Nasce OSCAD, l'Osservatorio per combattere l'omofobia

Ai primi di giugno di quest'anno, dopo le aggressioni omofobe a Milano e nella capitale, GayLib e Arcigay, avevano chiesto un incontro urgente con il capo della Polizia, Antonio Manganelli. L'emergenza omofobia lo imponeva. Il dottor Manganelli ha ricevuto le due organizzazioni omosessuali dichiarando piena collaborazione da parte della polizia contro la violenza verso le persone omosessuali. In quella occasione, sia Enrico Oliari, presidente di GayLib che Paolo Patanè, presidente di Arcigay si dichiararono soddisfatti di quell'incontro, dichiarando che le forze di polizia sono una risorsa per tutta la comunità gay italiana.

Da quell'incontro è nato l'OSCAD, l'Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti Discriminatori, voluto e istituito proprio dal dottor Manganelli. Una sinergia che da oggi vedrà le associazioni lgbtq e le forze di polizia unite per contrastare ogni atto di violenta discriminazione; che, ci auguriamo darà coraggio ai tanti che non denunciano, per paura di altra persecuzione e violenza.

Siamo molto soddisfatti per la celerità con cui il progetto si sta realizzando - spiega Enrico Oliari -, poiché, purtroppo, continuano gli atti di violenza nei confronti delle persone omosessuali. Il prossimo passaggio, dopo l’estate, sarà quello di organizzare un incontro con i vertici delle Forze dell’Ordine e le principali associazioni gay e trans, poiché, a nostro avviso, è necessario interagire in modo da far percepire alla comunità omosessuale e transessuale la Polizia come una risorsa, come un’istituzione ‘amica’.

E Paolo Patanè, presidente di Arcigay, continua:

“Infatti le persone gay, lesbiche e transessuali non trovano spesso nei contesti di relazione primaria quei sostegni e quella solidarietà a cui accedono altri gruppi discriminati. Diventa quindi ancora più difficile la denuncia delle violenze subite e di conseguenza ancor più importante avere dei riferimenti e dei supporti nelle istituzioni”.

Soddisfazione anche da parte di Rete Lenford che ha partecipato alla prima riunione assieme a Oliari e Patanè:

“Lottare contro l’omofobia significa colpire e quindi prevenire i reati di violenza e di odio nei confronti di gay e trans – dice Antonio Rotelli della Rete Lenford, l’avvocatura per i diritti lgbt – ed entusiasma il fatto che se in materia la politica soffre di immobilismo, vi sono istituzioni che si dimostrano sensibili. Infatti solo colpendo le discriminazioni sarà possibile dar vita ad una società migliore, dove i cittadini potranno senza timore essere sé stessi”.

Foto | vanessa

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