
Cristiana Alicata, come avrà già osservato chi l’ha letta lo scorso novembre su polisblog.it, non ha peli sulla lingua. A differenza dei suoi colleghi, consci quanto lei dei problemi del Partito Democratico, Cristiana non ha paura di spiegare perché l’opposizione si sta allontanando dalla comunità omosessuale italiana.
Nell’intervista che mi ha rilasciato per Queerblog.it, e che vi invito a leggere con attenzione, non si limita ad affermare che l’omofobia è insita in ogni partito. Per l’attivista politica, e lesbica dichiarata, il problema sono i propri dirigenti. Qualcuno, finalmente, ha il coraggio di ammetterlo.
Nelle stessa settimana in cui a Pesaro il Pd, dopo essersi allineato alla Lega Nord e l’Udc, ha votato contro il registro delle coppie di fatto una coppia gay proprio a Pesaro è stata aggredita. Crede che si tratti solo di una coincidenza? Quanto la politica influenza il presente dei cittadini?
Sì, è stato un caso secondo me. Il problema è che manca la voglia di intervenire in profondità. Ti dirò di più. I gesti simbolici di approvare registri e provvedimenti che poi non hanno riscontro nel codice civile servono perché la nostra battaglia è tutta giocata sulla visibilità contro chi vorrebbe relegare l’omoaffettività (togliamo la parola sesso, così non facciamo confusione) nel privato e nel chiuso delle case.
Ciò che mi aspetto da un governo di sinistra o dalle amministrazioni da noi governate sono pesanti interventi in materia culturale. Bisogna mischiare la nostra comunità con la città, in profondità però, non sulle piste da ballo dove fa figo un po’ di perversione, ma i froci continuano a fare schifo.
È come se per conoscere il mondo etero io passassi una settimana a Rimini girando per discoteche, club privé e tavolini su cui sniffare o scambiare coppie, invece di leggere Lessico Familiare o i Buddenbrook. Non so se si coglie la provocazione.
Gli ultimi due fanno parte del mio dna a dimostrazione che, in teoria, non esiste una cultura gay o etero. Ma noi dobbiamo uscire dal ghetto che ci relega solo come utenti di sesso con una persona dello stesso sesso. Non è così.
La politica influenza perché la politica ha il dovere di raccontare il Paese anche a chi ancora non lo conosce o vi resiste. Ha il dovere di farlo nei talk show e attraverso l’attività legislativa che promuova la conoscenza delle differenze.
Sia Giuseppe Civati che Paola Concia a queerblog.it hanno precisato che il Partito Democratico, di cui anche lei fa parte, non è omofobo. Sostenere la candidatura di Vietti (responsabile della mancata legge contro l’omofobia) crede che sia stata una scelta gay-friendly?
Quando Pippo e Paola (e tutti noi) diciamo che il PD non è omofobo parliamo del Partito. Dei suoi iscritti. È chiaro che c’è una divergenza abissale, spesso, tra le dichiarazioni della dirigenza (motivo in più per accelerare il ricambio non tanto generazionale, ma in termini di modernità) e la sensibilità delle persone con le quali, per esempio, siamo stati fianco a fianco alle feste estive del Partito Democratico.
L’affetto e la rabbia che la nostra gente prova per i soprusi a cui la comunità omosessuale e transessuale è sottoposta non trova riscontro nella vigliaccheria politica (tutta mirata alle alleanze) di tanti nostri noiosi notabili.
Sostenere la candidatura di Vietti non solo non è stata una scelta gay-friendly, ma è stata una scelta idiota. Non dimentichiamo che Vietti si è macchiato di aver contribuito a scrivere il legittimo impedimento e il falso bilancio. Due chicche che minano l’essenza stessa dell’uguaglianza dei cittadini. Tutti, non solo quelli omosessuali.
Paola Concia ha spiegato a Queerblog.it che al Pride di Napoli è stata fischiata dopo (cito testualmente) “aver provato a spiegare ai fascisti omofobi cos’è l’omofobia di cui si fanno portavoce”. Alla luce degli insuccessi della sinistra su tutto ciò che riguarda la tutela delle coppie di fatto crede che sia stato giusto non coinvolgere prima la destra?
