Marco Mengoni non querela Fabri Fibra: "Tale diffamazione è l'ultimo dei suoi problemi" (aggiornato)

Marco Mengoni Fabri Fibra

"L'altro giorno, sull'onda della rabbia per una canzone che non ho molto gradito (!), ho lasciato intendere che ci sarebbero stati provvedimenti legali. Grazie al cielo, a Marco e alla sua Produzione è stata data molta più serenità che a me: hanno deciso infatti di non fare assolutamente nulla. Il lavoro da fare è tantissimo, una diffamazione così infondata (mai sentite prima dichiarazioni tanto sicure su qualcuno da parte di qualcun altro che questo qualcuno neanche l'ha mai incontrato!) dicevo, tale diffamazione non può che essere l'ultimo dei problemi. Anzi, non sarà proprio un problema: abbiamo ben altro di cui occuparci, noi e voi. Cose che riguardano la Musica, non le sterili polemiche, cose che regalano sorrisi, non cattiverie gratuite. Quindi vi consiglio di fare come me: mettete da parte la rabbia, per quanto giustificata, e pensate ad altro. Alle avventure musicali che ci aspettano, e che saranno senza dubbio motivo di gioia. Fatelo per Marco, che è serenissimo e, lasciatemelo dire, molto saggio"

Questa è la frase riportata dagli amministratori del gruppo ufficiale di Marco Mengoni, su Facebook. Ho sostituito un cacofonico infamazione originale con diffamazione. Ma il senso è rimasto inalterato: Mengoni ha deciso di non denunciare Fabri Fibra per la sua canzone in cui lo derideva di non avere il coraggio di fare coming out per timore di non vendere più dischi. Pericolo (?) rientrato e questione risolta? Unica pecca, l'accusa di essere diffamatorio è poco nobile, sopratutto poteva essere una buona occasione per Mengoni, di lanciare un appello contro l'omofobia, senza per forza parlare della sua vita privata.

Sarebbe stato bello, sarebbe stato bello approfittare per sottolineare un'offesa inesistente e un modo per sensibilizzare il prossimo. Ma come ho detto: sarebbe stato bello. E finora, ancora una volta, non è stato. (Update dopo il salto, con le risposte tra Mengoni e Fabri Fibra):

Marco Mengoni ha così commentato l'accaduto sul Corriere della sera:

"Non ho alcuna intenzione di rispondere per vie legali. Nessuna querela, niente di niente da parte mia. Viviamo in un Paese libero e ognuno è libero di dire quello che vuole. Così come io sono e mi sento un uomo libero, così deve essere anche per lui. Detto francamente, di questa cosa non mi frega assolutamente nulla, non mi cambia per niente (...) Non lo conosco, non sono mai andato a un suo concerto. È un suo problema: poteva scrivere una canzone contro la guerra o qualsiasi altra cosa, ha deciso di fare un testo così, fatti suoi. Non ha nemmeno importanza che abbia detto il vero o il falso, in qualunque caso sono fatti miei. L’unica cosa che ora mi importa davvero è il mio lavoro, sono concentrato sul tour, sulla mia musica. Il resto è fuffa"

Non gli interessa che abbia detto il vero o il falso perchè sono fatti suoi (legittimissima la seconda parte, nessuna obiezione). E dal suo profilo Facebook, il rapper insiste:

"Dico la verità: non mi considero un omofobo. L’intenzione era quella di convogliare l’attenzione su un mondo di finzione"

Ma intanto a Marco non importa (nemmeno parlare dell'omofobia)...

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