L'Italia omofoba oltre il sindaco di Spresiano

Il sindaco di Spresiano, Riccardo MissiatoQuello che è successo ieri per voce del sindaco di Spresiano non è solo una esternazione di bassa lega di una infingarda estate; non è la volontà di un primo cittadino di far parlare di sé e della comunità che rappresenta, finendo per dare una rappresentazione di alta discriminazione e violenza. Il sindaco Riccardo Missiato è semplicemente l'immagine bacchettona e povera di un paese che non si rassegna ad avere tra i suoi cittadini gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Un paese di miseria e finta nobiltà, che discute di accoglienza e diritti ma a trovarsi un omosessuale in casa o tra i concittadini, diventa altro di intollerabile e nefasto.

Di luoghi dove gli omosessuali vanno per una rinfrescata, per trascorrere una domenica di divertimento e di riunione tra amici, ce ne sono sempre stati e ovunque tra mari, fiumi e natura, e neppure la solerzia puritana di certi amministratori locali potrà cancellarli definitivamente. Al massimo si sposteranno di alcuni chilometri. Probabilmente, sta nelle cose, incontri occasionali danno vita a qualcosa di più intimo. E un po' a ragione del sindaco, c'è chi lascia “robaccia” che potrebbe benissimo mettere in un sacchetto e buttarla altrove. Ma in questo caso poco c'entra l'omosessualità degli individui, ma la loro buona e civile educazione.

Incontri sessuali, specie di questa stagione, avvengono anche tra eterosessuali e nessuno fiata. Succedono in spiaggia e altrove. Nessuno resuscita, in quei casi, la presenza di famiglie o di fanciulli. Gli omosessuali non a caso scelgono luoghi dove il “cruising” non reca danno a loro né ad altri. Meglio che il Piave conosca, magari, le battaglie dell'amore che non quello di baionette e granate di passata memoria, non le pare signor sindaco?

Certe cose, poi, succedono, chissà mai perché solo nella nostra amata terra. Il sindaco di Spresiano, giunta di centrosinistra, più di 11 mila anime, non è altro che la rappresentazione di quello che è il paese politico e sociale, che costruisce “dossier froci” per screditare l'uno o l'altro concorrente, magari della stessa parte politica; che usa le transessuali di notte per martirizzarle di giorno; che narra in famiglia e altrove che il gay o la lesbica sono anormali, depravati, malati da far risorgere l'elettroshock, infischiandosene se quel becero insegnamento arma poi la mano di qualcuno e l'indifferenza degli altri.

Pare che Missiato abbia chiesto scusa per le sue dichiarazioni, ma un amministratore della cosa pubblica, a qualunque schieramento politico appartenga, deve avere il massimo rispetto per tutti, omosessuali e transessuali compresi. Che ai suoi occhi appaiano “malati” o intollerabili.

Spiace davvero molto che questa estate, siano proprio responsabili di una spiaggia o amministratori pubblici a salire sul podio delle discriminazioni e dell'omofobia.

Il racconto vero è che questa Italia necessita un radicale cambiamento mentale e sociale. E politico. In qualunque altra parte dell'Europa e del mondo civile, un Missiato sarebbe stato fortemente censurato dalla politica e dalla società civile. Qui da noi, chi dice che i gay vanno perseguitati o presi a calci, o addirittura curati, al massimo vengono accolti da un silenzio imbarazzante, quasi correo.
Valgano per eventuali altri, le parole di Franco Grillini:

Puntuale come ogni estate il caldo da alla testa e spuntano i moralizzatori da strapazzo che al grido di “ordine per Dio” si sostituiscono alle forze dell’ordine per fare “pulizia morale” (parole del sindaco in questione) indipendentemente dall’esistenza di reati specifici. In genere costoro se la prendono con i nudisti, vale a dire che gli essere umani più innocui sulla terra e più rispettosi dell’ambiente. In questo caso si parla della frequentazione delle rive del Piave con comportamenti che non piacciono al sindaco facendo di ogni erba un fascio.

Anche il presidente di Arcigay, Paolo Patanè dice:

“Chi ha responsabilità di pubblica amministrazione deve sempre prestare la massima attenzione alla tutela di tutti i cittadini ed evitare recisamente un linguaggio evocativo di comportamenti violenti e discriminatori”.

È ora che questo sbruffone paese diventi più civile, più rispettoso verso ogni suo cittadino invece che tutta questa muffa di odio e disprezzo.

Foto | Blog dei genitori di Spresiano

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