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Chiesa accogliente verso i gay: due “piccoli” esempi

Pubblicato: 11 ago 2010 da Robo

Chiesa accogliente verso i gay: due â��piccoliâ�� esempiDal sempre interessante e stimolante blog di don Franco Barbero riporto una testimonianza, delicata e forte allo stesso tempo. Si parla della celebrazione di un matrimonio religioso tra due donne avvenuto a Salerno. Sì, avete letto bene: matrimonio + religioso + lesbiche + Italia.

“È stata una celebrazione all’insegna del pluralismo. Ci siamo trovati a Salerno provenienti da esperienze culturali e religiose diverse che hanno dato vita ad un dialogo rispettoso e gioioso. Le due spose, contornate da una schiera di familiari, di amiche e di amici, hanno fatto rivivere a tutti noi una celebrazione eucaristica in cui il Vangelo, né imposto, né incanalato nelle solite interpretazioni, ha trovato risonanza in molti cuori. A celebrazione avvenuta, per me è stato piacevole e coinvolgente il dialogo con tante persone sulla fede, la chiesa, la figura di Gesù, l’etica, il tradizionalismo vaticano… Il Vangelo, spogliato degli abiti ecclesiastici, resta più che mai fresco e stimolante.”

Sempre sul tema chiesa (quella vera, fatta dal popolo di Dio) e gay, l’acuta teologa Adriana Zarri, commentando l’incontro del vescovo di Parma con gruppi di omosessuali, ha recentemente scritto sulla rubrica che tiene per Il Manifesto:

Per fortuna sono finiti i tempi in cui un gay era come un appestato e sono cominciati tempi nuovi in cui i vescovi (non tutti ma qualcuno, speriamo molti) non temono di “sporcarsi” le mani toccando questi ex intoccabili, di “sporcarsi” la bocca conversando con loro, di “compromettere” il loro onore intrattenendo rapporti amichevoli con questi nuovi amici.

Foto | Flickr

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37 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di lella17

    lella17

    11 ago 2010 - 09:36 - #1
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    Per carità, buon per loro… ma onestamente penso che il matrimonio religioso sia qualcosa da vivere per se stessi, quello che conta è quello civile. Anche perchè la religione non è uguale per tutti in uno stato LAICO, mentre la legge sì…cioè dovrebbe almeno in teoria esserlo. Queste notizie non fanno che passare la solita idea che ai gay interessa in primo luogo sposarsi in chiesa con il vestito bianco/smoking e fare quelle pagliacciate in stile il mio grosso grasso matrimonio etero. Quando non c’è niente di più sbagliato. Poi tanti auguri a questa coppia se era quello che per loro contava tanto meglio.

  • Profilo di robo_

    robo_

    11 ago 2010 - 09:43 - #2
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    Scusa, lella17: ma perché se uno si vuole sposare in chiesa (e ne ha la possibilità) deve per forza essere “una pagliacciata”? Il fatto che lo stato debba essere laico non vuol dire che nessuno si possa più sposare in chiesa. Le due donne di Salerno si son voluto sposare in chiesa: che male c’è? Perché non potrebbero farlo? Queste notizie sono la testimonianza che il mondo (come la chiesa) è vario. E, nella sua varietà, va apprezzato e rispettato. Tu ti vorrai sposare in comune? Benissimo! Loro si vogliono sposare in chiesa? Altrettanto bene.

  • Profilo di gan1

    gan1

    11 ago 2010 - 10:09 - #3
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    Come dice Lella, il matrimonio religioso non è un diritto, ma una personale esigenza che nasce dalla fede. Che questa esigenza possa trovare ascolto e riscontro da parte di alcune istituzioni religiose non può che farmi piacere. Alcune chiese luterane in giro per il mondo lo celebrano già; in Italia i valdesi ci stanno riflettendo, e credo non tarderanno molto ad arrivarci. E sono contento che anche alcune componenti eterodosse del cattolicesimo stiano facendo lo stesso percorso.
    La rivoluzione più dirompente si compirà proprio quando il comune senso religioso non avrà più nulla da obiettare davanti alle coppie di persone dello stesso sesso che stanno insieme per amore; e quando i ministri del culto benediranno senza esitazioni queste famiglie, al pari delle altre.

  • Profilo di robo_

    robo_

    11 ago 2010 - 10:20 - #4
    -1 punto
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    Sì, gan, il matrimonio religioso non è un diritto. Ma non è nemmeno uno “scimmiottamento” però. Io anche sono per i matrimoni civili (e con il mio compagno siamo iscritti al Registro delle coppie di fatto del nostro comune); però se due persone omosessuali si vogliono sposare in chiesa, sono felice per loro se possono farlo. A volte noto – ma forse sbaglio – che se uno parla di “matrimonio religioso” viene automaticamente considerato in errore. Perché? Una cerimonia come quella descritta da don Barbero (che celebra unioni omosessuali da anni), in cui partecipano le famiglie, gli amici e la comunità credo che sia sempre un segno “reale” di amore, al di là del rito “civile” o “religioso”.

  • Leoo

    11 ago 2010 - 10:27 - #5
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    Io sono anticlericale,tendenzialmente ateo,accolgo il messaggio cristiano,ma certo,non sono un cattolico osservante dei rituali da stregoni,ma non vedo cosa ci sia di male nel credere in Dio finchè lo si faccia con una certa acutezza!Cioè personalmente lo trovo poco realistico,incomprensibile,ma se qualcuno ci crede,sono felice per lui che ha qualcosa a cui appigliarsi nei momenti bui!Come dice lella,sarebbe certo,molto più importante partire da basi civili(essenziale anzi!),però basta a guardare con disprezzo chi ha fede!
    Questo è un altro esempio di intolleranza da parte nostra.Siamo ottusi,associamo la fede a papa Ratzinger e allora sì che ci dà fastidio!

  • Profilo di gan1

    gan1

    11 ago 2010 - 10:31 - #6
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    Appunto Robo. Fossi credente sognerei anch’io il matrimonio religioso, almeno per me e per il mio compagno. Non certo per lo smocking bianco, i confetti e la marcia di Mendelssohn, ma perché sognerei di sancire la mia unione all’interno della “ecclesia”, della comunità degli altri credenti, e promettere di viverla sotto la luce del mio Dio.
    Non sono credente, ma provo grande rispetto e massima simpatia per quanti hanno aspirazioni del genere.

  • Profilo di lella17

    lella17

    11 ago 2010 - 10:34 - #7
    2 punti
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    Robo, ho detto che sono felice per loro ma per la causa gay è quasi deleterio dal momento che la gente penserà che tutti i gay vogliono sposarsi in chiesa tanto per imitare gli etero…come già pensano. In realtà questo è solo il desiderio di alcuni gay, dal momento che agli altri di essere riconosciuti da una certa religione e non dallo stato non cambia nulla…

  • Profilo di robo_

    robo_

    11 ago 2010 - 10:39 - #8
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    Dai lella17: addirittura deleterio! Considerando che in Italia sono più le coppie omosessuali sposate “in chiesa”, non direi proprio. Poi “la gente” (detto con inflessione alla Tina Pica!) pensasse quello che vuole: già ne pensano tante, no? Se il discrimine è l’approvazione della gente, non faremo mai nulla.
    Ripeto: sono per il matrimonio civile. E, prima di tutto, sono per la gioia delle persone.

  • Profilo di Alexpf

    Alexpf

    11 ago 2010 - 10:57 - #9
    2 punti
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    Anche io non vedo positivamente la cosa, almeno in questo momento, almeno in questo Paese. La vedo più come un’imposizione di principio che la manifestazione di un senso religioso che invece abbiamo tutto il diritto di coltivare e che può aprire un dialogo. Dobbiamo “lavorare” alla nostra partecipazione alla celebrazione eucaristica non certo prendercela, perchè perde di significato.