Io credo che a sinistra, dopo essere stati i portatori sani della cultura per anni, abbiamo vissuto di rendita e non abbiamo più studiato. Ci siamo presi dei feticci in cui infilare i sogni e non ci siamo nemmeno accorti che intanto il mondo cambiava e cambiava e cambiava.
Così l’operaio del nord si è trovato accanto il marocchino, noi non lo abbiamo aiutato a capire perché non stavamo studiando più e lui ha votato Lega. La destra oggi è molto complessa. Esiste una destra laica, persino anticlericale ed una destra clerico-fascista, quella pericolosa. Sempre destra rimane, ovvio.
Ma se siamo convinti di voler vivere in un paese democratico e non in una dittatura comunista, dobbiamo sperare che alcuni passaggi di libertà li compia anche la destra sana. A Casa Pound dico di rinnegare la parola fascista, muro che non consente un dialogo sereno.
Ma forse anche noi dovremmo cominciare a rivedere alcune nostalgie comuniste, ricordando che per molti, nel mondo ormai globalizzato, in un Paese ormai multirazziale e multiculturale, la parola comunismo evoca morte e distruzione con la stessa violenza con cui il fascismo le evoca alla mia famiglia. Bisogna avere rispetto delle storie dei Paesi e delle persone.
Poi Casa Pound resta un luogo di elaborazione di destra con un approccio non condivisibile su tanti temi, vedi l’immigrazione e c’è ancora troppa ambiguità tra ciò che dicono a parole e tra ciò che molti militanti che si riconoscono in CP fanno in giro per l’Italia.
Lei, come altri esponenti del Partito Democratico, non ha mai nascosto la sua omosessualità che secondo molti dei nostri lettori stride con la coalizione di Pierluigi Bersani. Perché lei, ad esempio, non lavora con altri partiti come già sta facendo Franco Grillini dell’Italia dei Valori?
C’è una cosa che mi fa sorridere. L’idea della foglia di fico. Guardi il PD è l’unico luogo dove gli omosessuali non fanno la foglia di fico. Mi spiego. Quando lei vota un partito che ha come minimo il 25% io le assicuro che l’80% di quel partito seguirebbe Paola Concia in capo al mondo (nelle sue battaglie politiche).
Se lei vota un partito del 8% anche fosse tutto schierato su certi temi, ha votato meno gay friendly che se votasse PD. A parte le battute matematiche che comunque sono un dato, non voglio nascondermi dietro ad un dito. Noi dobbiamo, in questo partito, rinnovare totalmente la classe dirigente. D’Alema ormai è senilmente clericale.
La Finocchiaro è bravissima a parlare di Mafia, ma poi, per assurdo, fa gli auguri a Vietti perché dentro di se pensa che si vince solo con l’UDC. Veltroni fuggì dall’aula consigliare, quando era sindaco, per non essere presente mentre bocciavano il registro delle coppie di fatto.
Non conoscono più il paese, sono anni luce lontani. Per assurdo Franceschini che viene da una storia popolare e non comunista a volte appare più avanzato, più aperto. Forse perché è più giovane? Non me lo faccia dire. Marino che è un marziano è quello più avanti e la sua presenza nel partito ha costretto tanti a fare passi da gigante.
Noi stiamo bene qui dove siamo. Il Pd è il partito con il più alto numero percentuale di omosessuali militanti (forse SeL ci batte ma perché c’è Vendola, non per questione di DNA). IL nostro ruolo è quello di non abbassare mai la guardia. Senza PD non avremo un paese diverso.
Questo lo sanno bene tutti. Da SeL ad IDV. E allora la missione più difficile, ma più bella è proprio dentro al PD, un partito complesso, ramificato, non certo un partito di burocrati anche se vedete solo quello, spesso. Lo so. Dateci il tempo, stiamo lavorando per voi, anzi iscrivetevi in massa e conquistateci.
lella17
13 ago 2010 - 09:30 - #1mancava solo finisse con Vota Antonio…
si vede che hanno un bisogno marcio dei nostri voti poracci…non voterò mai più in italia manco sotto tortura, destra o sinistra sono solo dei buffoni che se ne fregano di noi e di tutti gli altri cittadini. Volete tanto la poltrona? Andate da ikea ve le vendono a prezzi ridicoli, così sarà in tema con la vostra ridicolaggine.
cristiana alicata
13 ago 2010 - 11:46 - #2E’ il contrario cara Lella, scusami se mi permetto di risponderti, ma la tua rabbia mi ha proprio colpito. Vi chiedo di partecipare, di fare, di non abbandonarci, ma non dal punto di vista elettorale.
