I fratelli di Svastichella


A sette giorni dalle aggressioni registrate a Roma e a Milano è giusto interrogarsi sul ruolo che i mass media hanno quando avvengano dei casi di omofobia. E’ probabile che chi abbia agito nel capoluogo lombardo l’abbia fatto perché influenzato dai giornalisti che i giorni prima si erano occupati di quanto successo nella Capitale.

Come osservato, giustamente, da Luciana Littizzetto nella prima puntata dell’Era Glaciale in Italia i crimini sono spesso raccontati come dei fenomeni senza indagare su come, quando e perché siano nati. Negli ultimi mesi nel nostro paese, soprattutto al nord, gli episodi di omofobia sono aumentati. Per capirlo è sufficiente rileggere le cronache degli ultimi sei mesi.

E’ il 10 maggio quando a Bolzano una coppia gay è stata pestata da un gruppo di persone. Emin Ametovsky, che quella sera si sfogò contro i due ragazzi, dichiarò in seguito di essersi comportato male dopo essersi ubriacato e non perché omofobo. Di fatto contro la sua ebbrezza dovettero combattere due gay e non gli amici eterosessuali.

Pochi giorni prima, il 26 aprile, a Roma un ragazzo (volontario di Arcigay) ha dovuto interrompere il proprio viaggio su un autobus dopo essere stato aggredito da un gruppo di persone. Il conducente del mezzo pubblico non entrò a far parte delle cronache di quella vicenda. Preferì l’omertà alla solidarietà.

In piena campagna elettorale, a Milano, il camion elettorale di Franco Grillini (parlamentare e presidente onorario di Arcigay) era stato preso di mira da un gruppo di vandali che con poco eleganza invitavano il candidato dell’Idv, in quanto frocio di m****a, ad andare a lavorare.

Il 16 marzo presso l’università Statale Giacomo, di anni 21, veniva aggredito per via del proprio impegno all’interno del Collettivo Gay della struttura. Un compagno, coetaneo, in quell’occasione gli fece presente che per i malati come lui non c’era spazio nell’ateneo.

Nella settimana natalizia dello scorso anno due transessuali persero la vita. Una a Milano, dove era stata fermata dalla polizia poiché non in possesso dei documenti necessari per rimanere in Italia, l’altra a Roma dove fu ritrovata senza vita nel Tevere.

Tra il 22 e il 25 ottobre del 2009 tre ragazzi sono stati aggrediti a Milano mentre rientravano a casa. Il primo, spaventato, non ha mai reso noto la propria identità alla stampa malgrado i 21 giorni di prognosi decisa dai medici del pronto soccorso. Gli altri due sono stati inseguiti per buona parte di corso Lodi dove sono stati poi malmenati.

Se è vero, come sostenuto da Gianni Alemanno, che una legge contro l’omofobia non serve qualcuno dovrebbe prendersi delle responsabilità precise. Per un Svastichella (questo è il soprannome dell’uomo, in foto, che accoltellò un ragazzo fuori dal Gay Village) condannato altri dieci continuano a commettere un crimine.

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