Scelti dai lettori: Io sono. Praticare l'omosessualità e la sua storia

Logo - Scelti dai lettoriUn giovanissimo amico lettore ci chiede cosa è l'omosessualità:

Per la comunità scientifica, cos’è? Quali sono le diverse teorie, dalle genetiche alle ambientali, da quelle psicologiche a quelle sociologiche? E secondo le varie religioni?

Proviamo a ragionare su alcune delle curiosità del nostro affettuoso lettore, magari chiamando anche voi a farlo su eventuali questioni che mi sfuggiranno, visto il tema alquanto vasto quasi quanto la storia dell'umanità. Se oggi gli omofobi e i clericali delle religioni avverse all'omosessualità raccontano di peccati, ignominia e contro natura per due persone dello stesso sesso che si amano, lo fanno per propri scopi e con la menzogna edulcorata da falsi insegnamenti. Da bugie e ignoranza. L'omosessualità, ha attraversato per migliaia di anni, in tutto il mondo, un genere umano dello stesso sesso che ha desiderato l'intimità emotiva e fisica. Se ne parla dagli albori del tempo, attraverso leggende o dipinti, tradizioni greche e giudaico-cristiano, documenti e tradizioni di popoli.

Fu Oscar Wilde a ritenere che le pulsioni fisiche ed emotive nei confronti di due persone dello stesso sesso, trascendessero da ogni tempo e cultura perché tratti immanenti ed essenziali dell'umanità. Ma già siamo in un'epoca britannica tra le più puritane e avverse all'omosessualità. Le parole, gli scritti, la vita di Wilde, verranno segnate amaramente e con sofferenze proprio a causa di quelle pulsioni emotive e fisiche che lo scrittore e drammaturgo inglese aveva impresse nel cuore e a cui non intende rinunciare. Per secoli, l'omosessualità viene cancellata, ostracizzata, perseguita, spesso punita con la morte, come ancora avviene in tanti paesi africani e orientali. Ad armare il plotone di esecuzione o la mano del boia è per lo più una religione interpretata e personalizzata per tuonare contro la sodomia, per imporre l'autorità politica delle varie religioni, siano esse cristiane o altre.

Cancellare l'omosessualità è come voler distruggere un nemico invisibile, impalpabile. Inutile e dannoso a tutti.

“Gli atteggiamenti negativi - scrive Robert Aldrich, professore di Storia Europea presso la University of Sidney e autore di molti libri sulla storia e la vita di gay e lesbiche - derivano soprattutto da un passato in cui l'omosessualità era un peccato, un crimine, una malattia. La fonte più antica e accreditata su cui si basa il rifiuto dell'omosessualità, perlomeno nei paesi con una tradizione giudeo-cristiana dominante, è la religione [...] Dichiarazioni antiomosessuali sono state rilasciate da pontefici e dal clero cattolico, da leader protestanti ed evangelici e da rabbini ebrei. Se discutono pubblicamente l'argomento, il clero ortodosso orientale e gli imam musulmani avversano il sesso omosessuale e i gay quasi senza eccezione”

Wilhelm von GloedenMa l'avversione all'omosessualità viaggia a più corsie: religiosa e politica, sociale e culturale. Spesso quei governi che creano violenza contro gay, lesbiche e transessuali, si rivelano corrotti e dittatoriali, usando la repressione sessuale per distrarre l'opinione pubblica dai loro traffici illeciti, dai crimini di cui si macchiano dispoticamente.

Dal 1991 la comunità scientifica, attraverso l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha esclusa l'omosessualità dalla classificazione delle malattie. Già nel 1973 l'APA (American Psychiatric Association) lo aveva stabilito, classificandola nel 1987 fra le varianti non patologiche della sessualità umana. Diversa la questione sulla depenalizzazione universale dell'omosessualità. Nel dicembre 2008, dietro proposta della Francia, di turno alla presidenza Ue e l'appoggio di altri 27 paesi, l'Onu tratta l'argomento. Ma a pestare i piedi ci pensa il Vaticano che si allea con altri Stati totalitari per bocciare l'iniziativa francese. Poi ci ripensa, ma con molti distinguo e dopo una bufera mediatica che accusa il Vaticano di appoggio alla persecuzione di gay e lesbiche in quegli stessi paesi che si sono dichiarati contrari alla depenalizzazione

“La Chiesa si oppone decisamente alle legislazione di quegli Stati che condannano, a volte sino alla pena capitale, l’omosessualità. Anzi è pronta a scendere in campo con tutte le sue forze e in ogni ambito per difendere la vita di ogni persona, dunque anche degli omosessuali”.

recita il cardinale Renato Raffaele Martino, intervistato da L’Osservatore Romano.

Se in passato lo scandalo era la "devianza" omosessuale – dice Vittorio Lingiardi, psichiatra e psicoterapeuta –, oggi ciò che preoccupa di più e spaventa è la rivendicazione di una "normalità" omosessuale e della sua organizzazione affettiva. Bisogna imparare a considerare le persone gay e lesbiche come persone normali, né meglio, né peggio. La persona omosessuale non costituisce uno specifico sociale o psicologico; essere gay o lesbica non è un merito né un demerito, è una cosa che capita. Abituiamoci a parlare di omosessualità al plurale.

Harvey MilkAd aiutare le società a confrontarsi con l'emancipazione di gay, lesbiche e transessuali, è la politica fatta da politici dichiaratamente omosessuali. Uno fra tutti Harvey Milk, ma anche Barney Frank negli Usa; Svend Robinson, parlamentare canadese, per poi spostarci nel Vecchio Continente dove oggi gli omosessuali sono al governo, in parlamento, guidano l'amministrazione di molte città. Fece scalpore nel 1999, l'elezione nel parlamento della Nuova Zelanda di Georgina Beyer, prima transessuale da uomo a donna a diventare deputata.

In Italia è più la sinistra a far eleggere parlamentari apertamente omosessuali. Si battono come leoni per portare diritti civili per il movimento lgbtq, ma lottano contro un parlamento omofobo, disinteressato ai diritti e ai problemi della nostra comunità, anche da sinistra, e quando si tenta di far approvare una pur brutta legge sulle unioni civili o quella per combattere l'omofobia, prevalgono gli interessi di partito e quelli del Vaticano. Intanto le organizzazioni lgbt cominciano a litigare fra loro.

“Il mondo è cambiato, ma non l'ideologia eterosessista dominante - dice Robert Aldrich -. Da un lato in molte città del mondo si è sviluppata una scena gay vivace e il movimento gay, fondato sull'idea di identità, ha riscontrato alcuni successi. Dall'altro canto in varie parti del mondo vi sono forti tendenze omofobe, soprattutto nei paesi musulmani e lì dove le varie denominazioni cristiane protestano la loro condanna. La persecuzione di gay, lesbiche e transessuali continua, a volte da parte di istituzioni statali, spesso da parte di privati [...] Il fatto che in alcuni paesi le coppie dello stesso sesso possono ora sposarsi, potrebbe comportare una minore tolleranza verso forme alternative di relazioni e comportamenti sessuali”

Se volete approfondire l'argomento ecco per voi due link: Storia gay (biografie gay di Giovanni Dall'Orto) – Storia dell'omosessualità online.

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