Intervista esclusiva di Queerblog a Paolo Tuci, performer e presentatore del concorso Mister Gay Italia

Intervista esclusiva di Queerblog a Paolo Tuci, performer e presentatore del concorso Mister Gay Italia

In concomitanza con l'inizio del concorso nazionale Mr Gay Italia, noi di Queerblog abbiamo contattato Paolo Tuci, performer e ballerino che condurrà le serate insieme alla drag queen Cesira per scovare il più bello (e non solo) gay italiano.

Parlaci un po' di te
È una domanda molto generica: potrei stringere il “campo” dicendo che Paolo Tuci è un performer. Chiarendo che questo genere di artisti sono l’assemblaggio di varie figure ( ballerino, cantante, front-man, vocalist ) che con l’ausilio di costumistiche all’avanguardia ed effettistiche sceniche porta sul palco un nuovo modo di fare spettacolo. Insomma gli artisti del nuovo millennio.

Come hai iniziato questa tua esperienza come ballerino? Studi da molti anni?
Studiavo danza da bambino, i miei genitori erano contrari alla mia attitudine artistica. Dopo 7 anni di studi , le discriminazioni sessuali da parte dei miei compagni di scuola mi hanno portato ad un periodo di stand-by. Mi sono spostato verso il pianoforte ed il canto..ma con grandi difficoltà economiche da parte dei miei genitori nel sostenere gli studi. Quando ho cominciato a trovare un po di autonomia finanziaria con altri lavori, ho ripreso tutto tra le mani. Mi sono promesso che un giorno sarò io a regalare a mamma e papà una splendida villa a picco sul mare! (ride)

Intervista esclusiva di Queerblog a Paolo Tuci, performer e presentatore del concorso Mister Gay Italia
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Presenterai il concorso "MR GAY ITALIA”…
Siamo nell’ultima fase organizzativa. Sabato 29 Maggio partiremo da Padova con una bella “manciata” di date che toccheranno tutte le regioni. Sono fiero di questa proposta uscita quasi per caso. Verrà data visibilità necessaria agli eventi, ed insieme all’ironia della Cesira (nota drag queen) porteremo uno spettacolo divertente e rinnovato: vogliamo dare valore ad un concorso che fino a pochi mesi fa era nascosto dietro un’ ombra.

Sei spesso a contatto con il mondo Lgbt sia nelle tue esperienze di ballo sia come presentatore: come trovi il pubblico gay? Accogliente? Ipercritico?
Certamente esigente, ed iper attento agli spettacoli nelle sue forme. Porto performance con costumi ed effetti antesignani, ed ogni giorno cerco nuovi modi di fare show. Imparo molto dal pubblico: ascolto moltissimo le loro richieste e le considerazioni. Siamo una comunità trend-setter, e voglio essere al passo con quello che vogliono vedere e sentire loro.

L'essere omosessuale a volte può creare conflitti a livello personale: come hai vissuto la cosa? Come hai reagito quando hai capito di essere gay?
Da adolescente mi hanno scagliato delle pietre a scuola a causa della mia sessualità, è stato l unico trauma che ho vissuto. So di essere gay da quando sono bambino, seppure il mio primo amore fu con una ragazza. Ora vivo serenamente il mio orientamento. So esattamente cosa voglio, e trovo i “gay” persone creative, stimolanti, e davvero con una marcia in più. Io amo essere GAY!

Sei dichiarato pubblicamente... come è stato il coming out con i tuoi amici e i tuoi genitori?
È stato un po tacito: cominciando questo percorso professionale nel target lgbt, è stato tutto cosi automatico ed indolore. Ho portato con orgoglio a casa una mia copertina di un magazine gayo… entrambi i miei genitori mi hanno detto: “Ai nostri occhi sarai il Paolo di sempre”… è stato sorprendente.

Parliamo di "Mr Gay Italia": come vengono scelti i candidati? Ci sono molte richieste?
Siamo partiti solo da pochissimi giorni, ma la macchina organizzativa è davvero potente ed efficiente:i candidati possono compilare un form online. Abbiamo già richieste di chi, finalmente, ambirà con orgoglio al rinnovato titolo di Gay italiano, ma ne aspettiamo ancora di più.

