Istituzioni e realtà: carabiniere trasferito perché gay. Ma il TAR dice no

Istituzioni e realtà: carabiniere trasferito perché gay. Ma il TAR dice noNell'immaginario collettivo l'Arma dei Carabinieri va quasi di pari passo con i santi della chiesa cattolica: una istituzione da venerare, ammirare, difendere. Così deve aver ragionato un cittadino che ha segnalato al Comando dei carabinieri che un militare della Benemerita era stato visto in compagnia di un altro ragazzo, in atteggiamenti inequivocabilmente equivoci. E il Comando che fa? Trasferisce il carabiniere macchiatosi del crimine di omosessualità, dal momento che il suo orientamento sessuale “poteva creare imbarazzo tra i colleghi” (del resto, è risaputo che noi gay facciamo sesso con qualsiasi cosa di sesso maschile che si muova...).

Più saggi i colleghi del carabiniere che hanno affermato di non aver mai avuto né problemi né imbarazzi di sorta con lui. Così il Tar di Genova ha accolto il ricorso del militare. E geniale, secondo me, è stato l'avvocato difensore del carabiniere: lo spostamento con quei motivi avrebbe potuto creare imbarazzo al carabiniere.

Non nascondo che sarei proprio curioso di conoscere chi è colui (o colei) che animato da evidente spirito civico ha pensato bene di fare la segnalazione al Comando....

Foto | Flickr

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