Per Pontifex i media dovrebbero vergognarsi di parlare dell'aggressione a un gay

Scusateci se parliamo a più riprese di quanto accaduto a Roma, ai danni di un omosessuale, segno di una inciviltà che sembra non voler sparire dalle nostre città, tra parte dei nostri cittadini. L'omofobia ha svariati modi di rappresentazione, agisce per bocca e per mani in un clima che si fa marcio nei pensieri e nelle azioni. Sappiamo che esiste un sito dove l'omosessualità è derisa, fatta oggetto di scherno. E ora, anche l'ultimo pestaggio viene additato come "un clima di lapalissiana eterofobia". Leggete cosa scrivono:

“Premesso che all'aggredito va la mia personale solidarietà e preghiera e, premesso che gli aggressori meritano una degna punizione (come prevede il codice legale), sempre se la giustizia farà il suo regolare corso, mi domando e dico: sono le 8e30 del mattino, proverò a contattare telefonicamente amici e conoscenti che operano presso svariati 118 italiani, presso sedi ospedaliere, pronti soccorso, assistenze volontarie, ecc...! A seguito di una ventina di telefonate, per altro ben documentate nella mia agenda di blogger, vengo a sapere che le aggressioni avvenute nel week end, solamente quelle testimoniate dai miei contatti, sono circa 60 regolarmente denunciati alle autorità (immagino su tutto il territorio nazionale quante siano state). Pestaggi a donne, uomini, normali risse, botte di piazza, contusioni fuori e dentro i locali da ballo, aggressioni ad extracomunitari in Sicilia e Puglia, ecc... ecc... ecc... !”.

Per l'articolista, insomma, l'aggressione al 22enne non ha nulla di diverso da chi si prende a bottigliate nei locali o da "normali risse" e, così per confondere le acque ci mette dentro anche extracomunitari in Sicilia e Puglia. Insomma, perché tutti i media parlano solo dell'omosessuale pestato da bolsi teppisti? Se lo chieda, ancora e ancora, e poi tante altre volte ancora.

È più che possibile che all'autore dell'articolo sfugga, per propria convinzione, che abbiamo una emergenza omofoba italiana; che gay, lesbiche e transessuali sono disprezzati, persino dalla sua chiesa, perché gay, lesbiche e transessuali. Nulla di altro!

“A seguito di questo reale e documentato stato di fatto - scrivono ancora su Pontifex -, non ho altro da aggiungere: la mia unica considerazione è che in Italia ed in Europa esistono aggressioni di SERIE A e aggressioni di SERIE B! Della serie che, se io vengo preso a calci e vado al pronto soccorso, se ne preoccupano i miei famigliari ed amici e, al massimo riesco ad ottenere una denuncia (sempre se al comando di Polizia non dormano - come mi è accaduto nel 2007), mentre se viene aggredito un gay è "bufera mediatica". Questa è una vergogna, ricordo i pari diritti che la Costituzione dovrebbe tutelare. Chiedo l'intervento del Legislatore affinché vengano adottate pari misure e venga istituito il reato di ETEROFOBIA, quotidianamente esercitato da lobby gay, giornalisti e movimenti faziosi. Siamo tutti UGUALI ..... CAPITO !!!!!! VERGOGNATEVI !!!!!!!!”.

No gentile signore, non siamo tutti uguali, e la prova lo ha nel fatto che lei è più tutelato di noi, che possiede, senza alcun suo pregio, diritti maggiori del nostro deserto in termini di tutela e protezione. Non è una "bufera mediatica" quella che è sotto i suoi occhi, ma un richiamo a fermare in qualche modo, delle aggressioni senza motivi, se non quello dell'odio. Ci fosse in giro quella che lei chiama "eterofobia", stia certo che anche la nostra comunità ragionerebbe su come debellarla. Ma oggi, il problema è l'omofobia, è lì che il legislatore deve mettere mano e sanzioni. Di che sta parlando lei? E' stato percosso, o le risulta che qualcuno sia stato picchiato a causa della sua eterosessualità? Sa, a volte, qualche schiaffo a certi eterosessuali, farebbe proprio bene.

E spieghi anche chi dovrebbe vergognarsi, prima di regalare una sua inutile preghiera, per chi ha sanguinato per strada.

Un invito ai nostri lettori: votate il sondaggio per una legge contro l'omofobia, sul sito di repubblica

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