
Sebbene secondo il presidente dell’Iran, Mahmoud Ahmadinejad (foto), non ci siano omosessuali, generalmente vengono uccisi, impiccati, senza un processo sensato, senza la dignità di avere un’identità e una possibilità di salvarsi. In quel paese, essere gay è qualcosa di ingiustificabile. Nemmeno la figlia prova a difenderti, per mancanza di soldi e di amore, verso una colpa che supera anche i legami di sangue per quanto giudicata spaventosa e inaccettabile.
Ma l’ultimo caso vede un cambiamento: Ebrahim Hamidi ha una famiglia ricca alle spalle, disposta a non abbandonarlo e a pagare per salvare il proprio figlio dalla morte. E questo è un iter inusuale, un comportamento che modifica il tutto e attribuisce un nome e un cognome a qualcuno che invece dovrebbe avere il ruolo di un fantasma. L’avvocato dell’uomo cerca di dimostrare come, in realtà, le accuse di stupro sono solamente regolamento di conti tra gruppi e clan.
Inoltre, la prova principale (atto anale illecito, sic!) non è dimostrabile e vi sono state numerose contraddizioni ed irregolarità nel processo. Tutto il motore del processo si baserebbe sulle parole dell’accusa che però vengono estorte sotto una crudele e feroce tortura. E l’associazione iraniana esule per i diritti gay, ha commentato così la notizia:
“Fino ad oggi, è l’unico condannato a morte per sodomia a potersi permettere un avvocato e ad avere il sostegno attivo dei suoi genitori”.”Devono essersi chiesti di cosa è accusato il loro figlio, perché in Iran, secondo il presidente Mahmoud Ahmadinejad non ci sono omosessuali “
Leoo
08 lug 2010 - 13:56 - #1Un ragionamento molto sensato..finalmente qualcuno ci è arrivato anche dalle loro parti!
superchecco
08 lug 2010 - 17:30 - #2Maledetti ASSASSINI! il Vostro Dio del Ca@@o ve la farà pagare per tutto il male che ci avete fatto!
angel62
08 lug 2010 - 19:11 - #3Se Dio esistesse non permetterebbe queste atrocità… invece continua ad esistere questa povera razza umana, malata di pazzia, intolleranza, sopraffazione ed inesauribile crudeltà.
inca
08 lug 2010 - 22:07 - #4se hanno un nome per chiamare gli omosessuali, vuol dire che gli omosessuali esistono
Roberto Tarozzo
14 nov 2010 - 14:55 - #5Dio lasciamolo stare, non lo nominiamo ogni volta perché non esiste. Occupiamoci invece di ristabilire ordine e fare chiarezza su tutti i paesi arabi del mondo nei quali l’omosessualità è ampiamente praticata da tutti (prima del matrimonio) ma non riconosciuta e rifiutata. La mia esperienza di agente di viaggi mi ha permesso di “toccare con mano” (nel vero senso della parola) e verificare che in tutti i paesi arabi l’omosessualità e praticata da tutti i ragazzi e gli uomini che non possono ovviamente avere rapporti con le donne prima del matrimonio. L’arabo dice che “…il rapporto con la donna serve a procreare, ma quello con l’uomo ti procura l’estasi…” in questa frase è concentrata tutta la filosofia maschilista ipocrita e degradante nei confronti delle donne, che sono viste come semplici fattrici. Gli uomini sposati hanno tutti amanti maschi molto giovani, con i quali si intrattengono abitualmente per soddisfare il proprio “augello”. L’Iran è un paese in cui questa contraddizione è più forte, il presidente Mahmoud Ahmadinejad sostiene che nel suo paese l’omosessualità non esiste, e come ritenere che nell’atmosfera non esiste l’ossigeno. Lui che è nato nel 56 dovrebbe ricordare che Tehran all’epoca di Mohammad Reza Pahlavi era considerata la mecca GAY per antonomasia, un luogo simbolo per tutti i gay europei, un luogo liberale pieno di cultura e voglia di vivere pienamente la propria sessualità, con una concentrazione di uomini e donne bellissimi. Piuttosto cerchiamo di combattere per distruggere la mentalità ipocrita e assassina di questi pazzoidi visionare, perchè l’intolleranza si sta allargando a macchia d’olio e potrebbe influenzare anche paesi molto vicini al nostro. r|t - 15nov10