Magari potrei essere io a votare te la prossima volta così me ne resto a fare l’ingegnere ed a scrivere libri. E le poltrone, sì, le ho acquistate tutte da Ikea.
Incazzarsi e non andare a votare non serve a niente. Credimi.
lella17
13 ago 2010 - 12:08 - #3Cristiana, quello che a lei piacerebbe tanto fare per il pd è una cosa, quello che direte tutti in campagna elettorale è un’altra e quello che faranno i suoi superiori qualora il pd vincesse sarà l’opposto dei due precedenti.
Comunque questo “paese” (fogna lo definisce meglio ma va bhe facciamo finta sia un paese giusto perchè i ratti non mi pare abbiano il passaporto io invece purtroppo ho il passaporto italiano e me ne vergogno) mi appartiene ancora per poco (spero) visto che ho in corso le pratiche di immigrazione altrove e rimango qui solo perchè costretta dai tempi burocratici dell’immigrazione che sono biblici, ma non esiterò a rinunciare a questa cittadinanza quanto prima, cittadinanza di un paese che mi ha delusa e che non mi accetta e che mi fa vergognare ogni volta che devo dire di dove sono. Quindi non vedo perchè dovrei votare. Auguri a lei e alla sua combriccola comunque. Sicuramente gente che si farà abbindolare dalle vostre belle promesse ce ne saranno…d’altronde se riescono a farsi abbindolare dal nano, figuriamoci…
gan1
13 ago 2010 - 12:17 - #4Cristiana, conoscendoti per altre vie, nutro una profonda stima di te, e ammiro e apprezzo quello che fai. La stessa stima che nutro per altri esponenti del PD, non importa se gay o etero. Come tanti altri elettori comuni, tuttavia, è la stima per il partito che si sta affievolendo sempre di più, e non solo a causa delle tematiche GLBT. Tu Cristiana dici di non lasciarvi soli, di iscriverci in massa e di “conquistarvi”: non succederà se non saprete darci un segno forte; se non saprete farci innamorare di voi.
Non è certo colpa nostra se regna questo clima di così grande disillusione nei vostri confronti. Personalmente mi sono stufato di turarmi il naso e di firmare deleghe in bianco regolarmente disattese su tutti i fronti. Datemi speranze, datemi entusiasmo, datemi progetti che possa condividere, se volete che possa continuare a seguirvi.
cristiana alicata
13 ago 2010 - 12:26 - #5@Lella17, la sua delusione è così forte e lei sta partendo, che non credo di poter fare nulla. Solo le chiedo di non pensare che chi fa politica “siamo tutti uguali”, non è così. C’è ancora qualcuno che lo fa perché ci crede. Fare politica dovrebbe essere una vocazione ed un servizio. Dubito che in altri paesi troverà cose così diverse se ha questa, ormai amara, concezione dell’umanità.
Anonimo7
13 ago 2010 - 12:34 - #6Più ti seguo e più sono convinta che votarti sia stata la cosa più giusta che io abbia fatto…
ho 18 anni…ed era il mio primo voto… e sono veramente fiera di averlo fatto!
