Paola Concia pensa all’Europa e si dimentica delle famiglie omosessuali contestate da Cristiano De Eccher


Ieri, come raccontato da Paola Concia sul proprio sito, a Roma è nata la rete europea per la libera circolazione dei diritti. La prima riunione della nuova realtà politica è prevista per il prossimo autunno a Lisbona.

In quell’occasione oltre alla stessa Concia e Pedro Zerolo, del Partito Socialista spagnolo, saranno presenti tutti i rappresentanti dell’Ue che hanno deciso di far parte della nuova istituzione europea che comunque, inutile girarci attorno, agli italiani non potrà dare una mano.

Se davvero i richiami dell’Europa servissero qualcosa in Italia il registro delle coppie di fatto sarebbe una realtà da molto tempo. L’attualità, ahimè, ci ricorda che per quanto possiamo chiedere aiuto ai paesi che riconoscono le unioni gay (nelle ultime settimane, ad esempio, l’Irlanda ha aperto il matrimonio alle persone non eterosessuali) per conquistare dei diritti dobbiamo lavorare bene nel nostro paese. Al problema non si sfugge.

La stessa Paola Concia che non più tardi di ieri annunciava il proprio impegno europeo oggi non fa nessuno accenno alle dichiarazioni opinabili di Cristiano De Eccher, il senatore del Popolo delle Libertà preoccupato per i figli dei genitori omosessuali colpevoli (secondo l’esponente politico) di non essere adatti a crescere dei bambini per via del proprio orientamento sessuale.

L’Europride, la Rete per la libera circolazione dei diritti, ... . Tutto molto bello e colorato ma, probabilmente, inutile per gli omosessuali italiani. Se davvero i rappresentanti politici ci tengono alla causa omosessuale allora è giusto che inizino a dimostrarlo con i fatti.

Avviare un dialogo quotidiano con i propri elettori potrebbe essere più utile di una bacheca.

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