  • laura suarez

    11 ago 2010 - 11:04 - #10
    0 punti
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    Siamo alle solite. Non appena ci sono notizie buone come questa, molte lesbiche italiane si chiudono nel loro castello e tirano su il ponte levatoio. Insomma, si puo` sapere cosa vogliamo una buona volta? Vogliamo essere riconosciute dallo stato, ma quando qualcuno cerca di avvicinarsi scappiamo via; ci lamentiamo di non sentirci rappresentate nel mondo dei vip e dello spettacolo, ma quando qualcuna si fa avanti l’accusiamo di essere finta e farlo solo per la pubblicita`; ora che qualche rappresentante della chiesa dimostra di essere un po’ piu`aperto dei suoi colleghi, ancora una volta c’e` chi storce il naso, proclamando la propria laicita`. E chi ve la nega, ma ci potra`pur essere qualche lesbica credente che sogna il matrimonio in chiesa, no? Saranno libere di farlo, credo. Non sara`che piu`che da lesbiche, ci comportiamo da perfette italiane, lamentandoci di tutto e di tutti, e siamo le prime a rifiutare le mani che ci vengono tese solo perche’ cambiare idea e`mentalmente faticoso?

  • Profilo di lella17

    lella17

    11 ago 2010 - 11:04 - #11
    1 punto
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    Peccato che siamo teoricamente in democrazia e se permetti quello che la gente pensa come dire è leggermente importante. se i gay hanno tanto bisogno di riconoscimento spirituale, cambino religione invece di elimosinare da una che li schifa apertamente oppure rimangano cattolici ma si allontanino dall’istituzione della chiesa invece di stare sempre appiccicata alla sottana di una banda di pedofili nazisti che li vuole morti. Gesù è una cosa, la Chiesa è l’opposto. E’ impossibile credere in Gesù e al tempo stesso alla Chiesa se si è dotati di spirito critico e raziocinio. poi facciano come vogliono, come ho già detto buon per loro!

  • Profilo di lella17

    lella17

    11 ago 2010 - 11:07 - #12
    1 punto
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    Laura Suarez, sono pagana e non me ne frega nulla della chiesa e del suo ipocrita riconoscimento. Sono quanto di più lontano dalla tipica lesbica italiana, a riprova del fatto che sto in questo forum invece che i soliti forum di lesbiche per lesbiche dove non si parla che di fi*a e affini. Se voi siete contenti buon per voi santo cielo l’ho detto 4 volte oramai, ma si dovrebbe esultare il giorno in cui TUTTI potranno sposarsi davanti alla LEGGE.

  • Profilo di lella17

    lella17

    11 ago 2010 - 11:16 - #13
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    Poi scusate, sono state sposate da Don Barbero quindi un prete SCOMUNICATO…questo è quanto la chiesa cattolica ci accetta dai…è una contraddizione assurda. Ripeto, si può credere benissimo in Gesù ma non nella chiesa cattolica, un’istituzione che dice che i pedofili sono meglio dei gay!

    State sempre a dare agli altri dei buonisti ma mi pare che quando si tratta della chiesa ora siete voi i buonisti, non si può aprir bocca che subito attaccate. Se non è tipico atteggiamento italiano questo di intervenire a spada tratta in difesa della chiesa cattolica non saprei quale sia allora.

  • verduraio matto

    11 ago 2010 - 11:16 - #14
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    nessuno dice il contrario, lella. Ma se io voglio esultare anche perché due donne si son sposate in chiesa, perché non posso farlo? Tu sei pagana. Buon per te. C’è chi crede in qualcosa e buon pure per lui. Perché noi gay, lesbiche, bisex, transessuali, intersessuali e compagnia cantando dobbiamo ripetere gli eterni cliché della cultura etero del dividere nettamente quello che si può fare, da quello che non si può fare? Questo è vero conformismo, per riprendere le parole di Bruce LaBruce dell’altro giorno!

  • Profilo di robo_

    robo_

    11 ago 2010 - 11:18 - #15
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    @lella17: l’aggettivo “cattolico/a” non compare mai nel testo che ho scritto, l’hai tirato fuori tu…

  • Profilo di lella17

    lella17

    11 ago 2010 - 11:18 - #16
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    *rolleyes PIENO* sesta volta: ho detto che sono FELICE per loro. PUNTO. ma non sono felice per la comunità gay. fine.

