Logo Blogo

Salviamo la vita di Ebrahim Hamidi, iraniano, condannato a morte per omosessualità

Pubblicato: 01 set 2010 da mario cirrito

Salviamo la vita di Ebrahim Hamidi, iraniano, condannato a morte per omosessualitÃ�  Esistono ancora tanti, troppi paesi dove l’errore umano viene punito con la pena capitale. Paesi dove la democrazia è forte o dove i satrapi governano col pugno di ferro e il nodo scorsoio. In questi giorni, è una donna e un ragazzo, entrambi iraniani, ad aver mobilitato le coscienze del mondo per salvare loro la vita. Sakineh Mohammadi-Ashtiani, è una donna di 43 anni, condannata alla lapidazione con l’accusa di adulterio e complicità nell’omicidio del marito. Ashtiani, madre di due bambini, ha già ricevuto 99 frustate e ora la aspetta la condanna finale.

Nei giorni scorsi si sono mobilitate intere nazioni per salvarle la vita, che resta sacra sempre e comunque. Personalità come Carla Bruni e Roberto Saviano, Dario Fo e Franca Rame, hanno chiesto di fermare la mano dei boia. Per tutta risposta, un giornale conservatore iraniano ha dato della “puttana italiana” alla moglie del presidente francese, sempre in prima fila nell’aiutare casi come questo. La barbarie non conosce civiltà. Ferma anche la protesta di Saviano.

Lapidarla – scrive lo scrittore – significherebbe lanciare un sasso contro ogni donna. Può sembrare retorico, scontato, persino falso, peché in fondo le donne da altre parti del mondo vivono come vogliono e forse nemmeno sanno chi è lei. Ma poiché queste sono parole è compito nostro trasformarle in sassi, colpendo chi l’ha condannata. In modo da riuscire ad essere in molti - e determinanti - nel dire, nel pretendere: “Nessuno levi la mano contro Sakineh”

Ma c’è il caso anche di un ragazzo, non ancora assurto alle cronache di massa. Si chiama Ebrahim Hamidi, 18enne e rischia la forca, accusato di presunta aggressione sessuale verso un uomo quando aveva 16 anni.

Ebrahim Hamidi è stato coinvolto in una rissa nella periferia di Tabriz, nella provincia dell’Azerbaijan orientale. In seguito lui e tre suoi amici sono stati arrestati, con l’accusa di aver commesso violenza sessuale su uno degli uomini con cui avevano lottato. Hamidi ha confessato il delitto dopo tre giorni di detenzione, durante il quale ha raccontato di essere stato torturato. Agli altri tre imputati è stato promesso che sarebbero stati liberati se avessero testimoniato contro Ebrahim Hamidi. Tutti e quattro sono stati inizialmente condannati a morte, ma nel corso di un terzo processo, gli altri tre imputati sono stati assolti mentre Ebrahim Hamidi è stato nuovamente condannato a morte per lavat, ovvero “sodomia”.

Il 7 luglio 2010, la presunta vittima ha ammesso, in una dichiarazione registrata dalla polizia, che i suoi genitori gli avevano fatto pressione per muovere accuse false.

Ora, Hamidi è senza avvocato dopo che Mohammad Mostafaei, suo difensore e avvocato per i diritti umani, proprio questo agosto è stato costretto a fuggire dal paese dopo aver ricevuto serie minacce di morte anche contro la sua famiglia.

A difendere il giovane 18enne non è rimasto nessuno, se non la nostra mobilitazione.

Dal 1990, l’Iran ha messo a morte circa 46 imputati minori, ovvero persone condannate per un reato commesso quando avevano meno di 18 anni. Otto di queste esecuzioni sono avvenute nel 2008 e cinque lo scorso anno. Almeno 135 minorenni sono ora nel braccio della morte.

L’appello da firmare per salvare la vita a Sakineh Mohammadi-Ashtiani lo trovate sul sito di Repubblica.

Quello per salvare la vita di Ebrahim Hamidi, sul sito di Amnesty International.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
6 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di Hatshepsut

    Hatshepsut

    01 set 2010 - 13:46 - #1
    1 punto
    Up Down

    Sono troppo barbara se penso che sarebbero da mandare al rogo tutti i governi e gli ignoranti che applicano/appoggiano queste condanne? E’ allucinante vedere tanti innocenti morire per reati mai commessi, soprattutto poi le donne stuprate che vengono accusate di adulterio. Al posto loro potevamo esserci noi, dobbiamo ritenerci fortunati a non essere nati in paesi che non ce l’hanno proprio una cultura, non si può parlare di civiltà di fronte a fatti come questi. Si può essere così ignoranti e non avere un briciolo di rispetto per la vita? Spero che soffrano le pene dell’inferno, devono morire di una morte lenta condita da dolori lancinanti.

  • Profilo di loran

    loran

    01 set 2010 - 15:04 - #2
    0 punti
    Up Down

    Bisognerebbe “informare” i nostri ministri degli esteri e delle pari opportunità che proprio ieri hanno lanciato un appello per Sakineh Mohammadi-Ashtiani perchè facciano altrettanto.

  • Profilo di wiser

    wiser

    01 set 2010 - 18:18 - #3
    0 punti
    Up Down

    La Francia ha lanciato l’appello, l’Italia ovviamente se ne guarda bene. Dov’è il ministro dei pari pomp*ni? Ad occuparsi di altre questioni più importanti immagino, come il processo breve per il suo pappone nano!

  • Profilo di nightingale

    nightingale

    01 set 2010 - 19:06 - #4
    -3 punti
    Up Down

    chi se ne importa di Hamidi

  • Profilo di gan1

    gan1

    01 set 2010 - 19:51 - #5
    1 punto
    Up Down

    A me importa, nightingale: importa eccome. Penso che potrei essere io al suo posto; o forse tu, chissà. Ti prego di non essere così stupidamente cinico.

  • Profilo di rikstyle

    rikstyle

    02 set 2010 - 08:21 - #6
    0 punti
    Up Down

    Chiedono un po troppi dati personali per l’appello di Amnesty, non credete?

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento