Il cardinale Henry Newman, gay o no?

Ogni tanto qualcuno torna a discutere e polemizzare su alcuni personaggi storici del passato, e sulla loro presunta o vera omosessualità. Accadde di questi tempi nel 2002, su Giacomo Leopardi dopo la notizia del ritrovamento da parte della Guardia di Finanza della 39ma lettera che il poeta recanatese scrisse all'amico del cuore Antonio Ranieri l'11 dicembre 1832. Recentissimamente, il mese scorso, è toccato a Caravaggio, "liberato" dalla patina gay da Andrew Graham-Dixon. Ora pare toccare ad un porporato, teologo e filosofo inglese, vissuto nell'era vittoriana: il cardinale Henry Newman.

Secondo quanto scrive il professore di teologia all'Università di Oxford e parroco a Burford, Don Ian Ker, in una biografia "John Henry Newman: a biography", nulla di quanto raccontato sulla presunta storia d'amore tra il cardinale e l'amico del cuore Ambrose StJohn, risponde a verità. E lo spiega in una intervista:

“È ridicolo, soltanto un'età come la nostra, ossessionata dal sesso può sostenere una cosa del genere. Usano come prova il fatto che è stato sepolto insieme al suo amico Ambrose St.John, ma questo era molto diffuso a quel tempo. Chi ha studiato il Newman giovane, adolescente, può rendersi conto della infondatezza di simili affermazioni. A quel tempo, negli ambienti di Oxford, la maggioranza di insegnanti erano uomini e inevitabilmente si sviluppavano amicizie profonde tra di loro”

Del perché Ker assuma questa posizione in merito all'omoamore cardinalizio di Newman, si possono fare ottime deduzioni. Da alcuni anni, la Chiesa di Roma, sotto la spinta di teologi e studiosi, ha iscritto Henry Newman tra i probabili candidati alla beatificazione. E ora grazie anche ad una guarigione di Jack Sullivan da una forma di paralisi alla schiena, persino Ratzinger ha sciolto ogni dubbio, e rompendo il protocollo vaticano sarà il 19 settembre a Birmingham, salvo contrarietà dell'ultimo momento. Ora, che il Pontefice abbia preso a cuore la beatificazione di Newman, è piaciuta a molti, persino ad alcune associazioni gay che di Newman ne hanno oramai fatto una propria icona.

Tanto fervore da parte dei gay, che si erano messi di traverso quando, nel luglio di due anni fa, si tentò di separare Newman da Ambrose, con la scusa di farlo venerare dai fedeli, non è mai piaciuto in Vaticano, e non è mai piaciuto neppure a Ker: che un cardinale dell'800 diventi una star degli omosessuali è troppo, si saranno detti. Quel che Don Ian spera è che Newman resti un religioso pregato dai fedeli e beatificato. Null'altro! E ovviamente vale anche per il Vaticano.

Ma la storia con Ambrose StJohn, non è facile da sparigliare. L'alto prelato, in vita, amava scrivere molto, e da un nutrito epistolario viene fuori un amore incondizionato tra lui e il suo prete collaboratore con cui convisse trent'anni. Quando muore Ambrose, il cardinale scrive:

“Ho sempre pensato che non ci sia lutto più grande di quello di un marito o di una moglie, ma mi è difficile credere che ce ne sia uno più grande del mio”

Così come quando era in vita:

“Dal primo momento mi amò con un'intensità incommensurabile [...] Mi pose il braccio teneramente attorno al collo, mi portò vicino a lui e mi tenne così per un po'”

Ker, come altri, spiega quelle frasi come di amore filiale tra i due, resta certo il dubbio e le diverse posizioni da una parte e dall'altra: quella del teologo e quella degli attivisti gay che lo inneggiano a patrono.

Prima di morire, per ben tre volte, Newman chiese di essere sepolto a fianco del suo amato collaboratore. Quasi lo impose!

“Desidero con tutto il cuore di essere sepolto nella tomba di frate Ambrose StJohn; lo chiedo come ultima, imperativa volontà”

"Oggi la Chiesa non avrebbe permesso la sepoltura di Newman accanto ad Ambrose", dice Don Ian Ker.

Strana riflessione quella di Ker. Non vi pare?

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