Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono un esempio per i gay italiani?


Oggi, come anticipato anche dai colleghi di 02blog.it, a Milano gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana festeggeranno la prima sfilata fatta insieme 20 anni fa. In questi giorni dell’evento, e della mostra organizzata per l’occasione, si è scritto spesso.

Qualcuno l’ha fatto ricordando il lavoro fatto dalla coppia. Altri, invece, si sono concentrati sull’evasione fiscale che i due avrebbero fatto ai danni dello stesso. Noi, oggi, vogliamo provare a capire con voi se i due omosessuali dichiarati rappresentino per la comunità GLBTQ italiana un esempio da emulare o un’eccezione che, in quanto tale, non ha senso replicare.

In più occasioni i due, oltre a precisare che il loro voto non era diretto verso la sinistra radical chic, hanno preso le distanze dagli omosessuali italiani che al Governo Prodi chiedevano l’apertura del matrimonio per sopperire alla mancata approvazione dei Pacs.

In un’intervista rilasciata per Repubblica, a Laura Laurenzi, Stefano Gabbana sull’argomento dichiarò:

“Io sono stato sposato per vent’anni e non ho mai firmato nessun contratto. Non occorre secondo me firmare un contratto per essere fedeli. Non occorre andare in comune, scambiarsi gli anelli.

Sì, se ti piace fare una grande festa, falla, ma il matrimonio gay è una sorta di caricatura. E anche il matrimonio tradizionale, a ben vedere, è una caricatura. Per come la vedo io l’impegno dovrebbe essere per tutta la vita, ma poi non è mai o quasi mai così.

Ci si lascia con una tale disinvoltura, con tanta di quella superficialità. Io ho di fronte ai miei occhi l’esempio dei miei genitori, che sono sposati da 55 anni. Hanno sicuramente attraversato dei momenti difficili, ma hanno resistito. Se la palestra di vita è la famiglia, il loro è stato un esempio fantastico...”

Parlando poi del desiderio di diventare padre lo stilista, con una certa onestà intellettuale, ha ammesso di non essere pronto all’adozione né alla crescita di un figlio senza l’ausilio di una figura femminile.

“Io sono contrario al fatto che un bambino cresca con due genitori gay. Un bambino ha bisogno di un padre e di una madre. Io non posso pensare alla mia infanzia senza mia madre. E ritengo che sia crudele togliere a una madre il proprio bambino”.

Quanto dichiarato sul matrimonio e sulla famiglia è esemplificativo dell’attitudine della coppia. Due ex fidanzati che sono pronti a smentire, con una certa eleganza, i preconcetti che la stessa comunità GLBTQ si è costruita addosso per sentirsi più sicura.

Lecito quindi chiedersi se con la loro storia Dolce e Gabbana si siano emancipati dalla realtà omosessuale italiana. Voi cosa ne pensate?

Foto | makigalimberti.com

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