Mentre Piero Marrazzo torna in tv alcuni residenti di Roma chiudono via Gradoli


La cronaca degli ultimi mesi spesso ci ha messo davanti ad un interrogativo, su cui anche Roberto Saviano si è confrontato nei giorni scorsi. Perché in Italia, dove la prostituzione è un reato, i clienti delle prostitute transessuali sono trattati da alcuni mass media peggio delle persone che sono soliti frequentare donne che mercificano il proprio corpo?

Ad un anno dalla pubblicazione delle prime notizie riguardanti Piero Marrazzo e Natalie, la transessuale con la quale l’ex Governatore della Regione Lazio si vedeva, questo interrogativo non è stato evaso.

Del mancato, e necessario, chiarimento ritorniamo ad occuparci poiché i residenti romani di via Gradoli, dove Piero Marrazzo si vedeva con Natalie, hanno deciso di mettere un cancello che dovrebbe impedire ai clienti delle prostitute transessuali di entrare nella strada di fatto tornata privata.

Laddove non sono arrivate le istituzioni si sono attrezzati i cittadini. Persone che sanno bene che la prostituzione nel nostro paese è un reato al di là di che natura sia il corpo che viene messo a disposizione dal cliente di turno.

Nei prossimi giorni, con buona pace di Marrazzo già impegnato nei suoi nuovi progetti televisivi, di via Gradoli si smetterà di parlare. Prima che tale circostanza si verifichi vorrei con voi ragionare sul concetto di parità su cui si dovrebbe discutere anche in contesti come questi.

In questi anni l’attenzione dei media glbtq è stata, giustamente, per i diritti negati dallo Stato. Il capitolo dei doveri non sempre viene menzionato. Fermo restando che la prostituzione in Italia è un reato credete che gay e lesbiche debbano impegnarsi, laddove sia richiesto dal contesto, contro le transessuali che si fanno pagare per un rapporto sessuale? Secondo me Sì.

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