Il Presidente Napolitano riceve una delegazione omosessuale. La Carfagna: "Mi scuso per non avervi capito"



Una delegazione di circa 15 persone, appartenenti all'associazionismo omosessuale, è stata ricevuta oggi, al Quirinale, dal Presidente della Repubblica. Un atto insolito, un gesto importante perché voluto dallo stesso Napolitano in concomitanza con la celebrazione della Giornata Mondiale contro l'omofobia. Oltre a Napolitano, a ricevere la delegazione con le principali realtà rappresentative della comunità omosessuale italiana: Arcigay, Arcilesbica, Circolo Mario Mieli, Di gay project, Mit, Agedo, Famiglie arcobaleno, I-kan, Rete Lenford, Gaylib; erano presenti i consiglieri del Capo dello Stato, i presidenti della Commissione Giustizia di Camera e Senato, il capo di gabinetto del ministro Mara Carfagna e la stessa ministro.

Con l'emozione della prima volta, parlano un po' tutti i rappresentanti delle associazioni. Rita De Santis dell'Agedo (genitori di omosessuali) ha parlato al Presidente da madre, facendo capire che i figli omosessuali sono dimenticati; Sergio Rovasio di "Certi Diritti" offre al Capo delo Stato, 13 mila firme, raccolte col sostegno di Gay.it, per conferire una onoreficienza a Maria Luisa Mazzarella che il 23 giugno 2009, a Napoli, fu aggredita e malmenata da un gruppo di bulli per aver difeso un amico omosessuale offeso e insultato poco prima. Il Presidente ascolta con interesse: è lui, dice, a ringraziare le organizzazioni omosessuali per quell'incontro.

“Il presidente Napolitano si è detto onorato di averci accolto - racconta Imma Battaglia - e ci ha ricordato che è suo compito istituzionale accogliere le istanze importanti della società. Ha anche chiesto l'impegno del Parlamento ad andare avanti nel lavoro sulle leggi contro l'omofobia, senza contrapposizione tra i partiti ma con senso di responsabilità. Il capo dello Stato ha detto chiaramente che però da sole le leggi non bastano ma è importante anche il lavoro dei media, che devono insieme alla scuola far sì che si cambi la conoscenza di questo mondo”.

La più dolce delle melodie, per i presenti e per noi, viene però fuori dalla ministra Carfagna. Nel ringraziare Anna Paola Concia, per aver voluto e organizzato questo incontro, la Carfagna fa un'ammissione che, speriamo, non resti di forma.

"Il mio ringraziamento alla deputata del Pd Anna Paola Concia - dice la ministra delle Pari Opportunità - per il lavoro che ha fatto e che, mi ha aiutata a capire le istanze della comunità omosessuale".

Bene, ministra, bene davvero e speriamo non interrompa questo dialogo che resta necessario per tutti. Occorre ora che il Governo sostenga le varie proposte sulle coppie di fatto giacenti in Parlamento e quella contro l’omofobia in discussione alla Commissione Giustizia della Camera dei deputati.

Nel suo intervento, a braccio, il Presidente Giorgio Napolitano ha sottolineato la necessità che la battaglia per il riconoscimento dei diritti venga fatta propria dagli stessi eterosessuali quale conquista di civiltà e progresso così come avvenuto per altre battaglie sui diritti civili, come quella per i diritti delle donne.

Dice Paola Concia:

"Nell'incontro con il Capo dello Stato, in cui si sono trattati tutti i temi che riguardano i diritti di omosessuali e transessuali, Napolitano ha detto una cosa molto importante: che i partiti e il parlamento devono lavorare tutti insieme per trovare soluzioni condivise. Per il presidente - continua Concia - i diritti di cui stiamo discutendo, non riguardano solo gli omosessuali, ma sono diritti umani, quindi ci vuole unità della politica. Il Capo dello Stato ha chiesto che il Parlamento lavori in armonia, senza divisione tra i partiti, per affrontare il problema dell'omofobia e delle unioni civili e che si lavori anche sul piano culturale. L'augurio del presidente è che fra un anno si possa festeggiare questa ricorrenza avendo fatto qualche passo in più sul piano normativo e culturale”.

Ce lo auguriamo anche noi, signor Presidente. Intanto grazie, con deferenza e grande affetto, grazie per aver celebrato con noi questa importante data che intende ricordare al mondo che l'omofobia è una insana bestia da cui guardarsi e contro cui agire con le armi della democrazia e civiltà. Grazie Presidente, per le sue parole, la sua accoglienza e come primo Presidente ad aver ricevuto una delegazione delle associazioni omosessuali italiane. Ci fidiamo ancora poco della politica, così facile a promettere quanto svelta a dimenticare. Le sue parole e il suo gesto di oggi ci confortano e ci fanno sperare ancora che questo Paese possa diventare europeo anche sui diritti delle persone lgbtq.

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