Il Gay Pride di Palermo e i manifesti contro le coppie gay

Il Gay Pride di Palermo e i manifesti contro le coppie gayChissà come si sarà svegliata stamane Palermo, dopo aver celebrato il primo Gay Pride. Chissà quale sarà la risposta dei palermitani dopo aver visto migliaia di persone gay, lesbiche, transessuali, attraversare festosamente la loro città, lanciare la sfida sui diritti negati, cantare e partecipare fino a notte fonda ad un evento che in altre città pare oramai routine. C'è stato il solito gioco dei numeri tra questura e organizzazione: 4 mila per la prima; 10 mila per chi ha lavorato per il successo della manifestazione. Tanti comunque, in una città dove le contraddizioni, le paure, i silenzi, fungono da collante per il sereno vivere comune. Fare certe manifestazioni a Palermo è già di per sé un successo, figurarsi organizzare e rendere pubblico un Gay Pride. Le cronache raccontano di gente festosa, coloratissima, la sfilata di dieci carri allegorici che sparano musica, slogan contro l'omofobia e ogni altra forma di discriminazione, ragazzi e ragazze che si baciano al sole caldo siciliano.

Nonostante qualche promessa, mancano le istituzioni; almeno alla sfilata, ma gli organizzatori, Arcigay e Stop Omofobia, assicurano l'interesse del Comune e della Regione per un dialogo e una attenzione alle proposte per rendere migliore e più sicura la vita delle persone lgbtq. È presente invece l'eurodeputato Rosario Crocetta, uomo simbolo della lotta alle mafie, poeta della sua omosessualità. Con lui, un'altra figura simbolo di una Sicilia diversa e altamente democratica, Rita Borsellino. Madrina di questo primo (e speriamo non unico) Gay Pride palermitano, la scintillante Vladimir Luxuria.

“Alcuni amici quando hanno saputo che ero stata invitata a Palermo - dice Luxuria - mi hanno raccomandata di stare attenta. Ma a cosa? Ho risposto, io sono felice si essere oggi qui e non a Pontida, dove la gente in testa invece delle piume ha le corna. Questo Gay Pride è l'occasione per rilanciare il dibattito sui diritti di gay, lesbiche e trans. Ma è anche una data storica, perché per la prima volta si tiene in una città importante come Palermo. C'è un bacio tra uomini di cui bisogna vergognarsi ed è un bacio della morte, i baci di oggi, in questa piazza, non possono provocare indignazione anzi guardando questi giovani vien da dire: beati loro”.

Non è un caso che il Gay Pride sia stato convocato a piazza Magione, divenuta simbolo della lotta alla mafia, quella stessa che sull'omosessualità nutre tranquillamente manifestazioni di odio e morte. Non ci possono e non ci devono essere 'arrusi' tra gli 'uomini d'onore' e neppure tra figli e nipoti. Ci sono storie tragiche su questo versante.

Che ci sia ancora tanto lavoro da compiere contro l'omofobia (ma non solo a Palermo), è l'atto di dileggio praticato da militanti di Giovane Italia, ex Azione Giovani oggi movimento giovanile del Popolo della Libertà che, proprio alla vigilia del Gay Pride, ha tappezzato le vie di Palermo di manifesti contro le coppie omosessuali e ogni loro diritto al matrimonio e alle adozioni. Dimenticavano, forse, che anche in Sicilia vivono insieme donne e uomini omosessuali, in serenità e affetto, e che non si può certo negare loro il diritto alemno alla felicità.

A dare la risposta migliore, Daniela Tomasino, presidente Arcigay Palermo:

La miglior risposta ai cartelli che sono stati affissi a Palermo da Giovane Italia è stata data, proprio ieri, dal Comune di Palermo, di centro-destra, che ha consegnato al presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè una targa a Giorgio e Toni, due ragazzi uccisi dall’omofobia a Giarre trenta anni fa. All’emozionante e partecipata cerimonia erano presenti alcuni membri di Giovane Italia a testimonianza che sulla questione gay la destra è molto divisa.
La sfilata del pride di Palermo di oggi (ieri ndr.), vanta il patrocinio delle istituzioni locali, e sarà la miglior testimonianza che Palermo e la Sicilia tutta sono con noi e sono concordi e compatti nel rispetto, nella difesa e nella salvaguardia della piena cittadinanza di omosessuali, lesbiche e transessuali. Siamo sicuri che il Pride di Palermo sarà un sentito e corale “no” all’omofobia.

Che non ci siano dubbi sulla volontà, anche dei siciliani, di battersi per una legge di riconoscimento sulle coppie di fatto, contro l'omofobia, lo dice un'altra militante di Arcigay, Giulia Alagna, che assicura un interessamento della Regione:

"Se passerà all'Assemblea regionale siciliana la proposta di legge antiomofobia - ha detto - saremo la terza regione in Italia ad avere una normativa in merito".

Alla festa finale, le liriche di Viola Valentino, una artista sempre vicina al Movimento lgbtq, di Cosmo Parlato e altri artisti. Il finale con la consegna dei Premi Sicilia Pride 2010, e poi notte danzante.

Un grazie all'encomiabile lavoro di Stop Omofobia; ad Arcigay, alle tante persone sconosciute che hanno reso possibile non solo il Gay Pride a tutte le altre iniziative svolte nei giorni precedenti. Palermo, ora, può diventare altro che non la città apostrofata per altri, più disgustosi fatti.

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