Radio 2: chiude Dispenser


Stando a quanto riportato nei giorni scorsi dal Post, e dal Riformista, la stagione radiofonica di Dispenser sarà l’ultima. Pare che il direttore di Radio 2, Flavio Mucciante, abbia deciso di fare a meno del programma condotto da Federico Bernocchi e Costantino Della Gherardesca.

Dispenser, per chi non abbia avuto l’occasione di ascoltarlo, era un contenitore di stimoli quotidiani farcito di tutti quegli spunti riconducibili ad un cultura indipendente. Quando, e le occasioni in questi anni non sono mancati, la redazione proponeva dei contenuti queer ricordava indirettamente a tutti gli ascoltatori che non tutti gli omosessuali in Italia ascoltano Raffaella Carrà.

Punk. Dispenser proponeva ai propri ascoltatori pezzi gay punk. Delle vere e preziose rarità non contemplate, persino, da molti dei media che attorno alla comunità GLBTQ in questi anni hanno iniziato le proprie attività.

Dietro Dispenser, è bene ricordarlo, ci sono state una serie di persone che hanno valorizzato tutte le forme di ribellione culturali alternative ai Pride. Belli. Colorati. Glitterati. Ma i cambiamenti li si attuano tutti i giorni.

Dispenser, nelle ultime edizioni, è stato presentato da Costantino Della Gherardesca. Dichiaratamente omosessuale il pupillo di Piero Chiambretti con il proprio lavoro, pop, ricorda a tutti i telespettatori del Grande Fratello che l’omosessualità non è patrimonio solo di Maicol.

Dispenser è nato grazie a Giorgio Bozzo. Storico agente di Platinette, Giorgio Bozzo ha lavorato con Gennaro Cosmo Parlato e le Sorelle Marinetti che prima di essere delle travestite sono le cantanti che hanno deciso di non stare al gioco di Pippo Baudo che invitandole sul palco, nella classica “Domenica In” sanremese, storpiò il loro nome.

Dispenser si è circondato sempre da eterosessuali che sono stati più solidali alla comunità omosessuale di quanto abbiamo fatto certi gay. Su tutti Matteo Bordone e Federico Bernocchi che hanno condotto e scritto il programma insieme ad altri professionisti.

Dispenser chiude. E dei punk gay domani dovrà occuparsene qualcun altro.

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