Mancano i giovani in questa politica, giovani come te che riescono a trasmettere la voglia di combattere, di non mollare mai nonostante tutto…sarà dura, ma se cominciamo a fare come (purtroppo) la maggior parte dei miei coetanei, ovvero NON VOTARE, non andiamo da nessuna parte…
breather
13 ago 2010 - 12:41 - #7“di non abbandonarci”…
Se d’ora in poi voi omosex del Pd cominciate a lavorare affinché il vostro Partito stia dalla parte di una buona legge che dia dignità e diritti alle convivenze (anche attraverso una unione registrata per coppie conviventi etero e omosex, come fatto dall’Olanda dalla Francia dalle regioni spagnole, da Washington, dalla stessa Buenos Aires, ecc) e soprattutto dalla parte dell’inclusione urgente di gay e lesbiche nel Matrimonio Civile, allora questo appello può avere senso. Viceversa se continuate a parlare di partnership limitata agli omosessuali, obrobrio giuridico che i principali movimenti lgbt di questa terra non a caso definiscono ‘apartheid’, ‘ghettizzante’, ‘inferiorizzante’, ‘priva della dignità e della portata quotidiana che solo il matrimonio ha’ nonché discriminante verso le coppie conviventi etero desiderosi di un’ufficializzazione sì rilevante ma non classica e che persino vari Paesi del nord europa stanno man mano abbandonando finalmente, proprio non ci siamo. La vostra è una aspirazione di retroguardia, che non è al passo con l’evoluzione sociale, e che tende a ritardare la conquista del matrimonio vero per chissà quanto tempo. Continuare a non richiedere il matrimonio, sostituire tale richiesta con la richiesta di (pseudo)nozze - ghetto è la peggior mossa se si vuole arrivare alla conquista del matrimonio perlomeno prima di essere vecchi decrepiti; soprattutto in un Paese così clericalmente restio al cambiamento delle proprie leggi, al miglioramento delle proprie riforme, come l’Italia.
lella17
13 ago 2010 - 12:42 - #8Il paese in cui andrò è governato dai conservatori. Conservatori che hanno cercato di cancellare i diritti civili gay. E indovini un po’ che ha fatto l’opposizione? Glielo ha IMPEDITO. Voi non riuscite a farli approvare manco quando state al governo. Forse vi sfugge il concetto di opposizione: dovete farla a chi è in carica al momento non tra di voi. Un partito di opposizione che ha avuto la Binetti tra le sue file per tanto tempo perde ogni forma di credibilità e serietà anche una volta che questa se ne è andata.
Io non ce l’ho con lei, anche perchè è ovvio che fosse per lei cert cose si farebbero. il problema è il parlare a nome di un partito che si serve di lei, della Concia e altri dichiaratamente gay appunto per cercare di avere più voti dalla nostra comunità ma che al momento della resa dei conti non fa niente. Perchè non intervengono mai i vostri capi etero a parlare delle questioni glbt? o dei vari pestaggi che avvengono? sempre la Concia o adesso lei…mi sembra che ci sia più che del marcio e non sto parlando della Danimarca
lella17
13 ago 2010 - 12:50 - #9Breather la prova di quello che dici si è avuta in messico dove uno stato che approva le unioni civili ora rifiuta il matrimonio gay proprio in virtù del fatto che ormai ci sono le unioni civili e quindi non vedono il bisogno di approvare anche il matrimonio.
cristiana alicata
13 ago 2010 - 12:55 - #10Matrimonio ed adozione e modica della legge 40. Tanto per parlare chiaro. Punto.
In questi mesi sono intervenuti tantissimi etero (non ultimo, citato in questa intervista anche Pippo Civati, consigliere regionale della Lombardia e componente del direttivo nazionale).
A Roma grazie ad un consigliere del PD, eterosessuale, è stato approvato il testo che trovate qui e dove trovate anche tutte le azioni sul territorio lanciate in una campagna che si chiama “Maratona contro l’omofobia” fatta insieme da PD e SeL.
Non siamo foglie di fico è ciò che sto cercando di spiegare. SE il PD non fosse contaminato e contaminabile non ci sarebbe futuro per questo Paese. L’unica cosa che vi esorto a fare è: informatevi, leggete, seguite e giudicate le persone dai fatti non dalle etichette e nemmeno dai titoli dei giornali.
@Lella17, faccia buon viaggio, se proprio non può restare e glielo dico con il cuore di chi ha visto partire tanti amici etero e gay perché non hanno trovato spazi in questo paese.
breather
13 ago 2010 - 13:16 - #11L’unione ghetto che gli omosex piddini chiedono è ben altra cosa dal matrimonio.
E Pippo Civati è uno di quelli schierati contro il nostro diritto al matrimonio
C’è persino un video su youtube in cui lui dice chiaramente che è CONTRARIO.
Secondo lui gay e lesbiche sono degni di un “matrimonio” non del matrimonio vero.
