi identificate il cattolicensimo con Ratzy e la sua influenza sulla vita politica italiana.
Quello che evidentement enon riesco a spiegare è che la metodologia delle opposizioni non funziona.
Se uno è cattolico, continuerà a sentirsi cattolico, e cercherà di camminare all’intenro della chiesa. Cattolica Romana, si signore. Ripeto la chiesa non è solo apologetica, non è solo dottrina, la chiesa senza fedeli, senza battezzati non sarebbe tale, lòa dottrina è stata influenzata dalle perosne e dalla storia.
I battezzati sono parte della chiesa volenti o nolenti. NOn vi chiedo di condividere, nemmeno io condivido, ma di capire che è un errore, a mio avviso, non distinguere.
troppo semplicistico il discorso, legittimo, di chi dice, io non voglio far parte di una chiesa che mi emargina, qualora pretenda di imporsi a sua volta come ortodossia, ossia come comportamento da tenere.
Vedi, è come se così facendo ci tracciassero dei cerchi, netti e se imponesse un dentro o un fuori.
Nonc redo che il gay pride o il movimento gay in generale dovrebbe fare questo.
NOn è questo il punto. Già siamo mesis male, se ci mettimao pure tra di noi a non comprendere e a chiuderci, non ne usciamo. IL movimento gay deve farsi portavoce dei diritti dei gay e tra i gay ci sono anche cattolici. A fornte di questo dato di fatto, o epuriamo i gay cattolici o capiamo che il punto è che indipendentemente dalla religione, la vita pubblica deve rimanere un fatto privato. E non può influenzare la vita politica. E èer far questo, ripeto ritengo che il dialogo sia unos trumento migliore della censura. Puoi continuare a chiamarmi bigotta cattolica, anche se non sono catrtolica, fino a quanto ti pare, ma non risolvi niente, almeno secondo me.
E’ invece penetrando dal basso che le cose cambiano el’italia sta cambiando, nonostante quelloc he dicono i giornali e tutto il sistema politico desideroso dei voti dei cattolici.
C’è tutta un Italia che non si vergogna della propria sessualità, che accetta, che non discrimina, e questo grazie a tante persone che hanno scelto di mettersi in gioco, di vivere apertamente e con dignità il proprio essere omosessuali e genitori, omosessuali e insegnanti, omosessuali e avvocati, omosessuali e cattolici, anche.
E grazie alla meravigliosa opera che la gente ogni giorno è capace di fare che le cose cambiano, non con parate ridicole e sterili e isteriche litigate tra gay.
Il vaticano non è cattolico, è portavoce di un’ortodossia malata e retrograda fatta propria non tanto da ratzy ma dal papa polacco che pure, inspiegabilmente, piace a molti. Ma è politica, anche se usano parolone teologiche, è politica.
HO passato 15 anni in parrocchia e me nesono allontanata, prima ancora di scoprirmi lesbica, perché non ci credo, semplicementemi sembrano tutte baggianate. Quanid il fanatismo addosso non me lo ritrovo, anche perché tutti i giorni lotto contro il fanatismo dei miei genitori!
E comunque ripeto, per me la logica delle contrapposizioni forti ha fatto il suo tempo. Se la possibilità di sapersi accettati da una parte della tua chiesa può aiutare tanti ragazzi e ragazze ad uscire fuori e a vivere bene, io ringrazio personalmente tutti quelli che permettono questo. anche se per me è assurdo, pensa te.
lella17
07 set 2010 - 18:07 - #32Il Vaticano non sono solo le unioni omosessuali che non riconosce (ancora sta fisima del matrimonio=matrimionio religioso…) ma proprio gli omosessuali..anzi li riconosce benissimo: per fargli il tiro al piattello e farli fuori come continuano a dire di voler fare.
Non ho detto che è obbligatorio cambiare religione etc, mi sembra solo naturale farsi un vero esame di coscienza e capire che essere gay e essere cattolico è impossibile dal momento che, RIPETO, il vero cattolico DEVE credere all’infallibilità del papa e a tutto quello che gli viene propinato in pieno stile brainwashing dalla Vaticano S.p.A.