    Poi il “c’è chi crede in qualcosa”…essere pagano=credere in qualcosa…non ho detto atea e anche se l’avessi detto non ci sarebbe stato nulla di male, ma tanto per precisare perchè si è capito l’altro giorno che in italia non cattolico=ateo…

  • Profilo di gan1

    gan1

    11 ago 2010 - 11:35 - #17
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    @ Alexpf: ma infatti nessuno “pretende”! La celebrazione di Sorrento e le altre dello stesso genere nascono all’interno di comunità cristiane, sono il frutto di elaborazioni collettive condivise ma limitate; non sono nè imposizioni, nè atti unilaterali. Sono semmai la manifestazione e la realizzazione del precetto evangelico che recita: “Amatevi l’un l’altro come io ho amato voi”. Chi ama i propri fratelli deve lottare per la loro felicità.

  • Profilo di lella17

    lella17

    11 ago 2010 - 11:37 - #18
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    celebrazioni eucaristiche non cattoliche non mi risultano…

  • Profilo di robo_

    robo_

    11 ago 2010 - 11:42 - #19
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    Ripeto, lella17: il termine cattolico non figura nel post. Il fatto che a te non risultino, comunque, non vuol dire che non esistano.

  • Profilo di gan1

    gan1

    11 ago 2010 - 11:51 - #20
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    Lella, le celebrazioni eucaristiche le fanno anche tutti gli altri cristiani non cattolici: ortodossi, luterani, valdesi, evangelici, copti, armeni, avventisti, metodisti, anglicani, e chi più ne ha più ne metta.

  • Profilo di Alexpf

    Alexpf

    11 ago 2010 - 11:59 - #21
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    dove l’ecumenismo non arriva, ci arriviamo noi con un’orgia religiosa benvoluta e “condivisa” dalla chiesa cattolica? sarebbe davvero interessante sapere un sacco di particolari (luogo fisico dell’avvenimento, religiosi…) su questa celebrazione.

  • Profilo di gan1

    gan1

    11 ago 2010 - 12:08 - #22
    0 punti
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    Alexpf, si, sarebbe bello che ti informassi di più, magari non useresti quel “noi” e nemmeno la brutta espressione di “orgia religiosa”. Ad esempio potresti leggere delle unioni fra persone dello stesso sesso benedette da don Barbero ( che NON è la chiesa cattolica) e approvate dalle loro comunità d’appartenenza (che NON sono la chiesa cattolica). Quando ti sarai fatto un’idea più completa magari ne riparliamo. Al momento mi sembra che il tuo ragionamento sia condizionato da una logica “politica” che però in casi come questi non ha molta ragion d’essere.

  • breather

    11 ago 2010 - 12:16 - #23
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    Se veramente è stato matrimonio religioso, è una bella notizia!
    Altro che pagliacciata…
    Questa volta non mi trovo tanto d’accordo con lella; trovo infatti che i matrimoni religiosi tra fidanzati dello stesso sesso vadano sempre più diffusi e promossi. Che siano organizzati da preti cattolici magari scomunicati o da esponenti di altre Chiese magari di gran lunga più aperte in materia rispetto a quella cattolica. Queste nozze sono molto importanti per le coppie credenti in questione e per il messaggio di amore e inclusione che mandano al resto della società specie a chi crede molto e non ha mai sentito nessun esponente religioso dire che Dio accetta l’amore omosessuale.
    Già: anche i preti, il riso, gli abiti bianchi (in caso di donne), ecc combattono l’omofobia.

  • Profilo di gan1

    gan1

    11 ago 2010 - 12:26 - #24
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    Apprendo che il 19 Settembre a Torino si sposeranno Sara e Raffaella , e le due mamme presenteranno alla comunità i figli Mia e Alessandro. Credo abbia ragione don Barbero quando scrive che ” La realtà dei gruppi di gay e lesbiche credenti, dentro le varie chiese cristiane è un fiume in piena crescente, inarrestabile. Moltissimi gli omosessuali che, senza far parte di questi gruppi, continuano il loro cammino di fede. Persino le gerarchie cattoliche, tra passi all’indietro, doppiezze e ambiguità (…) sono costrette ad entrare in qualche modo in dialogo con gli omosessuali e le lesbiche.”
    E credo abbia ragione anche quando dice che ” l’emarginazione non è affatto finita, ma si tratta di un cammino umano ed evangelico irreversibile per il quale dobbiamo continuare a lavorare, pregare, lottare.”
    Un fiume in piena ed un cammino che noi “non credenti” abbiamo il dovere di rispettare.

