Difendo la scelta di Gianna Nannini, futura madre bisessuale

Difendo la scelta di Gianna Nannini, futura madre bisessualeI quotidiani, alcuni in prima pagina, scrivono della sensazionale notizia sulla rockstar italiana Gianna Nannini, sorpresa a fare compere in un noto negozio premaman londinese, a pochi metri dalla sua abitazione. La succulente notizia è stata riportata anche da noi. Ridde di voci hanno subito creato congetture su un probabile, misterioso compagno o sulla facile probabilità che la cantante fosse ricorsa all'inseminazione intrauterina. In tutte e due i casi, non più per la cantante, ma per la donna Nannini, è una splendida notizia. Come tante altre donne, o coppie di donne italiane che dopo l'approvazione della legge 40 che escludeva da quella pratica di maternità, singole e omosessuali,anche lei ha dovuto rivolgersi a strutture cliniche all'estero.

L'arretratezza su certi diritti e certe libertà oramai congenite nel nostro paese, spinge molti e molte a guardare altrove, si tratti di desiderio di riconoscimento per le coppie di fatto tra individui dello stesso sesso, o di irrinunciabili desideri di maternità. Probabilmente è quest'ultimo ad aver mosso il sentimento e l'azione della Nannini. Quello delle donne, mai dimenticarlo, è un mondo più complesso di quello maschile; più fragile e più determinato nelle società, anche moderne, che stentano a far fallire l'immarcescibile idea del patriarcato, dell'uomo superiore alla donna. Classica l'idea bislacca che se a tradire è l'uomo è un ganzo, a se a farlo è una donna, diventa subito donna da marciapiede.

Anche sulla maternità, mai diventare correttori di principi per cui far nascere un figlio a 20 anni è un dono e averlo a 54 anni diventa un infausto egoismo. È vero che a far di conto, il nascituro sarà adolescente e giovane quando la madre raggiungerà una veneranda età, più probabile che quella creatura non possa tenere l'affetto materno per tutta l'età adulta. Vero è anche che si è allungata la prospettiva di vita di noi comuni mortali. Se quel desiderio è nato in Nannini - ma non credo la sola - ad un'età diciamo avanzata, non la si può liquidare mettendola nel girone dell'egoismo. Forse esiste altro.

Neppure scomodare l'altra ipotesi dell'adozione. Cosa cambierebbe? Le donne oggi hanno il diritto di scegliere una loro vita coniugale, di coppia, persino di maternità, senza il giudizio profanatore degli uomini, di quanti non sanno profondamente cosa è portare in grembo una creatura, educarla in una famiglia dove due uomini o due donne si amano intensamente, dove queste creature vivono e crescono senza che mai si parli di loro in forme e maniere negative se non perché vivono e crescono in un nucleo familiare senza diritti e riconoscimenti.

Una maternità è pensata, soppesata, meditata, desiderata. Ancor di più se si ricorre all'inseminazione intrauterina come pare sia il caso della Nannini. Non credo si fa un passo del genere senza prima aver pensato ai pro e ai contro. E non ci si arriva per puro egoismo di donna.

Gianna, passando poi alla sessualità, ha forse la "sfortuna" di far dimenticare certe sue dichiarazioni in merito. Oppure in tanti non ricordano.

Nel 2002, molti quotidiani riportarono la sua dichiarazione di bisessuale, rilasciata a gay.it. In quella occasione, la Nannini dichiarò l'amore per i due sessi facendo comprendere quale alto valore avessero per lei i sentimenti coniugati anche al femminile.