Se uno è gay e riesce ad essere cattolico, si piglio uno bravo perchè soffre di schizofrenia allo stato puro allora ed è pericoloso per gli altri e per se stesso soprattutto visto che in teoria vuole darsi la pena di morte da solo come ogni buon cattolico vuole e ha più volte dichiarato di volere pubblicamente senza che nessuno abbia detto nulla.
Che noiosi che siete a volervi sempre interpretare tutto a modo vostro senza nemmeno cercare di capire chi cerca di spiegare il proprio punto di vista con argomentazioni valide
claroscuro
07 set 2010 - 18:41 - #33@ lìììì: no cara, tu sei cattolica, a meno che tu non voglia farmi credere di non essere battezzata nonostante i genitori fanatici e i 15 anni in chiesa. questo lo dico stando alle tue conclusioni, tu dici che chiunque sia battezzato voglia o no è cattolico…deciditi!
l’arroganza cattolica a mio avviso è quella di scagliarsi contro persone che la pensano diveramente e che tentano di proporre un’altro punto di vista chiamandoli con svariati epiteti…alla faccia della predica sull’umiltà…e da questa frase:”MA di quale arroganza pali, arroganza dei non cattolici non cristiani nonc redenti che non la pensano coem te?”, capisco molte cose…che dici…sarò arrogante? bene per il fatto di non essere cattolica(perchè la storia del battesimo è un po’una bufala) posso permettermi di essere arrogante in quanto non è tra i principi dell’ateismo l’umiltà a tutti i costi.
in ogni caso, non ti avevo dato della bigotta(però ci assomigli parecchio come atteggiamento, devo ammeterlo), hai fatto tutto da sola, ti ho solo inviata a leggere due libri interessanti sotto molti punti di vista! Li può leggere anche chi non è credente!
Non continuo a ripeterti quello che stiamo dicendo, cioè che se sei cattolico per te il papa è il rappresentante di Dio in terra e tu che sei un piccolo uomo non puoi metterti a contestare quello che Dio ti sta dicendo tramite il suo messaggero. Se una persona pensa che questa e altre dottrine siano aria fritta, mi dispiace informarti che non è cattolica, ma al limite cristiana…
amen
wiser
07 set 2010 - 19:49 - #34“Il vaticano non è cattolico”
Oddio questa è spettacolare :D
Cmq, la chiesa sarà fatta anche dalla comunità dei battezzati, ma la maggior parte di queste “care” persone ogni volta che gli tiri fuori l’argomento omosessualità inizia a dire che sono dei malati, viziosi, pervertiti senza nessuna dignità e nessun diritto … Come la mettiamo? Sono cattolici, c’è poco da fare. Si riconoscono nelle parole del papa, qualunque cosa dica. E chi continua a professarsi cattolico ma, ad esempio, divorzia o fa sesso prematrimoniale sai io come lo chiamo? IPOCRITA! Che non ha le palle (o l’utero, se donna :D) per staccarsi dalle sottane vaticane. Quando invece si potrebbe essere tranquillamente cristiani, fedeli, riconoscersi nel messaggio (vero e autentico) di Cristo, senza essere soggetti a quella società a delinquere che è il Vaticano.
lella17
07 set 2010 - 20:12 - #35Wiser, ma se io sono una di pontifex allora ci sta che il vaticano non è cattolico lol
Fabio78b
07 set 2010 - 20:50 - #36@ Wiser/Lella17: anche se sono cattolico, non mi sento rappresentato da questo papa. Penso che dovrebbe essere processato per crimini contro l’umanità visto che le sue influenti pseudoteorie sul preservativo potrebbero aver contribuito a fare più morti in Africa dello sterminio degli ebrei durante il nazismo. Ma non facciamo l’errore di giudicare tutto un popolo o tutto un gruppo solo dal suo leader, altrimenti avremmo dovuto condannare tutti i tedeschi a Norimberga. I cattolici, soprattutto quando hanno ruoli di responsibilità, possono essere buoni o cattivi, come in tutti gli altri. Altrimenti si ricade nell’errore che attribuiamo a Ratzinger: quello di generalizzare a partire da una situazione di ignoranza e di pregiudizio.
lella17
07 set 2010 - 22:03 - #37Fabio, il problema è che il paradosso del cattolicesimo è proprio quello: in quanto cattolici voi dovete accettare il papa qualunque cosa faccia e dica in quanto rappresentante di dio sulla terra. non c’è scappatoia…è ovvio che oggi l’uomo è un essere più razionale di un tempo e capisce che certe cose sono altamente disgustose e inconcepibili soprattutto per il papa, ma allora non si può essere cattolici se si riesce a capire che il papa sta sbagliando…perchè vorrebbe dire, oVVoVe oVVoVe, che è Dio a sbagliare…Non siamo noi a generalizzare…è la chiesa cattolica che è fatta così ed è questa la critica che si muove ai gay che vogliono restarci dentro. tutto lì.
wiser
07 set 2010 - 22:38 - #38“altrimenti avremmo dovuto condannare tutti i tedeschi a Norimberga”
E infatti la maggior parte dei tedeschi si è dissociata dal suo “capo”, fino quasi a voler far dimenticare che in Germania ha governato un pazzo di nome Hitler. E d’altronde, lui era un dittatore, ma era un politico. Il papa è un politico ma, per i cattolici, un qualcosa di più, quel qualcosa di cui ha parlato lella17. Capisci dunque che la contraddizione diventa quanto mai stridente.
lella17
07 set 2010 - 23:16 - #39In effetti i figli e i parenti di Hitler si sono pure fatti sterilizzare…da noi la nipote di mussolini è in politica eppure il fascismo è anticostituzionale…
lupo milano
07 set 2010 - 23:18 - #40visibilità.. il mantra di arcigay da decenni..
Meursault
08 set 2010 - 12:41 - #41Lunga è la lista dei colpiti dalla cosiddetta sindrome di Stoccolma.
L’effetto più invasivo è l’innamoramento del proprio boia da parte della vittima vessata. Descrizione adeguata per la media dei gay italiani, calzante per i presunti omosessuali destrorsi o cattolici. Si può essere gay e cattolici insieme? No.
E non per un mio arbitrato, semplicemente per la dottrina che il magistero mette alla base della vita e dell’organizzazione ecclesiale. Non esiste una chiesa con regole adattabili ai comportamenti incoerenti di chi dice di farne parte, non esiste, ovviamente, per ragioni di autoconservazione. La Chiesa è verticista ed è il vertice che decide quali sono gli atteggiamenti da seguire. Purtroppo leggo tanto di quel provincialismo in questa pagina da poter sfamare schiere di italici teledipendenti. Nell’ordine alcune considerazioni che impediscono l’ossimorico accostamento cristianesimo-omosessualità:
- Il cattolicesimo (comprese le altre fedi cristiane) è un culto esegetico, cioè basato sull’interpretazione UFFICIALE dei testi che formano il corpus di leggi atte alla regolamentazione della vita dell’accolito. Da Nicea in poi si è dichiarata attendibile la visione di Saulo di Tarso che condanna IRRIMEDIABILMENTE l’omosessualità a peccato contro dio. Non ci sono interpretazioni postume che ribaltano tale considerazione.
Quindi se si decide si essere cristiani lo si fa deliberatamente contro i testi cristiani e la cristianità.
- “La Chiesa Cattolica è la sua tradizione” diceva Paolo VI, solo uno sciocco o un ignorante fa prescindere il cattolicesimo dall’ecclesia. La Chiesa è l’organo istituzionale che dispone le regole dottrinali che vincolano la vita dei fedeli. Il cattolicesimo non ha la capacità kantiana di vivere al di sopra della propria genitrice (si potrebbe parlare di trinità duale).
N.b. Gli articoli del Catechismo Ufficiale che vanno dal 2357 al 2359 impongono al gay la castità, pena l’apostasia.
- La differenza tra scomunica e apostasia non sussiste (perché sparate termini a casaccio?)
Motivi di interesse storico:
- Non c’è evidenza storiografica dell’esistenza di Cristo (5 fonti per lo più contestate), non esiste nessuna prova aconfessionale della resurrezione. I tre vangeli sinottici non corrispondono e hanno sostanziali differenze riscontrabili soprattutto nel confronto col quarto canonico.
- Non esiste nessun lascito di Costantino e nessun primato di Pietro che storicamente attesti la legittimità dell’organizzazione cristiana.
- Prima di Cristo ci furono altre divinità morte crocifisse e poi resuscitate: Osiride, Horus, Prometeo, Dioniso, Mitra ecc.
- Si potrebbe indugiare sulle colpe storicamente accertate della Chiesa in termini di sterminio della popolazione omosessuale: Inquisizione, fascismo e nazismo. Evito di ripetere ciò che tutti sanno ma approfondisco di seguito.
Ragioni sociali:
- La Chiesa Cattolica è attiva a livello mondiale nella repressione del comportamento omosessuale. In Nicaragua nel 2002 la conferenza episcopale ha spinto affinché venga ripristinato il carcere (6 anni di pena detentiva) per i sodomiti. In Argentina, dopo la legge sulle nozze gay, i vescovi hanno minacciato ritorsioni contro i maricones. In Colombia nel 2003, a causa di una forte opposizione da parte della Chiesa Cattolica, è stata rinviato un provvedimento progressista che avrebbe riconosciuto alle coppie gay o lesbiche un riconoscimento legale. In Bolivia nel 2004 il governo ha tentato d’introdurre la legge 810 che riconosce ai gay il diritto al matrimonio e all’adozione dei figli, ma in seguito a feroci opposizioni da parte della Chiesa questo decreto è stato respinto. Più in generale storico fu il voto contro la mozione di Depenalizzazione mondiale dell’omosessualità che vide la Chiesa compatta con gli stati che appoggiano la Sharia islamica.
Parole del Santo Padre:
“10. La “tendenza sessuale” non costituisce una qualità paragonabile alla razza, all’origine etnica, ecc. rispetto alla non-discriminazione. Diversamente da queste, la tendenza omosessuale è un disordine oggettivo (cf. Lettera, n. 3) e richiama una preoccupazione morale.
11. Vi sono ambiti nei quali non è ingiusta discriminazione tener conto della tendenza sessuale: per esempio nella collocazione di bambini per adozione o affido, nell’assunzione di insegnanti o allenatori di atletica, e nel servizio militare.”
Chi ha rilasciato l’intervista forse pensa che la Chiesa intera sia quel simpatico prete gay di periferia che dà l’assoluzione a se stesso e ai gay del circondario per continuare a godere delle gioie del sesso e dello stipendio sicuro. Forse non sa, anzi lo sa ma finge di non saperlo, che il sesso occasionale non è un comportamento cristiano e che cristiani significa coniugati, cast anche all’interno del rapporto e piegati verso la riproduzione.
Purtroppo diventare adulti è difficile, così come rinunciare a Babbo Natale che promette gioie future nonostante palesi incoerenze presenti. E’ malafede e ipocrisia (vizi italici per eccellenza). Si vuole un cristianesimo tutto per sé? Niente di più facile: si prendono i testi sacri e si fa una raffazzonata esegesi sottolineando col pennarello rosso solo le parole gioia, fede, amore, cuore e felicità (meglio il pennarello rosa), fingendo che il cristianesimo non è ciò che è per retaggio storico e connessioni politiche nei secoli. Ma se si decide di essere così leggeri e autoreferenziali (cit: “dio mi ama, lo sento nel cuore”), perché mai si deve vietare agli atei di manifestare ciò che la ragione suggerisce un diritto civile e non una misteriosa concessione divina? Tutti emuli di Torquemada? Aveva forse ragione la Woolf quando diceva che la religione rende isolati e cattivi? E’ vero che “un pensiero irrazionale si difende irrazionalmente”? Si ama forse dio perché l’umanità non la si è amata mai?
Fabio78b
08 set 2010 - 15:36 - #42@Meursault: leggendo il tuo intervento, noto delle somiglianze con Nicolosi. Anche lui sostiene che cristianesimo e omosessualità siano un ossimoro e propone di cambiare l’orientamento sessuale. Tu proponi invece di cambiare convinzioni religiose. Credo che entrambe le strade siano poco rispettose dell’autodeterminazione delle persone. Conosco talmente tanti amici che sono umilmente cattolici e allo stesso tempo convintamente gay. Io stesso lo sono. Parlo di umiltà dell’essere cattolico perchè non vedo nessun “orgoglio” da sfoggiare. Essere cattolico non significa essere più “buono” di chi non lo è. Spesso è il contrario. Ma in una prospettiva generale, penso sia utile che qualche gay -magari una minoranza- decida di rimanere cattolico malgrado tutto, perchè dimostra che nessun totalitarismo ecclesiastico potrà mai fare pulizia etnica dei gay. Sarebbe un regalo troppo grande agli omofobi vaticani. Che ne pensi?
wiser
08 set 2010 - 19:45 - #43@Meursault
APPLAUSI!