Finché continuate così, cara Alicata, marciate male.
Poi non stupitevi se venite abbandonati.
In nome della decenza, smettetela di chiedere sostegno se avete queste posizioni.
marco gattafoni
13 ago 2010 - 13:35 - #12Lella, la politica, fatta come la fanno gli attivisti, quelli che vanno per le strade, per congressi, per feste e scrivono, è faticosa.
Per chi ha uno o più mestieri con cui vivere lo è ancor di più, e questo è apprezzabile.
E’ per questo che il qualunquismo, l’uso degli stereotipi sono peccati mortali.
Dobbiamo scegliere i migliori (che per i qualunquisti saranno i “meno peggio”).
Lo dobbiamo non al paese che amiamo, ma alle persone che amiamo che resteranno in quel paese.
Ogni altra posizione la considero oramai inconcepibile.
Voglio dire, smetti quando vuoi di occuparti del teatro kabuki o della cucina regionale abruzzese, ma smettere di votare è cosa stupida.
Ci sarà sempre qualcuno migliore di un altro che difenderà meglio degli altri l’idea di paese, regione, città che hai anche tu.
L’identità di visione e la fiducia totale in un politico (in una persona) è altra cosa, non è di questo mondo, ma -ti prego- gli stereotipi no!
un saluto affettuoso.
cristiana alicata
13 ago 2010 - 13:54 - #13Non mi risulta affatto che Pippo sia contrario al matrimonio, visto che la sera prima del Lingotto2, a Torino ha presentato con Chiara Lalli Buon Genitori che parla di omogenitorialità.
Sulla stessa posizione Debora Serracchiani, per esempio, segretaria del PD Friuli, europarlamentare.
Ed Ivan Scalfarotto, che te lo dico a fare, vicepresidente del PD.
Quando parli di ghetto omosex del PD forse capisco, ma vado oltre e penso al partito. Mi accomuna la politica alle persone, non i gusti sessuali, ok?
vedi, ti sto raccontando un partito che ancora non è…ma che con l’aiuto di tutti sarà., perché poi c’è la base, la gente che sta con noi.
Non ti dirò mai di votarci sulla fiducia però. Solo di prestare attenzione e poi scegliere.
Ciao.
breather
13 ago 2010 - 14:15 - #14Alicata… E’ deprimente vedere quanto siete lontani dal concetto di uguaglianza e da un vero rispetto verso gli interlocutori… che passa in primo luogo dal non prenderli in giro al non dargli del qualunquista o della persona che alimenta stereotipi appena apre bocca obbiettando qualcosa alle cavolate che le vengono propinate.
Il ghetto a cui mi riferivo era palesemente quello della partnership solo per gay a cui gli omosex impegnati a promuovere il Pd si riferiscono. Civati poi ha detto chiaro e tondo in quel video ‘le coppie gay non le chiamerei matrimonio’; anche lui quindi, per un motivo o per un altro, è schierato dalla parte della partnership apposita al posto dell’inclusione nel matrimonio civile quindi dalla parte dell’apartheid delle unioni, dell’umiliazione dei gay a persone indegne del matrimonio vero, degne al massimo di scimmiottare quello che possono fare e fanno gli etero.
Mi spiace ma finché avete questa linea e questi modi fate solo ribrezzo.
marco gattafoni
13 ago 2010 - 14:48 - #15breather, che c’entra cristiana con quello che ho scritto io?
prenditela con me.
io ho risposto a lella in base al suo commento:
“si vede che hanno un bisogno marcio dei nostri voti poracci…non voterò mai più in italia manco sotto tortura, destra o sinistra sono solo dei buffoni che se ne fregano di noi e di tutti gli altri cittadini. Volete tanto la poltrona? Andate da ikea ve le vendono a prezzi ridicoli, così sarà in tema con la vostra ridicolaggine”.
E se questo non è qualunquismo non parliamo la stessa lingua.
wiser
13 ago 2010 - 14:53 - #16Io ritengo che la lotta all’interno dei partiti italiani sia cosa buona e giusta, perché in fin dei conti coloro che voteranno la legge sull’estensione del matrimonio alle coppie omosessuali saranno loro. Quindi è giusto e auspicabile che ci sia chi si sporca le mani nel PD, come ho detto di Paola Concia, così come nel PdL e via dicendo.