L'amore per lo stesso sesso è una scoperta difficile - disse Gianna in quella occasione -. I gay stessi non è detto che siano riusciti a liberarsi. Quando vivevo a Milano facevo autocoscienza con il gruppo "Lotta Femminista". La nostra lotta consisteva nel confrontarsi con i problemi: soprattutto sessuali. Ci si raccontava le cose che si facevano col proprio uomo. È servito tantissimo. Andavi lì, ti confrontavi, facendo poi l'amore con le amiche. Il confronto avveniva anche sulle esperienze omosessuali. Venivano discusse le paure fino a trovare l'appartenenza alla libertà di ognuna. Io di sesso ne ho sempre parlato moltissimo, in gruppo, così vengono fuori meglio i blocchi mentali. Ho tradotto le mie scelte nella musica. "Lei" tratta di un amore tra donne: un rapporto dichiarato. La liberazione sessuale passa attraverso l'incontro. A volte, serve qualcuno che possa scatenare questi desideri che trovi incapaci a manifestare.

E ancora, sull'amore tra donne:

“Il rapporto omosessuale tra lesbiche e gay è diverso. Per la donna è stato sempre più difficile, causa i ruoli che le hanno imposto. Tutti dicono, ancora oggi, che se due donne stanno insieme creano scandalo o un problema, e ciò indica che i preconcetti esistono. Nel movimento lesbico questo si avverte molto di più. Per me dire che una donna fa sesso con un'altra donna è una libertà; è andare contro un certo tipo di razzismo sessuale. E questo io lo voglio!”

Insomma, pare ci troviamo nel perenne mondo dove viene marcata maggiormente l'omosessualità maschile e non quella femminile. L'esperienza dell'amore bisessuale femminile fa presto a rientrare nei ranghi del dimenticatoio.

È pur vero che nel mondo musicale sono in molti ad edulcorare l'omosessualità o la bisessualità di un artista, rendendola altro, per paura dei fans o del mercato, senza mai pensare che tanti artisti cantano l'amore omosessuale e sono omosessuali senza che sia venuta meno la stella del successo e del riconoscimento da parte dei fan. Prendete gli Ark, ad esempio. Ma qui in Italia, certi pregiudizi fanno radici troppo profonde per essere estirpate.

Probabilmente anche la Nannini non si è mai raccontata definitivamente, magari in nome di una privacy o altro, e forse anche questa sua ultima scelta la renderà ancora più inspiegabile.

Di certo se porterà avanti questa sua presunta maternità, con un compagno o una compagna, è una sua scelta, condivisibile o meno, ma resta tutta sua senza che altri giudizi la rendano migliore o peggiore di quello che è.

Riporto, per concretezza, un comunicato stampa diramato da Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti, dopo certi giudizi affrettati di certi mass media:

Lo pseudo servizio pubblico informativo della Rai-Tv ha fatto ieri sera, in uno dei suoi Tg di punta, un ignobile linciaggio nei confronti della cantante Gianna Nannini, ‘colpevole’ di essere in gravidanza, al 5° mese, pur avendo superato i 50 anni, senza che si sappia chi è il padre!

La notizia, anticipata da un settimanale, con fotografia della cantante in un negozio londinese pre-maman, è stata oggetto di un commento del professorone di turno che si è scagliato contro la gravidanza per le donne che superano i 50 anni, sottolineando che ciò che può aver determinato la gravidanza è ‘eticamente un problema’ e che ‘in Italia queste tecniche sono illegali’. Insomma, la cantante Gianna Nannini, una delle pochissime artiste italiane che danno prestigio all’estero, è stata così violentemente dipinta, criminalizzata, offesa, denigrata.

Noi non sappiamo perché Gianna Nannini è in gravidanza, e non ci interessa saperlo, così come non ci interessa sapere se è eterosessuale, bisessuale o lesbica, questione che invece sembra tanto appassionare quell’Italia dalla doppia morale, dalla tripla ipocrisia, dalla quadrupla o quintupla falsità che caratterizza l’operato dei fondamentalisti talebani di turno.

Nessuno tocchi Gianna Nannini, grande artista, futura grande mamma. Le auguriamo ogni bene e anche un sincero ‘tanti auguri figli femmine o maschi’ che siano

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