Politici fiorentini testimonial di una campagna contro l'omofobia

Forse non basterà a sedare una subcultura dell'odio, ma il segnale dato da alcuni politici fiorentini contro l'omofobia e la transfobia è importante; da una parte racconta che ancora molto si deve fare per aiutare i cittadini ad una visione più aperta verso le persone gbtq, dall'altra, si può contare su certi illuminati amministratori della cosa pubblica che si dicono vicini alla nostra comunità, tanto da metterci a faccia. Qualcuno, come è accaduto di recente a Udine, forse mal sopporterà quei messaggi di civiltà, imbrattando i manifesti, ma siamo certi che, nonostante questi insulsi atti di intolleranza, le persone potranno comprendere che l'omosessualità o la transessualità non si possono cancellare con la minaccia dell'odio. La condivisione del rispetto è obbligatoria.

Così, grazie ad una iniziativa del Circolo Arcigay "Il giglio rosa" che ha lanciato una campagna di sensibilizzazione pubblica contro l'omofobia, alcuni politici, tra questi il presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci, e la senatrice dei Radicali Donatella Poretti, hanno prestato il loro volto per dire che gay, lesbica e transessuale è una condizione che non deve scandalizzare né armare la mano di qualche malintenzionato.

“Se io fossi lesbica? Chissenefrega, sarebbe la risposta giusta - spiega la senatrice Radicale Poretti -. È un periodo in cui dei diritti dei gay si parla poco, nonostante non manchino gli spunti. Il Parlamento non interviene, è uno dei tanti, importanti argomenti su cui si preferisce non legiferare. Neanche le recenti sentenze della Corte Costituzionale riescono a dare il 'la' all'attività legislativa in materia”.

Alzare le spalle, dire 'chissenefrega', per far capire che le persone gbtq hanno diritto da una esistenza dignitosa, che non si può discriminare per il solo fatto che un uomo ami un altro uomo o che una transessuale desideri vivere un percorso diverso da molti altri.

“Gay? sì, potrei esserlo - afferma il presidente della Provincia Andrea Barducci- e questo non cambierebbe assolutamente niente nell'impegno, nella serietà, nella trasparenza delle cose che uno fa”.

Si potrebbe sperare che un giorno non lontano, altri politici, uomini e donne di cultura, e perché no, qualche ministro, vogliano prestarsi a campagne simili, dicendo che i loro concittadini gbtq necessitano di rispetto e di diritti, non per una certa fantasia astratta, ma per significare che oggi, in questa Italia, gay, lesbiche e transessuali vivono con molti doveri e quasi nulla diritti. Non è abbastanza per disarcionare ogni altra idea omotransfobica?

“Apparire in un manifesto con la scritta gay, lesbica, bisex o trans - afferma Matteo Pegoraro di Arcigay - per un politico, è un passo in avanti non indifferente. A livello parlamentare purtroppo il dibattio sembra morto, nonostante le iniziative di legge di Paola Concia (Pd) e dei radicali.Le attività parlamentari contro l'omofobia sono affossate.Spero che da Firenze arrivi questo messaggio a livello nazionale”

Lo speriamo anche noi, davvero!

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