Però io penso anche una cosa: è la politica che deve andare incontro ai cittadini e non il contrario. Bisogna manifestare per i propri diritti, farli presente alla politica sorda, instaurare un dialogo, ma non avallare proprio chi questi diritti vorrebbe negarceli. Ho letto che addirittura SeL si sta comportando in modo piuttosto ambiguo e poco incisivo sui diritti LGBT per quanto riguarda il matrimonio e l’adozione (quindi gli argomenti grossi, non le mozioni contro l’omofobia) e questo ritengo sia inaccettabile. A questo punto non biasimo, onestamente, chi ha deciso di non votare più, perché, dopo tutti questi anni e tanti sforzi, invece di andare avanti si va indietro.
C’è chi ha la capacità e la tenacia di resistere, ed è una buona cosa questa, ma c’è anche chi non ce la fa e non se la sente, e non gliene si può fare una colpa, ognuno agisce in base alla propria personalità, sensibilità e capacità.
Detto questo, io non ho mai votato PD e non lo voterò finché non prenderà posizioni chiare e univoche sui diritti LGBT. Il dialogo è sempre aperto, così come lo è se ci vogliono ascoltare i finiani, insomma. Ma il voto è tutta un’altra cosa, quello va meritato su basi concrete e non su promesse, a mio avviso.
breather
13 ago 2010 - 15:16 - #17@ gattafoni… certamente quella parte della frase era conseguenza dell’intervento tuo, ciò non toglie che stavo facendo un ragionamento generale in merito alla discussione. In merito a quello di lella… no, mi spiace ma non è qualunquismo. E’ disperazione e rabbia nel vedere che in Italia sia la destra sia la sinistra sono dicono cose da fare accapponare la pelle a chiunque abbia un minimo di cognizione di cosa significhi uguaglianza e giocano non poco sulla nostra pelle. Non a caso il pd fa le scelte che fa e gli omosex impegnati a promuovere il Pd sono i primi a sostenere l’apartheid antigay.
cristiana alicata
13 ago 2010 - 15:19 - #18Wiser (e tutti), però mi sfugge un dettaglio. Dove è scritto, quando è accaduto che ci siamo trovati io e te (ma solo per esempio) io da una parte e tu dall’altra.
Io prima di fare politica, sono un’elettrice. Solo che ho deciso di cercare di incidere.
E’ chiaro che stando a casa propria ognuno di noi ha la sua personale e perfetta piattaforma politica individuale.
Fare politica significa fare assomigliare la piattaforma di un Paese alla propria.
IO non lo faccio di lavoro, lo faccio gratis, poi si vedrà.
Per questo vi esortavo a darci una mano.
lella17
13 ago 2010 - 15:24 - #19Marco ho detto che ho smesso di votare in ITALIA che non è più (e mai è stato in realtà) il MIO paese. Il mio paese ora è un altro non per scelta mia, è capitato che fosse quello e l’ho accettato dal momento che lì (botta di c*lo che non nego) vive la persona che amo e che ho intenzione di raggiungere. E io LI’ voterò e mi dannerò l’anima perchè le battaglie di QUEL paese che io sostengo possano portare a qualcosa di buono. Fortunatamente le lotte GLBT sono state già vinte, ma ce ne sono altre in corso a cui tengo e a cui voglio dedicarmi. L’Italia per me non è altro che un’anticamera adesso. Una sala d’attesa anzi, dove mi tocca stare ancora per non so quanti mesi perchè l’altro paese la considera una sorta di Iran e quindi prolunga i tempi di immigrazione. Ma io per il MIO paese mi danno l’anima e non vedo l’ora di poter partecipare attivamente alla sua vita politica, perchè non sarò ancora canadese sulla carta, ma nel cuore lo sono eccome.
Detto ciò anche non votare è un voto in sè, non è “stupido” come dici tu. Se uno non riesce a riconoscersi in nulla di quel che gli viene proposto perchè dovrebbe vendersi tanto per dare un voto a qualcuno che comunque non lo rispecchia in pieno? Sarebbe come sposarsi con qualcuno che magari è un figo assurdo ma poi appena apre bocca vorresti impiccarlo all’albero più alto… perchè farlo? Incominciate a venire DAVVERO incontro a TUTTI i cittadini e poi se ne riparlerà.