Come avvengono le serate e le selezioni? Ci sono sfilate, domande per parlare di sé?
Ciascuna discoteca ospita la selezione locale, proponendo i suoi candidati. Il coming out compiuto e la disponibilità a prestare la propria immagine senza problemi di visibilità personale è la chiave di volta di tutta la procedura selettiva. Visto il numero di date, io e La Cesira ci incroceremo sul palco solo in alcune serate, avremo anche date in “doppietta”:via web ci seguiremo rispettivamente con un collegamento “in diretta”. Una vera e propria “passerella di moda” dove i candidati potranno anche esibire le proprie peculiarità. Vorremmo avere comunque davanti partecipanti con la “testa”, che sappiano reggere abilmente una conversazione e non volere solo “la pace nel mondo”! ( ride )

Intervista esclusiva di Queerblog a Paolo Tuci, performer e presentatore del concorso Mister Gay Italia
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Cosa conta di più in quei concorsi? La cura del proprio corpo? La risposta pronta? Chi sceglie il vincitore?
Conta sapersi distinguere. Sicurezza di sé, auto-ironia ed un buon portamento. Una fascinosa sostanza intellettiva sarebbe la “ciliegina sulla torta”, e sento che quest’anno ce la faremo. Un accurata giuria di giornalisti, e personalità politiche/televisive decreteranno il vincitore valutandolo su varie sfaccettature.

Secondo te a cosa può servire un concorso come "Mr Gay Italia"?
A portare finalmente alla luce il gay più rappresentativo del mondo omosessuale in termini di visibilità e impegno sociale. L’intera organizzazione si impegnerà a seguirlo successivamente all’elezione: grazie agli uffici stampa lo catapulteremo verso il mondo generalista. Il mondo gay non è fatto solo di paillettes, glitter o trasformisti: esistono persone che conducono una vita normalissima, ma che sono assolutamente rappresentativi di tutti noi.

Qualcuno potrebbe criticare l'iniziativa pensando che sia una forma di ghettizzazione... Come la vedi tu?
Credo sia semplicemente un iniziativa per dire: “ci siamo anche noi”. Vogliamo rendere più grande e solido questo concorso proprio per non “auto-ghettizzarci”, e per crescere abbiamo bisogno di vedere la partecipazione di tutti voi.

Che consiglio daresti a qualche giovane gay che vuole seguire la tua strada?
Di non mirare solo ad irraggiungibili traguardi, ma di procedere step-by-step. Piedi ben saldi a terra, farsi notare, ma agire sempre con umiltà. E’ un lavoro dove non si “arriva” mai. Imparo io stesso da tutti, tutti i giorni, catturando idee , rielaborandole a mio modo. Ho imparato ad imporre sempre me stesso: meglio essere gradualmente Io, che non salire verso il successo subito e sentirmi dire di essere la copia di qualcun altro.

Hai un corpo molto curato. Si avvicina l'estate e le paranoie aumentano... qualche consiglio per "tornare in forma"? Magari su palestra o alimentazione...
Io seguo sempre una dieta molto proteica, suddivido la mia giornata non in 3 pasti, ma 6-7 spuntini. Devono contenere sempre 30 grammi di proteine ciascuno. Pensa che una scatoletta di tonno accompagnato con del pane ed un frutto compongono già un pasto completo. Leggero, easy, e pratico. Bevo moltissimo: porto con me sempre due bottiglie d’acqua da 1,5 litri: la prima deve finire entro le 14:00, la seconda prima di andare a letto. Raccomando sempre ai miei amici di evitare abbuffate e snack fuori orario.Per i lettori di QueerBlog vale lo stesso!( ride)

Sei vanesio? Hai estrema attenzione per il tuo fisico? Usi creme?
Eh eh… Sarei un falso se affermassi il contrario! Curo molto il mio corpo, andare in palestra è parte del mio lavoro …ma non uso mai creme. Le sostituisco con dell’olio di mandorla sotto la doccia. Non esistono creme anti-borse, o immediati anti-rughe. Si definisce cosmesi ciò che porta un risultato immediato, ma ricorda che l’unico strumento che lo apporta è il make-up. E sempre make-up rimarrà…una manciata di latte detergente e tutto torna come prima. Meglio dormire di più e condurre uno stile di vita più sano.

In Italia si parla molto di omofobia: tu, in tutte queste serate, sei mai stato vittima o testimone di qualche caso di discriminazione, violenza od omofobia?
Sono molto deluso dai fatti di cronaca che ci hanno riguardato. Vedo questo paese “schifosamente” immobile verso questi episodi. Durante una serata, nel pieno di una performance un etero infastidito si è scagliato contro un ragazzo gay. Ero sul palco, e non ho visto esattamente la dinamica. Per rispetto di tutti ho chiesto uno “stop” alla musica e ballerini. “durante i miei spettacoli non voglio vedere violenza” “chi non è d’accordo con noi si accomodi fuori”. Fu sbattuto fuori…

I gay, solitamente, per quanto riguarda le discoteche e i locali gay, si dividono in due fazioni: chi li frequenta e chi li detesta perché pensano che sia solo frequentata da gente che cerca sesso e "scopate facili". Cosa ne pensi? Da che parte ti schieri?
Svariati amici non mettono piede all’interno di discoteche “a target”, vivono liberamente sesso o relazioni in un ambiente generalista. Probabilmente il fatto è che ci auto-ghettizziamo, ricerchiamo tutti l’accettazione da parte degli eterosessuali, ma siamo i primi ad isolarci in luoghi “solo nostri”. La verità è che il ruolo di vittime sacrificali ci piace. Il vittimismo ha fascino.