  • Profilo di gan1

    gan1

    11 ago 2010 - 12:30 - #25
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    Breather, si, è stato a tutti gli effetti un matrimonio “religioso” e cristiano. Certamente molto più spirituale, partecipato e sentito , sia da parte delle spose che della comunità dei credenti, che non tante sfarzose nozze da mille e una notte.
    Ricordo che nel sacramento del matrimonio i ministri sono gli sposi, che si sposano da soli davanti a Dio e alla comunità, e non vengono sposati da un intermediario.

  • Profilo di robo_

    robo_

    11 ago 2010 - 12:35 - #26
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    bravo, gan: il prete nel matrimonio religioso ha la semplice funzione di un “pubblico ufficiale“ che certifica l’intenzione degli sposi.

  • Profilo di Alexpf

    Alexpf

    11 ago 2010 - 13:58 - #27
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    gan1: quindi se don Barbero - che stimo fortemente - “che NON è la chiesa cattolica” ha celebrato un matrimonio gay ha lo stesso valore se fosse stato celebrato da un appassionato di Star Trek, pur con tutta la spiritualità che uno ci può mettere. E allora dove sarebbe la notiziona, sembra quasi che si sia rotta una qualche ortodossia!? Il fatto che alcune persone, pur con senso religilso (magari più forte di quello del papa) si siano “costruite” una celebrazione (un mix di religioni da quanto leggo) non mi pare una gran passo avanti. A mio avviso il centro sta nel secondo intervento, quello della teologa, del Vescovo di Parma, di tanti omosessuali che fanno un intenso cammino di fede nella “loro” Chiesa.

  • Profilo di robo_

    robo_

    11 ago 2010 - 14:14 - #28
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    @Alexpf: scusa, ma forse fai un po’ di confusione, tra “religioni” e “confessioni”. Religioni sono il cristianesimo, l’ebraismo, l’islam. Confessioni sono i diversi “gruppi” all’interno delle religioni: quindi cattolici e protestanti, per esempio; oppure ebrei riformati ed ebrei ortodossi. Non si parla qui di un mix di religioni, ma di modi diversi di vivere la stessa fede. Troppo spesso, soprattutto in Italia, si fa confonde cattolicesimo con cristianesimo e, ancora più spesso, si confonde “chi non è cattolico” come appartenente ad un’altra religione.
    Concordo con te nell’importanza dell’affermazione di Adriana Zarri, che è una grande!

  • Profilo di gan1

    gan1

    11 ago 2010 - 14:51 - #29
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    @ Alexpf: ti ha risposto Robo. Cmq dal punto di vista religioso quel matrimonio sarà nullo per la chiesa cattolica, ma ha pienissimo valore in seno alla comunità di credenti che l’ha voluto . La notiziona a mio avviso c’è, anche se non freschissima visto che questi matrimoni si celebrano già da tempo. La notiziona è che alcune componenti del cristianesimo ( guarda caso le più “spirituali”) hanno ormai elaborato un approccio del tutto nuovo nel confronti dell’omosessualità; e che il processo, nella galassia cristiana, è solo agli inizi.

  • Profilo di Alexpf

    Alexpf

    11 ago 2010 - 15:04 - #30
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    @robo e @gan: onestamente non è che cambi nulla, un mix di cristianità ad uso e consumo di chi lo pratica, seppur all’interno di una “comunità”. Quello che voglio dire io è molto più doloroso dell’apparente tranquillità che volete fare passare: in questo matrimonio nessuna Chiesa del titolo del post è stata accogliente con i gay (o almeno non si dice).