Ma d’altronde la politica italiana è specchio dell’Italia. O fai quel che dico come lo dico o sei stupido. Vedo che non serve essere pidiellini per insultare chi non la pensa come noi allora…ha fatto scuola il buon nanetto da giardino pelato.
marco gattafoni
13 ago 2010 - 15:37 - #20Non ho mai detto che sei stupida, lella.
Faccio cose stupide di continuo, e nonostante questo non mi considero stupido.
Il tuo non voto è e sempre sarà l’obiettivo massimo dei nemici delle idee che ti sono care.
lella17
13 ago 2010 - 15:39 - #21Marco, io ho semplicemente seguito il tuo discorso di:
“Voglio dire, smetti quando vuoi di occuparti del teatro kabuki o della cucina regionale abruzzese, ma smettere di votare è cosa stupida.”
non avrai dato della stupida direttamente a me, però all’azione del non votare sì… non cambia molto la solfa…è un “insultare” quello su cui non si è d’accordo
cristiana alicata
13 ago 2010 - 16:36 - #22Concordo sul fatto che l’astensione non è sempre una scelta di ignavia. Spesso è una scelta consapevole, come quella dei tanti romani che tra Rutelli ed Alemanno andarono al mare. E chi dovevano votare? E di chi era la colpa? Certo nostra che candidammo Rutelli. Su questo siamo noi a dover recuperare, noi che abbiamo scelto di fare politica. Su questo sono d’accordo con Lella17, anche se continuerò a lottare per far sì che quell’astensionismo scompaia. Anche se dipende da noi, solo da noi, quel noi composto da chi ha fatto la mia scelta, scelta che sempre, vi esorto a fare. Partecipare.
francesco65
13 ago 2010 - 17:05 - #23Io invece faccio il contrario, stanco delle solite promesse mai mantenute : tornerò a votare SOLO quando sarà approvata una legge sulle unioni di fatto o matrimonio. Chi la farà passare, destra o sinistra, avrà il mio voto. Fino a che questo non succederà il mio voto sarà di protesta e quindi perso. Per informazione, io sono uno dei tanti gay che non ha più votato sinistra, il mio compagno pure. Ci sentiamo traditi e presi in giro. Buona fortuna, PD !
claroscuro
13 ago 2010 - 19:17 - #24le tv sono del nano, le case editrici sono del nano…non è che pure l’opposizione è del nano? questo spiegherebbe perchè oltre a no fare per niente “opposizione” ha sempre quel tono da”armiamoci e partite!”…
lella17
13 ago 2010 - 19:57 - #25Claroscuro: al solito non potrei essere più d’accordo! Come disse Benigni: figuriamoci se pure l’opposizione fosse di sinistra oltre ai giudici e ai giornalisti!
Invece di dire Ci impegneremo a rispettare tutti se ne vengono qui a dirci Venite a iscrivervi in massa al partito e forse faremo qualcosa…no ma anche no…era riferito a quello il mio Vota Antonio nonchè la polemica iniziale…
Federico Sembolini
14 ago 2010 - 01:00 - #26‘e poi ci dicono tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera, ma è solo un modo per farci restare chiusi in casa quando viene la sera’
vedo che con alcuni funziona
p.s. capisco la vostra rabbia, ma non sarebbe il caso di prendere il coraggio a due mani e queste cose dirle a chi dentro il PD (e non solo) rema contro i diritti dei gay? a cosa serve dirlo a quei pochi (mica tanto pochi in realtà, solo che non vogliamo vederli) come Cristiana che stanno veramente dando l’anima per cambiare le cose?
p.s. 2: ma credete veramente che in Spagna Zapatero una mattina si sia svegliato ed abbia detto ‘quasi quasi faccio sposare i gay’? le leggi che gli omosessuali spagnoli hanno ottenuto sono il frutto di anni e anni di lavoro dal’INTERNO degli iscritti lgbt del Partito Socialista spagnolo… non sarebbe il caso di rimboccarci le maniche anche noi invece di lamentarci e non andare a votare? o anche noi a sinistra stiamo aspettando un Berlusconi che decida tutto per noi?
