
La notizia del ragazzo gay rifiutato all’ospedale Pini di Milano ha suscitato polemiche e indignazioni. Ma ecco un video in cui è lo stesso Girolamo Sirchia, presidente Amici del Policlinico, a ribadire la posizione della struttura in merito agli omosessuali donatori.
Ribadisce la scelta di tutti gli stati (tranne la Spagna) dell’abitudine di escludere le categorie a maggior rischio di trasmettere malattie infettive; ovviamente i gay sono inclusi (anzi, in particolare). Rebecca Zini, responsabile nazionale per a salute Arcigay, sostiene la necessità, invece di valutare caso per caso, senza generalizzare. Inoltre ricorda che un gay con rapporti protetti e vita sessuale monogama è molto meno a rischio di un eterosessuale che invece fa sesso occasionale senza preservativo.
Ma Sirchia ribatte: è necessario stare dalla parte conservativa e non permissiva. Anche se si sa che vengono escluse persone sane…
“però globalmente, in quel gruppo, sappiamo che è più elevato il rischio che nella popolazione… (pausa)… nell’altra (?) popolazione”
Girolamo, si poteva anche dire rispetto alla popolazione eterosessuale, non per forza è necessario parlare di “altro”. Comunque l’unico modo di cambiare il protocollo delle donazioni (invece possibili in altre strutture o all’Avis) è l’intervento del Ministero della Salute rispetto al termine “categoria ad elevato rischio”.
Ma fino a quando non verrà chiarita e definita la cosa, nulla cambierà. I gay, quindi, desiderosi di donare suonare, sono pregati di cambiare citofono. (Qui il video)
groviglio
23 lug 2010 - 16:09 - #1non esiste alcun nesso empiricamente dimostrato tra l’orientamento sessuale di un individuo e la sua condotta di vita sessuale. Quindi quest’uomo è un pagliaccio.
lella17
23 lug 2010 - 16:22 - #2Fareprogresso, avevo cliccato il tuo link ma quando mi sono trovata davanti a “Un’ospedale” con l’apostrofo…beh scusa ho smesso di leggere…uno che pretende di fare informazione e non sa nemmeno cose imparate alle elementari mi fa un tantino cadere le braccia. Ripassa l’italiano se vuoi fare il blogger serio e poi magari leggerò i tuoi articoli spammati qua e là su questo blog.
wiser
23 lug 2010 - 16:30 - #3Il problema è che il sesso anale non protetto è potenzialmente più pericoloso di quello vaginale. Ma è cmq pericoloso anche quello vaginale. E le coppie eterosessuali praticano sesso anale, molto più spesso non protetto delle coppie omosessuali. Quindi il discorso sulla categoria a rischio decade automaticamente. Chi fa questo discorso lo fa essendo consapevole di dire castronerie senza alcuna valenza scientifica.
Jack90
23 lug 2010 - 18:18 - #4Non è molto più semplice non dire di essere gay quando si va a donare??
rikstyle
23 lug 2010 - 18:34 - #5Guardate che non c’è nessuna differenza tra sesso gay ed etero, davvero voi pensate che le donne etero non lo prendano dietro? Sveglia!
vincx
23 lug 2010 - 19:10 - #6va bene quando una persona non è idonea a donare il sangue perché a rischio ecc.. ecc.. ma continuo a non capire perché si ha questo pregiudizio.. si parte già prevenuti appena una persona dice apertamente di essere omosessuale e lo si esclude a priori sia se la persona è sana o meno… perché questo non succede con gli eterosessuali? anche loro sono soggetti a rischio quanto noi, anzi negli ultimi anni è stato constatato che i rischi provengono maggiormente dagli etero, anche loro praticano sesso anale, orale ecc… anche loro possono praticare sesso promiscuo, anche loro possono andare a putt-ane.. e allora perché si viene esclusi? perché non fare dei controlli e vedere se QUALSIASI persona, etero o gay, è VERAMENTE idonea a donare il sangue? se è VERAMENTE a rischio o meno? non mi dite che non fanno controlli e si fanno donare il sangue da chiunque……. e non mi dite che nei controlli non appare se una persona è sana o meno……
piero
23 lug 2010 - 22:45 - #7Ragazzi ci stanno discriminando in tutti i modi,è da 2 anni che cerco di far capire attraverso forum,siti ecc il problema OMOFOBIA in Italia ma niente,dimenatevi nelle discofacendo le veline ignorando il problema,vivete al buio perchè non avete le palle e tra poco ci chiuderanno nei campi di concentramento…
La legge è uguale per tutti
24 lug 2010 - 10:39 - #8Mi chiedo: dopo aver prelevato la quantità di sangue sufficiente per una donazione,non operano tutte le opportune analisi del sangue prima di una trasfusione? Che senso ha allora l’orientamente sessuale in tutto questo?!?!
