Paola Concia fischiata a causa dell’omofobia del Pd?


Quanto successo a Spresiano, prima, e a Pesaro, dopo, a molte persone ha suggerito una serie di dubbi sul Partito Democratico che, tacendo davanti a episodi di omofobia politica, ha fatto intendere che al suo elettorato non eterosessuale probabilmente non ci tiene poi così tanto.

Di questo abbiamo di recente parlato con il consigliere regionale del Pd Giuseppe Civati che a queerblog.it, come riportato successivamente anche da GAY.tv, parlando di una deriva omofoba del proprio partito ha dichiarato:

“L’omofobia con il Pd non deve avere niente a che fare. Il Pd è contro l’omofobia e gli omofobi. Questa cosa va detta. Probabilmente alcuni esponenti del Pd non hanno ancora una consapevolezza sull’argomento. Non c’è nessuna tolleranza verso chi è razzista, discriminatorio e in questo caso qualcuno lo è stato”.

Dello stesso parere di Giuseppe Civati è Paola Concia che in queste settimane spesso ha sopperito al silenzio di Pierluigi Bersani chiedendo che gli esponenti politici locali del Partito Democratico di investire contro l’omofobia.

Molti dei nostri lettori, davanti a tale impegno mai valorizzato dai dirigenti del Pd, si sono chiesti perché alcuni omosessuali continuino a militare in un partito non più gay-friendly.

Alla domanda ha risposto la stessa Concia raccontando delle contestazioni che puntualmente a causa del proprio partito.

“Sono veramente stufa - ha dichiarato l’esponente politico - di essere continuamente insultata per le prese di posizione delle sezioni locali del mio partito. All’ultimo gay Pride, in quel di Napoli sono stata sommersa di fischi e insulti”.

Qualcuno, è evidente, sta sbagliando. Fermo restando che chi è maleducato sbaglia a prescindere dalla buona fede delle proprie idee, come potrebbe risolvere Paola Concia i problemi del Partito Democratico? Sempre che debba essere lei ad occuparsene.

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