wiser
14 ago 2010 - 01:40 - #27Federico, non si può votare sulla fiducia, fra l’altro, lasciamelo dire, alquanto mal riposta nel PD. Un conto è invitare altri a fare attivismo all’interno del Partito Democratico, e su questo sono d’accordo, io ritengo che ci vogliano altre e altri Concia, Alicata, etc … Un conto è chiedere di votare quel partito … Per cosa, io mi chiedo. Di solito si vota il partito che maggiormente ci rappresenta giusto? Ecco, un partito che non prende posizioni chiare e univoche sul tema dei diritti LGBT, ma non solo (laicità, testamento biologico, e altre cose) per quanto mi riguarda non è votabile.
wiser
14 ago 2010 - 01:46 - #28Poi, scusa, permettimi di farti una domanda: chi ti dà la certezza che in questa discussione ci sono persone che si lamentano senza fare nulla di concreto? Per quanto mi riguarda è esattamente l’opposto, io nel mio piccolo mi do da fare per cercare di cambiare le cose, ma la lotta per i diritti si può condurre in vari modi, non solo militando all’interno dei partiti, ma anche agendo da privati cittadini che si rivolgono e dialogano con le istituzioni, dinamica che personalmente mi si adatta meglio.
breather
14 ago 2010 - 11:03 - #29@ Federico Sembolini… il lavoro che in Spagna i gay hanno fatto per anni e anni anche dall’interno dei Partiti era fondato sulla volontà di conquistare l’uguaglianza cioè il riconoscimento di vero e proprio matrimonio, non sulla volontà di istituire un’umiliante apartheid delle unioni rimandando la lotta per l’uguaglianza vera sine die. Alla base c’era quindi una sana esigenza di eguale dignità, perciò di essere considerati e trattati da degni del matrimonio, non da degni di uno scimmiottamento del matrimonio appositamente creato per i froci, di un matrimonio per modo di dire.
Qui mancano completamente le premesse minime per fare il discorso che fai tu.
claroscuro
14 ago 2010 - 15:48 - #30hola lella :) sempre lieta di trovare il tuo appoggio!
@ federico: te l’hanno già fatto notare, ma anche io vorrei capire come si fa a dare fiducia a un’ opposizione che non è altro che un alter-ego del nano travestita(e pure male!) da sinistra! quale leader del PD ha fatto qualcosa di utile ultimamente? ma non solo per noi lgbtq ma proprio in generale! l’istruzione e l’università vanno tranquillamente a put**ne e nessuno si muove, all’estero perdiamo sempre più credibilità e nessuno lo fa notare, il fatto che un nano abbia in mano TUTTO di un intero paese che formalmente viene chiamato repubblica è percepito come normale dalla popolazione(o non è percepito affatto)e nessuno si muove! dove la prendiamo ’sta fiducia?
martata
14 ago 2010 - 23:48 - #31Cristiana, apprezzo molto la tua forza di battersi per le tue (e altrui) idee.. come apprezzo il lavoro di tante che altre persone che non fanno parte di questa “elite” che tu chiami dirigenza di partito.
Già il termine “dirigenza” rimanda a partiti-azienda e fa rabbrividire però esprime molto bene la condizione attuale del PD, piuttosto distante dal concetto di democrazia come nelle recenti primarie (e spazi dedicati ai candidati).
Anche io uso il non-voto come messaggio per questa irraggiungibile dirigenza del PD ma i loro commenti sono “gli italiani non hanno votato perché era una bella giornata di sole e si sono fatti una gita”… è mortificante sentirsi dare della svogliata anziché voler cogliere un messaggio, non solo il mio messaggio, e mettersi in discussione.
Come al Lingotto, sono sicura che proverai a dire sempre quello che pensi ma ho paura che potresti cedere alla giustificazione del tuo partito.. alla necessità di un leader carismatico piuttosto che in vere posizioni… a giustificare alleanze assurde in vista di nuove elezioni. Ho paura tu possa venire ammansita
cristiana alicata
15 ago 2010 - 00:37 - #32Questo non accadrà mai. Te lo prometto.