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Iran, il primo gay condannato a morte con un'identità: Ebrahim Hamidi

Pubblicato: 08 lug 2010 da Desperate Gay Guy

Mahmoud Ahmadinejad gay Iran

Sebbene secondo il presidente dell’Iran, Mahmoud Ahmadinejad (foto), non ci siano omosessuali, generalmente vengono uccisi, impiccati, senza un processo sensato, senza la dignità di avere un’identità e una possibilità di salvarsi. In quel paese, essere gay è qualcosa di ingiustificabile. Nemmeno la figlia prova a difenderti, per mancanza di soldi e di amore, verso una colpa che supera anche i legami di sangue per quanto giudicata spaventosa e inaccettabile.

Ma l’ultimo caso vede un cambiamento: Ebrahim Hamidi ha una famiglia ricca alle spalle, disposta a non abbandonarlo e a pagare per salvare il proprio figlio dalla morte. E questo è un iter inusuale, un comportamento che modifica il tutto e attribuisce un nome e un cognome a qualcuno che invece dovrebbe avere il ruolo di un fantasma. L’avvocato dell’uomo cerca di dimostrare come, in realtà, le accuse di stupro sono solamente regolamento di conti tra gruppi e clan.

Inoltre, la prova principale (atto anale illecito, sic!) non è dimostrabile e vi sono state numerose contraddizioni ed irregolarità nel processo. Tutto il motore del processo si baserebbe sulle parole dell’accusa che però vengono estorte sotto una crudele e feroce tortura. E l’associazione iraniana esule per i diritti gay, ha commentato così la notizia:

“Fino ad oggi, è l’unico condannato a morte per sodomia a potersi permettere un avvocato e ad avere il sostegno attivo dei suoi genitori”.”Devono essersi chiesti di cosa è accusato il loro figlio, perché in Iran, secondo il presidente Mahmoud Ahmadinejad non ci sono omosessuali “

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Leoo

    08 lug 2010 - 13:56 - #1
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    Un ragionamento molto sensato..finalmente qualcuno ci è arrivato anche dalle loro parti!

  • Profilo di superchecco

    superchecco

    08 lug 2010 - 17:30 - #2
    0 punti
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    Maledetti ASSASSINI! il Vostro Dio del Ca@@o ve la farà pagare per tutto il male che ci avete fatto!

  • angel62

    08 lug 2010 - 19:11 - #3
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    Se Dio esistesse non permetterebbe queste atrocità… invece continua ad esistere questa povera razza umana, malata di pazzia, intolleranza, sopraffazione ed inesauribile crudeltà.

  • Profilo di inca

    inca

    08 lug 2010 - 22:07 - #4
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    se hanno un nome per chiamare gli omosessuali, vuol dire che gli omosessuali esistono

  • Roberto Tarozzo

    14 nov 2010 - 14:55 - #5
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    Dio lasciamolo stare, non lo nominiamo ogni volta perché non esiste. Occupiamoci invece di ristabilire ordine e fare chiarezza su tutti i paesi arabi del mondo nei quali l’omosessualità è ampiamente praticata da tutti (prima del matrimonio) ma non riconosciuta e rifiutata. La mia esperienza di agente di viaggi mi ha permesso di “toccare con mano” (nel vero senso della parola) e verificare che in tutti i paesi arabi l’omosessualità e praticata da tutti i ragazzi e gli uomini che non possono ovviamente avere rapporti con le donne prima del matrimonio. L’arabo dice che “…il rapporto con la donna serve a procreare, ma quello con l’uomo ti procura l’estasi…” in questa frase è concentrata tutta la filosofia maschilista ipocrita e degradante nei confronti delle donne, che sono viste come semplici fattrici. Gli uomini sposati hanno tutti amanti maschi molto giovani, con i quali si intrattengono abitualmente per soddisfare il proprio “augello”. L’Iran è un paese in cui questa contraddizione è più forte, il presidente Mahmoud Ahmadinejad sostiene che nel suo paese l’omosessualità non esiste, e come ritenere che nell’atmosfera non esiste l’ossigeno. Lui che è nato nel 56 dovrebbe ricordare che Tehran all’epoca di Mohammad Reza Pahlavi era considerata la mecca GAY per antonomasia, un luogo simbolo per tutti i gay europei, un luogo liberale pieno di cultura e voglia di vivere pienamente la propria sessualità, con una concentrazione di uomini e donne bellissimi. Piuttosto cerchiamo di combattere per distruggere la mentalità ipocrita e assassina di questi pazzoidi visionare, perchè l’intolleranza si sta allargando a macchia d’olio e potrebbe influenzare anche paesi molto vicini al nostro. r|t - 15nov10

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