Mi inchino di fronte alla tua esegesi e alla tua conoscenza.
E se sei single, conosciamoci e sposiamoci :D
bears-do-it-better
13 set 2010 - 09:51 - #44Qui c’è un equivoco di fondo che Gianni Geraci ha spiegato, ma molti si rifiutano di capire.
Essere Cristiani vuol dire credere in Cristo e nel Vangelo.
Il “Primato della Coscienza” è dottrina Cattolica CERTA! Vuol dire che secondo la religione Cattolica (non secondo me o secondo Gianni Geraci, ma secondo la Tradizione Cattolica) tra la mia Coscienza e il Papa, vince sempre la mia Coscienza.
Lo so che può sembrarvi strano, ma le cose stanno così. Alla luce di ciò tutti quelli che si dichiarano omosessuali e cristiani, agiscono secondo Coscienza, esattamente come prevede la Religione Cattolica, e non come avete scritto in molti, secondo una Religione fai da te.
Al contrario dire che “i cattolici fanno quello che dice il Papa” è un profondo travisamento del messaggio cristiano, e questa sì che sarebbe una religione fai da te, una religione basata sulla comodità di non rispondere alla propria coscienza e che si rifiuta di fare scelte morali.
Certo, questo travisamento è l’esempio che abbiamo davanti tutti i giorni, ma tra Ratzinger e San Agostino, per fortuna è ancora San Agostino ad avere più peso teologico…
Gustolo
16 set 2010 - 09:29 - #45Che esistano gay credenti, cattolici, musulmani, atei è ovvio al limite del banale.
Dire che che gli atei sono controproducenti nelle manifestazioni gay è aberrante.
I pride sono, e saranno, motivi di perenni discussioni e distinguo, c’è poco da fare: è una tipica sindrome italiana quella di voler le cose confezionate a propria misura (sempre, per carità, con la favola ormai stomachevole “che altrimenti la gente non ci capisce e ci diamo la zappa sui piedi” (sic!)), la scissione dell’atomo coinvolge tutti, anche il “movimento” glbt.
Personalmente non potrei essere credente, gay o non gay, contento me … così come i gay credenti dico “contenti loro”.
Non capisco però perchè, le manifestazioni di diritti non possano essere aperte a quante più realtà possibili senza essere terrorizzati dall’ “oddio chissà che combineranno!”.
Rispetto la volontà dei credenti di cambiare la chiesa, ma forse potrebbero farlo meglio partecipando ad un conclave piuttosto che a un pride.
Alle manifestazioni spesso partecipano tante realtà non direttamente legate a tematiche glbt (partiti, associazoni ecc.) ma per caritè, gli atei no che magari dicono pure qualcosa di anticlericale…sia mai! Resta il fatto che tante di quelle realtà, soprattutto politiche, sistematicamente smentiscono i loro presunti appoggi ai diritti, mentre le associazioni di non credenti sono sempre stati coerenti ed in prima linea nella difesa delle istanze glbt, senza se e senza ma.
Vorrei chiedere a Geraci se, come credente gay potrebbe partecipare a manifestazioni delle chiesa, in modo esplicito ed esibito …. penso che riceverebbe la stessa accoglienza che lui dimostra alle realtà atee/agnostiche.
Le posizioni di molti che si professano cattolici (credenti?) “macosacentrailvaticano” sono, vadetto, “eretiche” per la chiesa, è inutile girarci intorno, alla faccia del “vogliamo cambiarla da dentro”…ma quale dentro? Alla fine, se questo è, chi sono i veri anticlericali?
Se parliamo delle coscienze e della spiritualità di ognuno di noi non finiremo mai (è affar di ognuno), ma se persino qui ci si può sentire offesi da istanze secolari, ateistiche o altro…..bhe siam messi davvero male. In tutta Europa le associazioni atee partecipano senza polemica alcuna (anzi) ai gay pride, mentre in Italia “non sta bene”. Qua ci vogliono stuoli di psicanalisti, ma di quelli bravi.