La corsa di Billy in quattro fasi

Andrea Parodi, che per la Stampa segue la rubrica “in chiostro sportivo”, si occupato recentemente del libro “La corsa di Billy”.

Di seguito vi riporto quattro dei momenti più interessanti della maratona dello sportivo omosessuale, ispirata dalla vita di Steve Prefontaine (foto).

1. In America è stato etichettato come un semplice “romanzo gay”. Quando è uscito, nel 1974, è diventato subito un libro culto, adorato e venerato dalla comunità omosessuale americana, ripudiato e criticato dalla società del tempo.

2. E’, soprattutto, la storia di un’ingiusta discriminazione e di una profonda sofferenza, dove l’amore è l’elemento collante, non quello che divide.

3. Il ragazzo nasconde un piccolo segreto, che presto la Federazione di Atletica Americana scopre: non solo è omosessuale, ma vive una relazione sentimentale con il suo allenatore, un’atleta ex marine già cacciato da una precedente scuola per quei suoi gusti sessuali così non convenzionali.

4. “Il problema dell’omosessualità nello sport è un tabù che in America non è ancora crollato del tutto” – ha detto Patricia Nell Warren (autrice del libro) – “il coming out avviene più facilmente per gli atleti degli sport individuali come il pattinaggio artistico o il nuoto, molto difficilmente per gli sport di squadra: avvenne nel 1975 per il giocatore di football americano David Kopay, che infatti trovò difficoltà a concludere la carriera”.

Fonte: la stampa.it

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