  • Profilo di robo_

    robo_

    11 ago 2010 - 15:19 - #31
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    non è vero, Alexpf. Per te cristianità=cattolicesimo? Questo è quanto di più falso possa esistere. Fin dagli inizi c’è stata divisione all’interno dei seguaci di Gesù: negli Atti degli Apostoli, per esempio, leggiamo di Pietro e Paolo che avevano idee totalmente diverse e Paolo manda a quel paese Pietro. Non solo: abbiamo anche i seguaci di Giacomo. Nel corso della storia le cose non sono cambiate. C’è questa o quella fazione. La chiesa, poi, è composta dalla comunità dei battezzati. E tutti i battezzati sono chiesa. Non bisogna confondere i vertici di una delle confessioni cristiani con la cristianità tout-court.

  • Profilo di wiser

    wiser

    11 ago 2010 - 15:22 - #32
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    Questo matrimonio non sposta di una virgola la conquista dei diritti civili in Italia. E soprattutto non sposta di una virgola l’omofobia della Chiesa Cattolica, proprio perché qui siamo in un terreno che non appartiene al Vaticano. Quindi non vedo, onestamente, dove sia il progresso. Matrimoni religiosi omosessuali protestanti in Europa già se ne celebrano, magari è una novità giusto in Italia. È semplicemente un atto simbolico, ma che ha la sua essenza nei movimenti più progressisti del panorama CRISTIANO ma che di certo non ha nulla a che fare col cattolicesimo. È fuorviante dire che sono finiti i tempi in cui i vescovi trattavano i gay come degli appestati, perché non è così. I vescovi cattolici stanno anzi esasperando le loro posizioni di disprezzo nei confronti delle persone omosessuali, e stanno ricominciando anche ad attaccare la donna, “colpevole” di essersi, negli ultimi 40 anni in Italia, emancipata.

  • verduraio matto

    11 ago 2010 - 15:30 - #33
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    Forse non so leggere io, ma nel post non c’è scritto che sono stati conquistati diritti civili o chissà cosa di epocale sia avvenuto. Si parla di due “piccoli” esempi. Nulla di più. Se da un lato i vescovi cattolici stanno esasperando delle situazioni, dall’altro ci sono vescovi cattolici che non le stanno esasperando. Se da un lato alcune chiese non celebrano unioni omosessuali, dall’altro le celebrano. Tutto qui. Due “piccoli” esempi. Possibile che non si possa mai gioire dei “piccoli” passi e si debba sempre stare a dire che tutto va male? Sì, tutto va male. Ma ci sono due “piccoli” esempi di qualcosa che va bene.

  • Profilo di Alexpf

    Alexpf

    11 ago 2010 - 15:49 - #34
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    robo: hihihi ultimo commento, giuro (bello Robo però che dialoghi con noi). Allora questi non sono fazioni sono proprio degli eretici (di quali confessioni non si capisce bene, forse di un cristianesimo sui generis) e valgono come il due di picche anche per i credenti più progressisti che comunque non possono che rifarsi ad un’ortodossia pur volendola rinnovare. Non ho il minimo dubbio: la seconda esperienza che hai raccontanto batte l’inutile creativismo religioso pur dotato delle più profonde ragioni.

  • Profilo di robo_

    robo_

    11 ago 2010 - 15:57 - #35
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    Up Down

    Alexpf: si chiamano Comunità Ecclesiali di Base. Niente di eretico e niente di sui generis. Uno dei tanti modi di vivere la fede.

  • Profilo di gan1

    gan1

    11 ago 2010 - 16:22 - #36
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    Up Down

    Le comunità ecclesiali di base sono uno dei tanti modi di vivere la fede. Un altro modo è quello dei Legionari di Cristo, fondati dal porcone pedofilo stupratore e poligamo Marcial Maciel; o quello nazi-savonaroliano dei Numerari dell’Opus Dei; o quello manageriale/affaristico di CL. Decisamente più simpatici i miti e solari emuli di don Barbero!

  • Profilo di Alexpf

    Alexpf

    11 ago 2010 - 16:33 - #37
    0 punti
    Up Down

    oh bene, allora concordiamo che il primo esempio non è esempio di nulla.

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