I gay sono davvero così interessati solo al sesso? Tu?
I gay recuperano “barbaramente” tutto quello che hanno represso da adolescenti o in fase di pre-accettazione. E’un trasgressivo gioco al recupero. Sono una persona molto fisica, mi piace il sesso nelle sue forme, sono un passionale mediterraneo… ma venire solo a letto come sarebbe come mangiare del formaggio solo la crosta.

Viaggiando e lavorando spesso è possibile avere una situazione sentimentale concreta? Hai un ragazzo? Lo stai cercando o quel che verrà verrà e adesso pensi alla carriera e al divertimento?
…La realtà è che il mio tempo ha valore. E se devo dedicarlo a qualcuno, deve essere per una persona per il quale “valga la pena”. Questo lavoro non facilita la cosa: viaggio molto e fin’ora non ho visto ancora sacrifici nel cercare di seguirmi nei tour per condividere del tempo insieme, troppa prevenzione nei miei riguardi, e poca spontaneità nei comportamenti. Deve vigere la regola dell’1:1: in una coppia dove non arriva uno, arriva l’altro. Ora non ho una persona accanto. So di valere molto, e non mi accontenterò mai di qualcuno vicino solo per dire di essere fidanzato. Nessuno finora ha saputo stupirmi con qualcosa di inaspettato. Fino a quel momento continuerò a correre come i cavalli con un paraocchi per non vedere cosa ho a lato.

Hai presenziato ufficialmente in Norvegia nel tour delle GREAT GARLIC GIRLS (alcune delle quali facevano parte delle Queentastic con la hit "Absolutely fabulous"). Come è stata l'esperienza?
Ho imparato moltissimo: devo ringraziare Terje Schrøder delle GGG che ha creduto molto nelle mie potenzialità, mi hanno accolto meravigliosamente. Accettai questo progetto per crescere professionalmente, ed è stata anche una forte esperienza personale. Mai visto tanta professionalità ed ospitalità come in quei 3 mesi insieme a loro. Ho perfezionato il mio inglese imparando ad ascoltare ed interagendo con chi avevo vicino.Un'estrema cura dell'artista, del suo benessere e della sua gratificazione. Mi dicevano: "devi sentirti bene qui con noi: è la formula perché tu riesca a svolgere un buon lavoro". Non mi sentivo ospite: ho condiviso con Terje, Dean, e Johnny 24 ore al giorno, e, nonostante questo, la voglia di scambiare opinioni e parlare fino a tarda notte restava sempre viva in noi. Arriveranno al Mamamia il 31 Luglio, dove duetteremo nuovamente. A tutti i lettori consiglio di non perdere l’appuntamento.

Hai viaggiato molto: com'è la situazione estera nelle discoteche, locali e vita quotidiana gay? Così' differente e migliore?
Diciamo che ho “sbirciato” idee in varie parti d’Europa. I norvegesi - temperature a parte - ( sorride ), offrono un diverso tipo di interesse verso lo show. Partendo dal presupposto che la Norvegia ha solo 3 locali gay in tutto, credo che la differenza tra il nostro paese ed il loro, sia il tipo di pubblico che segue spettacoli drag e non . Performavamo in teatri aperti a tutti:un pubblico generalista, un pubblico al 70% eterosessuale, che decide la sera di uscire insieme alla propria famiglia per degustare del buon cibo e simultaneamente godersi un ironico show di drag queen. Un "calderone" di performance e parodie - al quale si sono aggiunte le mie performance - che ha vita ad uno spettacolo non volgare, adatto a qualunque età. Qualcosa di totalmente nuovo per me: intravedevo spesso, mentre ero sul palco, bambini tra le braccia delle madri che guardavano con "inconscio gusto" lo spettacolo. Ammiccavo simpaticamente loro.

Hai fiducia che le cosa possano cambiare in Italia o sei uno di quelli che sarebbe disposto (e sogna) di trasferirsi altrove, magari in Spagna?
La chiesa è vergognosamente cinica verso il nostro “avvento”. Ma purtroppo la Spagna non la vedo comunque un oasi felice. Io sono combattivo, ma non ti nascondo che sull’Italia stavo per gettare spesso la “spugna”.

Grazie a Paolo per la sua disponibilità e un in bocca al lupo da parte di Queerblog!

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