Aurelio Mancuso: "Felice per le nozze gay in Argentina, in Italia però nemmeno una legge contro l'omofobia"

Aurelio Mancuso

La notizia dell'approvazione del progetto di legge per le nozze gay in Argentina ha entusiasmato il movimento Lgbt italiano, che però, attraverso le parole di Aurelio Mancuso, ammette, allo stesso tempo, tristezza e desolazione per la situazione italiana:

"Come persone lgbt italiane siamo particolarmente contente che in Argentina, paese legato al nostro Paese per storia e cultura, siano stati approvati, grazie all’impegno dell’attuale governo, i matrimoni gay. Naturalmente questo non può che farci riflettere sull’incapacità della classe politica italiana di affrontare la questione del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali"

In Italia, infatti, non si è riusciti nemmeno ad attuare una legge contro l'omofobia, figuriamoci pensare ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Ricordando il grande impegno di Paola Concia a Montecitorio, Mancuso approfitta della notizia per invitare alla riflessione:

"Anche per la comunità lgbt italiana è giunto il momento di aprire una vera riflessione rispetto alle strategie da mettere in campo, perché è del tutto evidente che stiamo patendo una dura sconfitta rispetto all’enorme impegno profuso in questi ultimi decenni. Qualcosa non funziona e dobbiamo essere più efficaci, meno ideologici, sconfiggendo prima di tutto la sfiducia che si sta pericolosamente ampliando nella comunità lgbt"

La stessa Concia, nel pomeriggio, ha rilasciato una dichiarazione simile a quella di Mancuso:

"La decisione del Senato, che ha istituito i matrimoni omosessuali, riconoscendo ai coniugi diritti quali la sicurezza sociale e il congedo familiare, e’ un’ottima notizia, che testimonia come anche in un Paese a larghissima maggioranza cattolica si possa avere un dibattito serio sul tema dei diritti. L’unico peccato e’ che quel Paese non sia l’Italia, ma l’Argentina"

Sfiducia. Parola chiave dell'intera situazione Lgbt italiana. Non pare essere rimasta molta speranza, i Gay Pride purtroppo servono a poco e non ottengono concretamente nulla. Si risolve in una manciata di giornate mal sopportate che però vengono concesse come un favore innegabile. Ma dopo si torna alla violenza, ai diritti negati, all'omofobia e a nessun passo in avanti. Si pensa di essere in un punto fermo anche se, purtroppo, non ci si accorge che, forse, stiamo arretrando sempre più.

Foto | Aostasera

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