Anche nella gayfriendly Versilia vietato il bacio gay

C'è da rimanere basiti in questa Italia che neppure tenta di somigliare all'Europa; che si fa truce, bacchettona, indisponibile a capire, facile al dileggio verso omosessuali e transessuali. È lo spettacolo di una nazione infetta e corrotta, peggiore di quanto speravamo. Quello che è accaduto nella spiaggia libera di Lecciona, nella tanto decantata Versilia gayfriendly, ha del ridicolo e un po' preoccupa. Lì, due gay trentenni speravano evidentemente di trascorrere una vacanza in amore e sentimento, come fanno di questi tempi migliaia di coppie arse dalla calura estiva. Erano partiti da Milano e quale miglior posto se non le belle spiagge della Versilia per trascorrere beatamente e serenamente le vacanze? Pensavano di trovare lì quel rispetto che manca altrove; che lì non vi era necessità di nascondere i loro sentimenti.

E invece capita quello che non immaginano. La scintilla è un bacio che i due si scambiano. Vengono immediatamente redarguiti da un bagnino: ci sono famiglie e bambini, dice, e alle rimostranze dei due, paventa addirittura una multa. Quando l'accaduto viene riportato al gestore della società individuale cui il Comune di Viareggio ha dato in affidamento diretto il servizio di vigilanza in mare sulla spiaggia libera più bella della Versilia, interviene sui due ragazzi, dicendo loro di non esagerare. Tutto sotto gli occhi indagatori delle persone presenti; una lezione di inciviltà che umilia la coppia gay.

Ora, forse spaventato dalla vasta eco che potrebbe avere l'accaduto, lo stesso gestore cerca di minimizzare quanto accaduto:

“Non mi sembra il caso di fare scintille - spiega - nessuno ha voluto offendere nessuno. Se vogliono le scuse, faremo le scuse. In fin dei conti i nostri ragazzi hanno solo il limite di non aver capito l'atmosfera del posto. Non conoscono ancora l'ambiente... Posso garantire che non accadrà più”

Cosa dovessero capire i ragazzi preposti alla sicurezza e ad altri compiti verso i clienti, non si sa. Evidentemente, se quello che non doveva accadere è accaduto è perché, persino nei luoghi di vacanze, persino in una Versilia che si propone al turismo lgbtq, gli spazi di rispetto e tolleranza non sono così palesi, si ricorre alla solita, stupida questione coinvolgendo sempre i bambini, che per loro natura sono più tolleranti e rispettosi dei grandi.

Come se parlare di omosessualità agli adolescenti sia un tema scabroso; far vedere due ragazzi che si tengono per mano o si scambiano un tenero bacio in spiaggia, diventa l'assurdo spettacolo della depravazione più intollerante. Non ricordano, o forse non sanno, che quelle loro censure ipocrite, quell'omofobia imperante persino in un luogo deputato al divertimento, dietro il paravento di figli e famiglie, ce lo hanno nella testa, nei sentimenti, nell'arido cuore.

Il proprietario del Mamamia, Alessio De Giorgi, ha chiesto che il Comune revochi l'incarico alla società che gestisce il servizio di guardiaspiaggia della spiaggia libera della Lecciona, e dice di pensare ad una manifestazione di un bacio collettivo gay nel luogo del misfatto.

Noi speriamo, come ha promesso l'attuale gestore, che la cosa non si ripeta più, e che non accada in qualche altro posto di vacanze dove gay lesbiche e transessuali intendono passare le loro sacrosante vacanze, senza essere indicati, offesi, maltrattati. Fateci sapere.

Via e foto | Il Tirreno

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