Giuseppe Civati a Queerblog: “Il Pd è contro gli omofobi” (come il sindaco di Spresiano)


Al termine della scorsa settimana, quando ancora Riccardo Missiato non aveva rettificato la propria posizione sulla comunità omosessuale, abbiamo raggiunto al telefono Giuseppe Civati che insieme a Paola Concia e Ivan Scalfarotto ha sostenuto la candidatura di Ignazio Marino alla segreteria del Partito Democratico.

Abbiamo deciso di commentare con Giuseppe Civati quanto è accaduto in Veneto per capire se il Partito Democratico, di cui fa parte, ha (come sostenuto in più occasioni da diversi utenti della community) deciso di escludere dal proprio programma politico la tutela del proprio elettorato non eterosessuale.

Il questo periodo dell’anno, nel 2009, sostenevi la candidatura di Ignazio Marino alla segreteria del Partito Democratico. Marino è stato l’ultimo, tra i grandi leader del Pd, a parlare di tutela delle persone omosessuali e delle coppie di fatto. Il tuo partito, nel frattempo, si è dimenticato queste tematiche?
No, non le ha dimenticate ma forse non ha scelto di fare la cosa più importante che era di assumere queste tematiche come integranti di una proposta politica contemporanea che sa sa affrontare la società in cui viviamo. Mi pare che il paese, nel frattempo, anche alla luce di episodi molto gravi abbia fatto un passo indietro. Forse, a maggior ragione, ci vorrebbe un impegno più vistoso del Partito Democratico su questi argomenti cominciando da una visione condivisa sulle coppie di fatto che rientrava nella proposta di Ignazio Marino.

Secondo te come si è comportato il Partito Democratico sulla vicenda di Spresiano, dove il sindaco (appoggiato dallo stesso Pd) prima di una rettifica ufficiale ha chiesto di vietare agli omosessuali le rive del Piave?
Con il mio intervento, pubblicato nelle stesse ore in cui Paola Concia redigeva il suo, chiedevo a Pierluigi Bersani di esprimersi perché mi pare chiaro che nel Partito Democratico non ci possano stare gli omofobi e che lo stesso partito non possa sostenere delle persone che si contraddistinguono per la loro omofobia. Non c’è nessuna tolleranza verso chi è razzista, discriminatorio e in questo caso qualcuno lo è stato.

Come valuti da esponente del Pd il silenzio che hanno adottato i vertici del Pd malgrado i richiami tuoi e di Paola Concia?
Io spero solo che ci sia solo un po’ di superficialità e non intenzione di non dichiararsi in merito. Basta prendere una posizione netta e nella direzione che dicevo prima. L’omofobia con il Pd non deve avere niente a che fare. Il Pd è contro l’omofobia e gli omofobi. Questa cosa va detta. Probabilmente alcuni esponenti del Pd non hanno ancora una consapevolezza sull’argomento.

Tra una parte e l’altra dell’intervista accennavi a quando Paola Binetti rilasciò delle dichiarazioni omofobe. L’allora segretario Walter Veltroni come si comportò?
Il gruppo dirigente del Pd si comportò come oggi si comporta come oggi quando era semplicissimo affermare quello che dicevo. Poi sarebbe stata Paola Binetti a prendere le decisioni. Il Partito Democratico ogni volta che si verificano casi di discriminazione deve prendere una posizione. Deve farlo, con rispetto parlando, il segretario che darebbe al messaggio un peso politico più importante.

Foto | Flickr

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