loran
24 lug 2010 - 10:47 - #9E parla lui che quando era ministro a fatto un tale macello sulle razze canine pericolose che i vigili urbani si stanno ancora chiedendo se i barboncini devono andare in giro con la museruola.
rikstyle
24 lug 2010 - 17:19 - #10@La legge è uguale per tutti
Indovina?
Razzismo inutile?
Sorpresa, abbiamo scoperto l’acqua calda!
Hentavir
25 lug 2010 - 02:40 - #11@La legge è uguale per tutti
Facciamo l’esempio dell’HIV, il virus che causa l’AIDS.
Su ogni unità di sangue donata vengono cercati gli anticorpi contro l’HIV,
ma questi sono rilevabili in media 3 settimane dopo un’eventuale infezione.
Quindi se io mi infetto il giorno 1 e dono il sangue il giorno 14 al test il mio
sangue risulta pulito, anche se in realtà contiene il virus HIV.
Quindi i test non danno la certezza che il sangue è pulito.
Ora perchè accanirsi contro gli omosessuali?
Perchè noi non facciamo altro che copiare gli americani,
e gli americani hanno trovato questo:
http://www.cdc.gov/hiv/topics/surveillance/resources/slides/epidemiology/slides/EPI-AIDS_9.pdf
Questo fa vedere che nel 2007 su 100 casi di AIDS 50 erano attribuiti a rapporti omosessuali uomo-uomo, 30 a rapporti eterosessuali e 20 a uso di droga per via parenterale.
La percentuale di uomini che hanno rapporti omosessuali è del 5%.
Quindi escludere gli omosessuali ha la sua logica.
Ora guardando questo:
http://www.cdc.gov/hiv/topics/surveillance/resources/slides/epidemiology/slides/EPI-AIDS_4.pdf
si vede che nella popolazione generale gli uomini sono colpiti dall’AIDS il triplo rispetto
alle donne.
Se non fosse che il 95% dei donatori sono uomini e solo il 5% sono donne,
probabilmente verrebbero esclusi dalla donazione TUTTI gli uomini ^_^
Momb
26 lug 2010 - 16:41 - #12La legge è uguale per tutti?
A parte che la donazione di sangue non rientra nè tra i diritti nè tra i doveri di nessun cittadino ma è appunto, UNA DONAZIONE, un gesto altruistico del tutto arbitrario. Quindi la legge non c’entra un emerito cavalo in questa situazione. Poi le strutture ospedaliere hanno un’autonomia tale che possono auto-regolamentarsi, scegliendo da quali categorie accettare le donazione. E questo è previsto dalla legge.
Forse in quella struttura non vogliono il sangue proveniente dai gay perchè, dopo attente analisi circoscritte alla loro area d’intervento, hanno notato che la maggioranza del sangue “infetto” proveniva in maggioranza da donatori omosessuali e quindi hanno preferito bloccare l’intera categoria per evitare inutili controlli e perdite di tempo. Infatti non penso che a Milano non esista un altro ospedale dove un gay non possa donare. La domanda è: in quanti ospedali di Milano ed interland un gay può donare? Mettiamo 5 su 6? E allora si sta facendo un casino inutile.